ASL Toscana sud est

A Poggibonsi si parla della salute dei migranti

Sabato al teatro Politeama di Poggibonsi ci  sarà l’incontro pubblico degli esperti con la cittadinanza sul tema della salute dei migranti

“Accoglienza, salute e territorio”, questo il titolo dell’incontro aperto ai cittadini che si terrà sabato 2 marzo, alle 16.30, presso il teatro Politeama di Poggibonsi.

L’incontro si pone l’obiettivo di fare una panoramica puntuale e concreta della realtà dei migranti nel nostro paese dal punto di vista sociale e sanitario e della relazione di cittadini con culture diverse con la sanità, attraverso gli interventi di operatori che lavorano sul campo, anche a diretto contatto con loro. A partire da un focus sulla salute dei migranti, saranno analizzate e spiegate le procedure di prevenzione, come le vaccinazioni, e di presa in cura dei migranti, per poter così scongiurare i pregiudizi che spesso sono erroneamente associati a queste persone che arrivano in Italia, accusate talvolta persino di essere portatrici di malattie.

«La vaccinazione è un gesto di cura per proteggere noi stessi, la comunità e le persone fragili non vaccinate, è necessario vaccinarsi, autoctoni e migranti – spiega  Marco Postiglione, del Servizio Igiene pubblica e nutrizione Asl,  Alta Val d’Elsa, che interverrà sull’argomento  “Migranti e vaccinazioni”.

La mediazione linguistica sarà un altro tema affrontato, contestualizzato nell’ambito dell’interazione con i servizi socio-sanitari, oltre alla presentazione dei requisiti definiti a livello regionale per diventare mediatori, figure professionali fondamentali per fa passare una corretta informazione e comprendere fino in fondo i bisogni di salute dei migranti.

«Promuovere e tutelare la salute delle persone presenti nel territorio va a vantaggio del benessere della comunità, e della sostenibilità del nostro sistema sanitario. – commenta Stefania Magi, referente per la Salute dei migranti della Sud Est – Gli interventi rivolti a persone che presentano barriere linguistiche e culturali,  e che nel paese di origine hanno conosciuto poco la prevenzione, consente di ridurre il carico di patologia cronica che dovremo gestire negli anni a venire. Inoltre gli operatori sanitari, con l’ausilio di professionisti della mediazione, hanno l’opportunità di crescere nella capacità di comunicare e di personalizzare le cure, a vantaggio della qualità del loro lavoro verso tutti».

«Eventi come questo, oltre a presentare agli intervenuti la realtà della Val d’Elsa consentono, grazie agli interventi degli esperti, di fare la necessaria chiarezza e smentire falsi orientamenti che in maniera incongrua e disordinata si sentono in ogni dove e ancora più pericolosamente in ambiti e contesti pseudo-scientifici»- afferma Luca Vigni, direttore Sds zona Alta Vald’Elsa.

«La nostra è una comunità da sempre inclusiva e aperta – dice il sindaco di Poggibonsi, David Bussagli – Lo è anche grazie alla capacità di governare i cambiamenti e le trasformazioni sociali con strumenti e percorsi strutturati. In questo caso grazie ad una rete di esperti che operano nel campo della sanità e dell’accoglienza, sarà possibile approfondire argomenti d’attualità senza distorsioni o semplificazione ma con la necessaria e utile serietà. L’unica strada per promuovere realmente la salute e il benessere di una comunità».

Tra i relatori anche il sociologo Fabio Bracci e il responsabile Immigrazione ArciToscana, Simone Ferretti. L’evento è organizzato dalla Asl Toscana sud est e dalla Sds Alta Val d’Elsa insieme a Centro di salute globale della Regione Toscana, Sprar, Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo sviluppo e con il patrocinio del Comune di Poggibonsi.

Salvato a Montalcino un uomo colpito da arresto cardiaco

Colpito da arresto cardiaco, si salva grazie alla sinergia e al pronto intervento dei professionisti della Rete Emergenza Urgenza della Asl Toscana sud est

Ancora una corsa contro il tempo e ancora una vita salvata grazie al lavoro di squadra dei professionisti della Rete Emergenza Urgenza della Asl Toscana sud est.

