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30 Mag, 2018

“Rinasce” la Madonna col Bambino di Neroccio di Bartolomeo

E’ stata salvata la Madonna col Bambino di Neroccio di Bartolomeo della Pieve di San Giovanni Battista a Pievasciata (Castelnuovo Berardenga)

Se l’Italia vanta il primato mondiale per l’importanza e per la concentrazione del patrimonio storico artistico, purtroppo non può compiacersi altrettanto per la capacità di salvaguardarlo. Lo dimostrano non solo alcune calamità eccezionali di questi ultimi tempi, ma anche la normale attività che servirebbe per la tutela. Rispetto alle prime emergenze spesso non si trovano le strade più efficaci per far fronte alle necessità costose e impellenti, mentre in merito alle non meno indispensabili azioni della quotidianità spesso né i proprietari delle opere né le Soprintendenze hanno la possibilità di risolvere situazioni di particolare urgenza. Considerata tale situazione, l’intervento mecenatistico di privati o di associazioni può portare un contributo essenziale alla difesa del patrimonio storico artistico italiano. In questo caso il sostegno del Rotary Club di Montaperti (Castelnuovo Berardenga) ha permesso il salvataggio e la ‘riscoperta’ di un’importante testimonianza artistica della scuola senese del pieno Rinascimento.

Si tratta di un altorilevo in stucco, raffigurante la Madonna col Bambino, che era stata sistemata nell’architettura barocca dell’altare di destra nella pieve di San Giovanni Battista a Pievasciata. Nonostante fosse completamente ridipinta, era possibile riconoscere i caratteri di stile di questo antico manufatto. Sono quelli della maniera di Neroccio di Bartolomeo (Siena, 1447-1500), che nella Siena della seconda metà del Quattrocento fu un artista di primo piano, formatosi prima alla scuola di Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta e poi collaborando con Francesco di Giorgio, col quale tenne una regolare compagnia, che fu sciolta nel 1475. La sua attività spaziò dalla pittura su tavola e su muro alla scultura in marmo, in legno e in stucco dipinti. Ma, come accadeva in tutte le botteghe del tempo, pure Neroccio si dedicò a produrre anche rilievi raffiguranti la Madonna col Bambino destinati alla devozione privata di committenti con varie possibilità economiche. È per questo che alcuni di questi manufatti furono eseguiti con materiali poco costosi, come era lo stucco. Una volta che la figurazione sacra in stucco era stata ricavata dalla matrice, l’artista provvedeva a rifinirla con una pittura naturalistica e a dotarla di una cornice architettonica. Di questi oggetti oggi si conoscono alcuni esemplari, raffiguranti la Madonna col Bambino, come quello del Princeton Art Museum, che è replicato in un’altra versione del Museo d’Arte Sacra di Grosseto, dove sono aggiunti due Santi, e quello dell’Art Institute di Chicago, di cui esiste una variante di più alta qualità in una collezione privata senese.

La Madonna col Bambino di Pievasciata poteva far pensare a un prodotto uscito dalla bottega di Neroccio e l’intervento di restauro lo ha confermato anche al di là delle più rosee aspettative. La posa dei due personaggi riprende le soluzioni che l’artista senese sperimentò in pittura per almeno quattro volte negli ultimi anni della sua attività: nella pala del 1496 con la Madonna il Bambino e i Santi Pietro, Paolo, Sigismondo e Ansano della chiesa della Santissima Annunziata a Montisi, nella tavoletta con  la Madonna col Bambino e i Santi Sebastiano e Caterina d’Alessandria del Museo Staedel di Francoforte, ancora nella tavoletta con la Madonna col Bambino, Sant’Agostino e un altro Santo del Krannert Art Museum di Urbana (Illinois) e nella Madonna col Bambino affrescata nella Compagnia della Misericordia a Castelnuovo l’Abate (Montalcino). Evidentemente Neroccio fu soddisfatto di questa sua tardiva creazione tanto da tradurla anche nel bassorilievo che qui interessa. E questo manufatto mostra di avere tutti i crismi per essere considerato un prodotto eseguito con particolare finezza sia nella modellazione sia nelle finiture decorative. Lo provano i nimbi dei due personaggi, che sono finemente ornati con stampigliature a punzone, come Neroccio era solito fare per i dipinti su tavola. Nel nimbo della Madonna sono incise le parole iniziali dell’Antifona mariana “Ave Regina coelorum”.

L’analisi del rilievo di Pievasciata autorizza ad affermare senza dubbio di aver recuperato un’opera sicura dell’ultima attività Neroccio di Bartolomeo, come prova il ritrovamento dell’originale policromia, che è particolarmente conservata nello sfondo, dove è descritto un lontanante paesaggio animato da alberi, laghi e montagne, come quello che il pittore aveva dipinto nella splendida Biccherna del 1480.

Il restauro è stato eseguito da Jacopo Carli e seguito da Alessandro Bagnoli.