Festival della Salute, intervista su nanotecnologie a Donata Medaglini: “Nanotecnologie, Italia terza per progetti, seconda per fondi stanziati dalla Ue”

“L’Europa ci riconosce l’eccellenza nel campo dell’alta ricerca biomedica: i vaccini in particolare. L’Italia ha un tasso di riuscita del 15% sull’intero numero dei progetti presentati. E’ terza dopo Spagna e Germania e seconda per i fondi ottenuti che assommano al 12% dei fondi assegnati”.

Sono alcuni dei dati riferiti al Festival della Salute 2020 da Donata Medaglini, , professore ordinario di microbiologia e microbiologia clinica dipartimento di Biotecnologie Mediche della “Università degli studi di Siena” e rappresentante italiana nel Comitato di Programma Horizon 2020 NMBP – Nanotechnologies, Advanced Materials, Biotechnology, Advanced Manufacturing and Processing.

Intervenuta per parlare di “Nanotecnologie”, la scienza applicata alla materia piccola, la professoressa ha spiegato che il suo lavoro si basa sul nanometro, cioè un ordine di misura basata sul milionesimo di millimetro. Le applicazioni sono vaste. Nella diagnostica soprattutto avendo la possibilità di inserire marcatori, ma anche in terapeutica per veicolare farmaci che vadano solo all’interno di un organo o di un specifico tessuto. Importantissimo in oncologia, ma anche nella cura del diabete per far rilasciare in modo mirato l’insulina. Poi c’è la rigenerazione dei tessuti, cioè cartilagini o pelle dopo danni da ustione.

“In questo momento in cui la scienza procede velocissima – spiega Donata Medaglini – le nanotecnologie sono impiegate moltissimo nei vaccini; sia per quello della Pfizer che quello di Oxford. Qui a Siena ci siamo trovati in vantaggio per dare un aiuto allo sforzo mondiale in quanto stavamo lavorando da tempo a una piattaforma nanotecnologica in cui impiantare vaccini”.

Donata Medaglini ha riferito come i laboratori senesi siano impegnati su due progetti dell’Unione Europea serviti nell’ambito del recente vaccino sull’ebola, tra l’altro un virus in origine isolato su scimmie proprio nell’Istituito fisioterapico Sclavo e che dalla città del Palio prese il suo nome.

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