Lo scorso 19 febbraio, la Postazione di Emergenza Territoriale di Montalcino viene attivata per intervenire su un paziente accasciato a terra fuori da un ristorante, non cosciente e che non respira. L’uomo, che è insieme al figlio, prima di cadere all’improvviso al suolo, non lamenta nessun dolore toracico, né altra sintomatologia; inizialmente il figlio pensa a un malore transitorio, poi, capendo la gravità della situazione, inizia il massaggio cardiaco, in attesa dei soccorsi.

Dopo pochi minuti dalla richiesta di aiuto, l’ambulanza di Montalcino con medico e volontari-soccorritori di livello avanzato a bordo giunge sul posto, in pieno centro storico. L’uomo è ancora privo di sensi e non presenta attività cardiaca.

Il primo ritmo rilevato all’elettrocardiogramma è una fibrillazione ventricolare, sintomo frequente in caso di arresto cardiaco. I soccorritori defibrillano il paziente quattro volte, attivando tutte le manovre di rianimazione cardiopolmonare necessarie: l’attività cardiocircolatoria riprende, l’uomo respira.

Nel contempo la Centrale Operativa 118 Siena-Grosseto provvede ad attivare in parallelo il servizio di elisoccorso per accelerare al massimo i tempi di centralizzazione del paziente in ospedale. Viene stabilito che il rendez-vouz con l’elicottero avvenga al campo sportivo di Montalcino dove, dopo pochi minuti, l’équipe 118 della postazione di Montalcino consegna il paziente ai colleghi dell’elisoccorso che trasferiscono il paziente al reparto di Emodinamica del Policlinico Santa Maria alle Scotte.

Il paziente, dopo alcuni giorni in Terapia Intensiva, ha adesso buone condizioni di salute e a breve sarà dimesso.

›Ogni professionista della Rete Emergenza urgenza della Sud Est rappresenta un tassello di un puzzle che si incastra perfettamente con gli altri e che determina la salvezza di una vita, come accaduto in questa storia a lieto fine»– dichiara Giuseppe Panzardi, direttore Centrale 118.

Asl Toscana sud est, verso lo stato di agitazione

Fp Cgil, Fp Cisl e Fpl Uil hanno firmato una nota comune in cui preannunciano lo stato di agitazione dei lavoratori dell’Asl Toscana sud est

“Le promesse non bastano più. Il personale è in difficoltà, cosi come i servizi. Chi è in prima linea tutti i giorni lo sa bene. E lo sanno bene i cittadini che ogni giorno hanno sotto gli occhi la situazione della nostra sanità. Abbiamo chiesto da tempo di potenziare il personale. Inutile tentare di dimostrare sulla carta che i numeri ci sono”. E’ quanto riportato in una nota a firma della Fp Cgil, Fp Cisl, Fpl Uil dell’azienda Usl Toscana Sud Est che, in caso di mancanza di risposte, annunciano si andrà allo stato di agitazione e poi allo sciopero dei lavoratori.

“Nella realtà funziona diversamente: assenze lunghe, abuso di personale interinale, tentativi di coprire i ‘buchi’ con doppi turni e soluzioni che a volte sfiorano l’inosservanza del contratto collettivo nazionale di lavoro. Si aggiungano procedure di mobilità interminabili a causa delle modalità incerte di assegnazione del posto – scrivono. Già, perché un lavoratore che chiede la mobilità per l’Area Vasta Sud Est può vedersi proporre un posto di lavoro a 100 km da casa ed il paradosso è che invece di avvicinarsi potrebbe allontanarsi, con il risultato che molte sono le rinunce con le conseguenze che tutti possiamo facilmente intuire” .

