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L’anima e la storia di Siena attraverso l’arte e il tempo: il museo diocesano riapre con nuovo allestimento

L’anima e la storia di Siena attraverso l’arte e il tempo: il museo diocesano riapre con nuovo allestimento
  • PubblicatoAprile 4, 2024

Da Lorenzetti a Beccafumi, dal Sodoma al Sassetta passando per altre decine di maestri, artisti, scuole: dentro un microcosmo, un universo; dentro un museo la storia e l’anima di Siena e dell’intero territorio. Da oggi nuovamente godibile al pubblico che vorrà comprendere fino in fondo la città e la sua essenza: non c’entra la fede, questo non è un luogo dove si entra soltanto se si crede. Questo è il luogo dell’identità di una città mariana che della devozione a Maria ha fatto la sua corazza e la sua arma, il suo valore e il suo tempo, il suo essere davvero capitale della cultura e dell’economia mondiale (quando il mondo finiva all’Europa). Dalla scuola di Duccio al Palio, dalle guerre ai periodi più bui attraversati dall’uomo e dal territorio, dentro al museo diocesano di Siena c’è un percorso che narra cosa sia Siena e cosa siano i senesi.

Che il museo diocesano fosse uno scrigno prezioso lo sapevamo ma oggi, grazie al lavoro dell’Arcidiocesi con la collaborazione dell’Opera della Metropolitana, di Opera Laboratori e dei padri francescani della basilica di San Francesco, oltre a Fondazione Musei Senesi che il museo lo ha inserito nel proprio circuito, la galleria si apre al pubblico con un patrimonio inestimabile che parla dritto alle persone: sguardi, volti, mani, figure terrene o Santi.

“Opera del Duomo e Opera Laboratori intendono effettuare aperture serali straordinarie – commenta Don Enrico Grassini, direttore dell’Ufficio beni culturali dell’Arcidiocesi  – . Inoltre c’è la disponibilità della diocesi anche a fare aperture fuori stagione per permettere ai gruppi di visitare il nostro patrimonio”.

Il nuovo allestimento del museo diocesano nell’Oratorio di San Bernardino adiacente alla Basilica francescana nacque 25 anni fa, il 13 marzo 1999, per volontà dell’Arcivescovo Gaetano Bonicelli e del Rettore dell’Opera della Metropolitana Senio Bruschelli, Il museo raccoglie le opere di proprietà dell’Arcidiocesi e degli enti ad essa affini (Seminario, Parrocchie, Confraternite), provenienti dal territorio della città e delle immediate vicinanze.  Fra i tanti tesori custoditi  c’è la Madonna del Latte di Ambrogio Lorenzetti e il grande ciclo di affreschi lungo le pareti dell’Oratorio, opera di primo ‘500 del Sodoma, Beccafumi e Girolamo Del Pacchia. Ad illustrare il percorso, don Enrico Grassini, direttore Ufficio beni culturali dell’Arcidiocesi.

In occasione del venticinquesimo anniversario è stato incrementato il patrimonio esposto, con nuove collocazioni provenienti dai depositi dell’Arcidiocesi e della Soprintendenza: saranno visibili per la prima volta una scultura dipinta, raffigurante la Vergine col Bambino di ambito brunelleschiano, l’antica icona bizantina della Madonna del Carmine, una tavola duecentesca di Guido di Graziano, l’opera di Bartolo di Fredi nota come Madonna di Vignano, e due parti di un perduto polittico del duccesco Bartolomeo Bulgarini.

La galleria ospiterà dal prossimo agosto anche l’inedita Madonna di Molli, opera quattrocentesca del Sassetta, attualmente in mostra a Massa Marittima presso il Museo di San Pietro all’Orto.

“La comunità francescana sarà custode di due affreschi di Ambrogio e Pietro Lorenzetti che sono stati spostati da questo luogo, per motivi di spazio, e che adesso dialogheranno con altri affreschi, sempre di Pietro e Ambrogio Lorenzetti, presenti nel transetto sinistro della basilica di San Francesco”, continua Don Enrico Grassini, che ha poi parlato anche dei capolavori chiesti alla Diocesi dalla National Gallery di Londra e dal Metropolitan museum di New York per una mostra in due tappe sul Trecento senese: “La Soprintendenza ha autorizzato la richiesta per la sinopia dell’Annunciazione dell’Eremo di San Galgano a Montesiepi, mentre per altre opere ancora l’autorizzazione ancora non è arrivata”.

Il Museo Diocesano rimarrà aperto fino al 31 ottobre 2024, ogni giorno dalle 13.30 alle 18.30 (ultimo ingresso alle 18).

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Redazione