Banconote false dal valore di oltre 4.000 euro sequestrate dalla Guardia di Finanza

Nonostante il periodo pandemico, le stamperie clandestine non si sono fermate ed hanno continuato ad “emettere” la loro “valuta”. Circolano infatti banconote false anche nella Valdichiana e nella Val d’Orcia, ove la Guardia di Finanza ha appena ultimato gli accertamenti che hanno portato all’individuazione, seppur in maniera frazionata, di 4.210,00 euro, cioè il valore delle 91 (novantuno) banconote false ritirate dalla circolazione negli ultimi mesi nell’ambito delle attività finalizzate a contrastare il fenomeno del “Falso nummario”.

La lotta alla criminalità economica e finanziaria in materia di circolazione dell’Euro e degli altri mezzi di pagamento rientra tra le prerogative affidate al Corpo per arginare l’immissione sul mercato di banconote e monete contraffatte, a tutela del corretto funzionamento del mercato dei capitali nonché a salvaguardia della fiducia che il pubblico ripone nell’utilizzo della valuta.

Un comparto di specialità affidato al Corpo con il preminente compito di garantire la necessaria vigilanza del settore, affrontato trasversalmente nella duplice funzione di polizia economico-finanziaria e di polizia giudiziaria: lo scopo è quello di ricercare, prevenire e reprimere i reati definiti dal codice penale come “delitti contro la fede pubblica” e “falsità in monete, in carte di pubblico credito e in valori bollati”.

Gli specifici approfondimenti sono scaturiti dopo il ritiro delle banconote sospette di falsità per essere sottoposte all’analisi da parte della Banca d’Italia. Un significativo supporto agli accertamenti è stato infatti offerto dal Centro Nazionale Analisi della Banca d’Italia, che rimette periodicamente al Comando Provinciale della Guardia di Finanza competente per territorio le banconote già riconosciute false e sulle quali vengono esperiti approfondimenti investigativi utili a rilevare sia i potenziali collegamenti con episodi criminosi che potrebbero aver interessato la Provincia, che all’identificazione di specifiche costanti nelle banconote falsificate, così da ricostruire i lotti riconducibili ad un determinato contesto.

Nello specifico contesto è stato rilevato che i tagli maggiormente utilizzati sono stati quelli da 20 e 50 euro e, nel contempo, è stato osservato un incremento di banconote falsificate di “bassa qualità”, ovvero riproducenti in maniera non accurata le caratteristiche di sicurezza delle banconote stesse.

Il numero di cartemonete approfondito dalla Guardia di Finanza testimonia l’impegno del Corpo alla repressione delle condotte di falsificazione monetaria, a corollario di una generale salvaguardia del risparmio dei consumatori e del sistema finanziario, impegno che perdurerà nei mesi a venire in cui la carenza di liquidità a disposizione potrebbe favorire involontariamente il proliferare di condotte illecite.

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