Per i sindacati “è chiaro che manca totalmente la capacità di programmazione e di visione a medio termine”. “Anche per medici e dirigenza tecnico amministrativa la situazione non è dissimile e al momento abbiamo la sensazione di stare su una barca senza controllo – concludono i sindacati -. A questo si aggiunga che da tempo assistiamo al balletto delle nomine dei vertici della direzione che di certo non aiuta a rasserenare gli animi e che contribuisce a creare incertezze senza dare soluzioni. A noi non interessa chi governerà l’azienda, ma come la governerà. I lavoratori hanno bisogno di risposte immediate. Manca il personale. Manca l’organizzazione. Manca la programmazione. Che non vuol dire che non ci siano le carte, ma che le ricadute reali sono inefficaci. Sono cioè mancanti”.( Fonte ANSA).

L’Asl cerca infermieri, ostetriche e operatori socio-sanitari

Contratti a tempo determinato all’Asl Toscana sud est per sostituire infermieri, ostetriche e operatori socio-sanitari assenti e quello che sono stati stabilizzati

Autorizzate 52 assunzioni a tempo determinato di infermieri, ostetriche e OSS (operatori socio-sanitari). E’ quanto previsto in una delibera dei giorni scorsi che riguarda tutto il territorio della Asl Toscana sud est (Arezzo, Siena e Grosseto).

L’obiettivo delle assunzioni è di reintegrare il personale assente, anche a seguito di dimissioni o di rinuncia alla proroga del contratto da parte di alcuni lavoratori, senza contare il fatto che sono stati stabilizzati 15 dipendenti che erano a tempo determinato.

Nello specifico saranno assunti 35 infermieri, 8 ostetriche e 9 OSS. Verranno individuati attraverso apposita graduatoria Estar.

Questa delibera segue la numero 1192 del 13 novembre 2018 con la quale erano state deliberati 76 infermieri e 42 OSS per copertura del turn over; la numero 1308 del dicembre 2018 con la quale sono stati prorogati incarichi a tempo determinato e la 1302, sempre del dicembre 2018, con la quale sono stati deliberati 38 contratti di somministrazione di lavoro temporaneo per far fronte al picco influenzale.

 

All’Asl Toscana sud est la “Giornata mondiale del malato”

Anche l’Asl Toscana sud est celebra la “Giornata mondiale del malato”. Visite nei reparti, messa e coinvolgimento del volontariato

Si celebra il prossimo 11 febbraio la XXVII Giornata mondiale del malato, istituita nel 1992 da Giovanni Paolo II.

Per l’occasione, la Asl Toscana sud est ha organizzato una serie di iniziative nel territorio per riaffermare l’attenzione alla sofferenza, l’impegno al servizio della vita più fragile e sottolineare l’impegno quotidiano nei confronti di chi soffre: «La cura dei malati ha bisogno di professionalità e di tenerezza, di gesti gratuiti, immediati e semplici come la carezza, attraverso i quali si fa sentire all’altro che è ‘caro’», ha dichiarato papa Francesco.

A Campostaggia, la celebrazione inizierà alle ore 15 con la recita del rosario nella chiesetta interna all’ospedale. Seguiranno alle 15,30 la messa e alle 16.30 un piccolo spettacolo musicale nell’auditorium “Carlo Buffi”, organizzato dal personale dipendente e i loro familiari.

Nasce l’Area Omogenea di Medicina Interna

Istituita l’Area Omogenea di Medicina Interna dell’Asl Toscana sud est, la dirigerà Luigi Abate

E’ stata istituita da pochi giorni l’Area Omogenea di Medicina Interna della Asl Toscana sud est di cui il dottor Luigi Abate è il nuovo responsabile.

Questa Area fa parte del Dipartimento di Medicina interna e Specialistiche, diretta dal dottor Massimo Alessandri e rappresenta un importante traguardo per l’organizzazione dell’Azienda perché assume il ruolo di struttura di riferimento per le 13 Unità di Medicina presenti tra Siena, Arezzo e Grosseto.

Le Aree omogenee infatti sono un elemento recente della riorganizzazione aziendale, pensate con la funzione di aggregare le strutture della stessa disciplina specialistica, garantendone il coordinamento tecnico e professionale, con l’obiettivo di supportare la formazione, l’aggiornamento, la ricerca e i protocolli delle sperimentazioni cliniche; di favorire lo scambio delle competenze tra professionisti; di rendere omogenei i percorsi clinici e terapeutici.

