Premio Celli a Roberta Torre, Paolo Lorenzi e a Monica Bocchia

La premiazione del Premio Celli si terrà il 23 dicembre nella Sala delle Lupe a Palazzo Pubblico. A seguire l’omaggio al cavallo dell’anno

Si svolgerà nella Sala delle Lupe di Palazzo  Pubblico sabato 23 dicembre alle 18 la cerimonia di consegna dei riconoscimenti per la 38^ edizione  del Premio Celli che, quest’anno, andranno alla regista Roberta Torre, al tennista Paolo Lorenzi e alla ricercatrice Monica Bocchia.

«Con il Premio Celli – ha aperto l’assessora alla Sanità Anna Ferretti – la città, e l’Amministrazione comunale, come oramai di tradizione, ospitano un importante appuntamento che vede personaggi di rilievo nel panorama culturale e non solo, visto che a ricevere l‘ambito riconoscimento, insieme a una regista di successo come la Torre, saranno il tennista Lorenzi che, come hanno scritto di lui, per il match disputato a settembre davanti al pubblico newyorkese “con la sua semplicità e il suo cuore ha restituito l’orgoglio al tennis italiano”, e la professoressa Monica Bocchia che, con il suo lavoro di ricerca, rappresenta un’eccellenza dell’ematologia dell’AOU senese».

«Per festeggiare questa importante edizione del Premio Celli – ha illustrato Maria Pia Corbelli, direttrice de La Voce del Campo, durante la conferenza stampa tenutasi questa mattina a Palazzo Berlinghieri – la città avrà il suo regalo di Natale, un evento speciale: la proiezione a ingresso libero, la sera stessa del 23 alle ore 20,30 nell’Aula Magna dell’Università degli Studi (Banchi di sotto, 55), del film musicale di Roberta Torre “Riccardo va all’inferno”, presentato in anteprima al festival del cinema di Torino. Una produzione che vede un cast eccezionale, da Massimo Ranieri a Sonia Bergamasco a famosi ballerini e musicisti. Si tratta di un film  fiabesco, un musical pop ispirato al Riccardo III di Shakespeare. Una realizzazione un po’ Derek Jarman e un po’ Teatro dei pupi. Massimo Ranieri lo ha definito ‘un film sfacciatamente sfidante’».

«Anche questa volta il premio Celli va a tre importanti personalità del nostro tempo, che si sono distinte ciascuna in modo specifico e rilevante in settori chiave per la nostra società, come la cultura, lo sport e la ricerca. Come rettore dell’Università di Siena – ha evidenziato il professor Francesco Frati – mi permetto di esprimere particolare soddisfazione per il premio alla professoressa Monica Bocchia, che fa parte del nostro Ateneo, in quanto mette in evidenza un impegno scientifico di alto livello che ha prodotto risultati di eccezionale valore, riconosciuti a livello internazionale>>.

«Prima ancora di essere una ricercatrice – ha detto Bocchia – sono un medico e il costante contatto con i pazienti mi ha insegnato molto e ha guidato sempre la mia attività di ricerca. Ma i risultati di una ricerca non sono mai merito di una sola persona. E io ho la fortuna di avere al mio fianco un team di medici e biologi che condividono con me la passione e la dedizione per un lavoro in cui ogni giorno c’è qualcosa da imparare».

Roberta Torre, milanese di nascita ma ormai senese di adozione avendo scelto di vivere nella nostra città, registra il suo primo grande successo nel 1997 con il lungometraggio “Tano da morire”, un musical noir originale e sorprendente che ironizza sulla mafia presentato al Festival di Venezia e al quale fu attribuito il Premio Luigi de Laurentiis. Tra i numerosi premi conquistati due David di Donatello, tre Nastri  d’argento e un Ciak d’oro per la migliore opera prima. Pubblica anche dei libri e nel 2014 il suo secondo romanzo “Il colore è una variabile dell’infinito”  viene messo in scena, con la sua regia, al Teatro dell’arte a Milano. Diventerà un successo internazionale.

«Ho una predilezione per i film musicali. –  ha fatto sapere la regista che non è potuta essere presente alla conferenza -Fin da bambina, infatti, ero affascinata dai grandi musical di Broadway. Amo le sfide e tutti i miei lavori, oltre a lanciare un messaggio alla società, li attualizzo come in questo mio nuovo film, ispirato a Shakespeare, ma in versione noir. Eccezionali le musiche di Mauro Pagani sui testi originali di Shakespeare».

«Paolo Lorenzi – ha proseguito Corbelli – è nato a Roma ma vive a Siena da quando era piccolo. Inizia la sua carriera professionistica nel 1999 e fin da subito si distingue con la vincita di importanti premi e tornei a livello internazionale. Mentre Monica  Bocchia, nata a Parma, ma anche lei senese d’adozione, è ricercatrice, professoressa di Ematologia all’Università  degli Studi di Siena, e dal 2011 responsabile dell’U.O.C. Ematologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese che ha prodotto un vaccino antitumorale contro una forma di leucemia, consentendo, a livello internazionale, il trattamento dei malati».

Ai tre vincitori verrà consegnata un’opera realizzata da Massimo Stecchi.

Seguirà l’omaggio al cavallo dell’anno 2017 introdotto da un filmato a firma di Marco Tuveri, appositamente realizzato da Siena Web TV, e commentato dal giornalista Maurizio Bianchini. Come ha informato Bianchini «sarà il proprietario di Porto Alabe, vittorioso lo scorso 16 agosto con i colori della Contrada dell’Onda, a ricevere la scultura creata dell’artista Alessandro Grazi, perché è riuscito a vincere il suo primo Palio dopo aver partecipato a 10 carriere consecutive. Porto Alabe rappresenta il classico prototipo del mezzosangue adatto a correre sull’anello di tufo di Piazza del Campo».

Alla conferenza stampa di presentazione ha partecipato anche Stefano Iovine in rappresentanza di Banca Fideuram, che ha contribuito per la realizzazione della 38^ edizione del Premio Celli.

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