Festival della Salute, confronto con la Federazione nazionale degli Ordini TSRM-PSTRP in Toscana e le professioni sanitarie in emergenza: “Medici, la carica dei 200 mila e le professioni sanitarie in emergenza”

Sono diventati quasi 200mila i professionisti del settore sanitario riuniti nella Federazione nazionale degli Ordini TSRM-PSTRP, nata con la legge Lorenzin del 2018.

 

A presentarla sono stati i massimi rappresentanti delle tre aree toscane (Firenze, Pisa/Livorno/Grosseto e Siena) nell’ambito dell’ultima giornata del Festival della Salute 2020 che da giovedì 12 novembre si tiene a Siena in modalità streaming a causa delle restrizioni imposte per l’emergenza Covid-19.

 

Come ha spiegato Leonardo Capaccioli , presidente della Federazione nazionale degli Ordini TSRM – PSTRP dell’area di Firenze, Arezzo, Prato, Pistoia, Lucca e Massa Carrara “rappresentiamo l’insieme di 61 ordini provinciali e interprovinciali. La nostra è una sigla complessa che rappresenta  19 professioni sanitarie e pur essendo nata da poco ha ottenuto il riconoscimento al pari di tutti gli altri ordini in precedenza costituiti. Ogni figura al suo interno ha il suo specifico ambito professionale e l’aspetto importante è che la Federazione è ente sussidiario dello stato”.

 

Ma quali figure troviamo all’interno della Federazione nazionale degli Ordini TSRM – PSTRP? “Sono professioni di estrazione molto diversa, dal tecnico di laboratorio al dietista – ha detto Cristiana Baggiani, presidente dell’area di Pisa, Livorno e Grosseto – e poiché si tratta di un ordine neonato dovremo cercare le modalità di costruire rapporti, interazioni, strategie politiche lavorando su tantissimi fronti: è una grandissima sfida”.

 

“Con l’emergenza sanitaria – ha aggiunto – molte di queste professioni sono state in prima linea: penso ad esempio ai tecnici di radiologica con le Tac toraciche o a quelli di laboratorio con le analisi dei tamponi, ma anche agli assistenti sanitari che effettuano concretamente il tampone o ai fisioterapisti impegnati nella riabilitazione respiratoria in corso di terapia e in fase post-guarigione. Senza dimenticare i tecnici della prevenzione che devono individuare i percorsi idonei e prevenire rischi nelle strutture sanitarie”.

 

Massimo Ferrandi, presidente dell’area senese, ha evidenziato il “grande ruolo nelle Rsa dei terapisti occupazionali e di altri professionisti del nostro ordine che operano in questi ambienti dove il Covid-19 attecchisce molto. Queste persone non devono essere dimenticate come accaduto, purtroppo, dopo la prima fase emergenziale. Inoltre – ha aggiunto – questa situazione deve farci riflettere perché abbiamo impoverito il sistema sanitario nazionale, soprattutto quello pubblico, e ora ne stiamo pagando le conseguenze con le strutture che hanno carenza di spazi e di personale”.

 

“Questa situazione di difficoltà conclude – deve servire a tutti per capire l’importanza dei servizi territoriali e per riflettere sul fatto che l’emergenza non è solo adesso, ma ci sarà anche dopo. Dovremo infatti fare i conti con i  pesanti danni psicologici causati dal Covid-19 negli operatori sanitari e nella popolazione”.

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