«L’Area omogenea di Medicina Interna – dichiara Abate – avrà la funzione di coordinare, con gli Internisti dei vari reparti, la stesura di percorsi clinici omogenei che andranno sviluppati in sintonia con gli obiettivi strategici dell’Azienda e le linee di indirizzo del Dipartimento».

Abate, dopo la laurea in Medicina e Chirurgia, ha conseguito due specializzazioni, in Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva e poi in Cardiologia. Ha portato avanti il suo percorso professionale sempre nell’ambito della Medicina Interna, lavorando prima come assistente a Sarteano e Chianciano. Ha collaborato nelle attività del Pronto Soccorso, contribuendo a gettare le basi di una visione più moderna dell’Emergenza/Urgenza in cui l’Internista rappresenta il vero fulcro per un qualificato inquadramento e ottimale risposta in tutte le patologie, in particolar modo per quelle tempo-dipendenti. Dal 2015 è direttore della Medicina Interna di Nottola. Insieme al gruppo di lavoro dei professionisti di area, ha contribuito alla realizzazione del “Protocollo per la istituzione della rete dipartimentale dei Centri TAO nelle UOC Medicina Interna.

«La Medicina interna è una specialistica che più delle altre ha a che fare con un ampio e complesso ventaglio di problematiche cliniche – commenta il dottor Alessandri – Pertanto istituire  un’Area Omogenea con il compito di offrire ai medici internisti un ambito comune, dove potersi confrontare, progettare e condividere percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali, ci è sembrato irrinunciabile. Faccio pertanto a Luigi Abate, neo-coordinatore dell’Area, i migliori auguri per questo importante incarico, che affronterà con le capacità e l’impegno che gli sono propri».

Asl Toscana sud est, nasce la Commissione mista conciliativa

Nasce per tutta l’Azienda Usl Toscana sud est la Commissione mista conciliativa, ulteriore strumento di garanzia a beneficio dei cittadini

Partecipazione, confronto e migliore qualità, questi i cardini su cui si basa l’attività della Commissione mista conciliativa (CMC), istituita presso l’Asl Toscana sud est, recependo le direttive regionali.

Spetta alla CMC la valutazione delle istanze dei cittadini che si dichiarano insoddisfatti della risposta ottenuta dal primo livello di tutela, cioè dall’Urp – Ufficio per le Relazioni con il Pubblico, e in generale l’esame delle problematiche relative a reclami ricorrenti dalle quali emerga la necessità di riflessioni più approfondite in merito all’organizzazione, funzionamento, qualità e sicurezza dei servizi.

Sulla base di quanto previsto dalla Regione, le funzioni della Commissione sono a garanzia della trasparenza e della tutela dei cittadini, per promuovere attivamente il miglioramento della qualità dell’organizzazione sanitaria e socio-sanitaria.

In particolare, secondo quando ribadito nella delibera aziendale n. 91 del 28 gennaio 2019, la finalità dell’organismo è quella di coadiuvare l’Azienda nella gestione di controversie e conflitti relazionali al fine di giungere ad una decisione condivisa dalle parti. La Commissione di fatto ha un ruolo di mediazione che esercita attraverso l’analisi dei fatti e l’individuazione delle cause che hanno limitato o negato per esempio il diritto alla prestazione sanitaria, al fine di contribuire al loro superamento. Opera in stretta connessione con l’Urp, occupandosi della corretta informazione al cittadino sugli strumenti di tutela e di ascolto.

Composta da sette membri, oltre al presidente, individuato dal Difensore civico regionale, è articolata così: tre rappresentanti della associazioni di tutela e volontariato accreditate presso l’Asl, designate dal Comitato di partecipazione aziendale, tre dipendenti dell’Azienda.

