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Siena Jazz, la Governance: “Non ci sono ritardi nei pagamenti ai docenti. Andiamo avanti con il risanamento”

Siena Jazz, la Governance: “Non ci sono ritardi nei pagamenti ai docenti. Andiamo avanti con il risanamento”
  • PubblicatoSettembre 27, 2023

Il ritardo dei pagamenti ai docenti di Siena Jazz per il lavoro svolto “non corrisponde alla verità” e la governance dell’Accademia “valuta azioni legali su tali notizie prive di fondamento e su altre uscite in questi giorni che creano ed hanno creato, con tali infondate note apparse e diffuse sui mezzi di stampa, azioni diffamatorie e di danno di immagine alla stessa Siena Jazz che non possono rimanere impunite”.

A scriverlo in un comunicato è lo stesso cda dell’Università che assicura come “il lavoro per il rilancio ed il risanamento economico continua con vigore quotidiano” .

Nel testo si evidenzia che “sulle riunioni inerenti il personale” il rappresentante sindacale “non sia previsto dalle attuali normative di legge per strutture con numero di lavoratori come quelle della nostra Accademia”.

Intanto sul caso intervengono anche gli studenti che fanno parte della Consulta e che accusano la dirigenza di non voler aprirsi ad “un confronto costruttivo”, confermando invece “un atteggiamento volto a distanziare le parti, come già sottolineato dal corpo studentesco, dai docenti impegnati nei corsi pre-accademici, dai genitori dei bambini della Peter Pan Orchestra, oltre che da molti musicisti e addetti ai lavori esterni che conoscono le attuali vicissitudini dell’Accademia”.

Nel manifestare la propria vicinanza a studenti e dipendenti evidenziamo come “l’aria che si respira nell’Accademia sia diventata irrespirabile, e quanto ciò mini concretamente un percorso che per la maggioranza di noi ha rappresentato una scelta importante e spesso anche economicamente” impegnativa. A poco servono perciò le rassicurazioni della dirigenza in merito alla ripartenza dei corsi o i proclami di impegno nel miglioramento, poiché al di là dei numeri, che già testimoniano tristemente una disaffezione generale di utenza e docenti, ciò che più conta è il clima nel quale si studia”.

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Redazione