«Ritengo che la Commissione mista conciliativa sia un importante strumento per valutare il livello dei servizi e che dimostra attenzione per il cittadino, mettendosi in ascolto dei suoi bisogni e aspettative anche attraverso l’opera delle associazioni di tutela e volontariato, portatrici delle loro istanze. – afferma la dottoressa Manuela Morini, direttore della Commissione e dell’UO Integrità, Tutela e Partecipazione della Sud est – Il suo ruolo è determinante per creare un canale di comunicazione attraverso il quale dare voce ai pazienti e individuare le aree dove è necessario intervenire per migliorare».

Liste d’attesa, quasi 4 milioni di euro per ridurle

Progetto e investimento della Asl Toscana sud est per la riduzione delle liste d’attesa, sia per l’ambulatoriale che per la chirurgia

«Lavorare sulle criticità» ha prodotto i suoi risultati. Sono state le parole chiave del mandato di Enrico Desideri: «I dati ci danno tra i migliori d’Italia ma non mancano le criticità, su quelle stiamo lavorando e lavoreremo». Tra le criticità figurano i tempi d’attesa ma, per dimostrare che una Asl funzioni più o meno bene, devono essere tenuti in considerazione anche gli indicatori di salute. Proprio su questi due aspetti si è concentrata la conferenza stampa che si è tenuta questa mattina a Siena, facendo il punto sui risultati raggiunti su entrambi i fronti e i prossimi impegni per migliorare. I dettagli sono stati presentati dal direttore generale della Asl Toscana sud est Enrico Desideri, dall’assessore regionale Stefania Saccardi e dal presidente della Conferenza Aziendale dei Sindaci Giacomo Termine, alla presenza del direttore sanitario Simona Dei, del direttore amministrativo Francesco Ghelardi, del direttore della Rete Ospedaliera Daniela Matarrese e del direttore di staff della Direzione sanitaria Roberto Turillazzi.

L’obiettivo della Asl Toscana sud est è aumentare i volumi dell’attività specialistica e diagnostica strumentale. L’investimento riguarderà in particolar modo la radiologia diagnostica pesante, gli ecocolordoppler cardiaci e vascolari, l’ecografia internistica, l’endoscopia digestiva, le visite oltre all’incremento delle sedute di chirurgia in tutto il territorio aziendale.

«La tempestività delle visite e degli esami strumentali necessari è un obiettivo che qualunque manager della sanità si deve porre, anche per garantire equità di accesso in relazione ai bisogni – ha spiegato Enrico Desideri, direttore generale – Per fare questo, la nostra Asl ha scelto di raccordare in modo forte il sistema delle Cure Primarie, cioè della medicina generale, con gli specialisti di riferimento. Inoltre abbiamo da tempo prodotto dei percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali per arginare progressivamente anche l’inappropriatezza, che è ovunque un problema rilevante. Questo approccio ha già ridotto i tempi di attesa, ma non è ancora sufficiente a risolvere il problema. Ed è per questo che la Asl Toscana sud est, per il 2019 e come previsto dalla Regione Toscana, investirà 2,3 milioni di euro per aumentare il numero di visite. E concludo dicendo che ad oggi, le attese non sono mai state segnalate in ambito oncologico».

Ecco alcuni numeri: le prestazioni ambulatoriali erogate nel 2018 tra Arezzo, Siena e Grosseto sono state 3.800.000. Durante lo scorso anno, la diagnostica strumentale (Rm, ecografie, ecc) è aumentata del 3%, così come il numero di visite effettuate (cardiologica, ginecologica, oculistica, neurologica, dermatologica, ortopedica e otorino). I tempi di attesa per prima disponibilità sono stati rispettati nel 70% dei casi. E’ importante il ruolo dell’Help Desk, cioè la struttura che risolve i casi segnalati dai Cup per prenotazioni non adeguate ai tempi. Solo nel 2018, l’Help Desk aziendale ha risolto 100 mila casi nell’intera Sud Est. Nel 2019 l’attività dell’Help Desk verrà incrementata, così come sarà implementato il progetto del “Dove si prescrive si prenota”, cioè la possibilità di prenotare la visita direttamente dal proprio medico di famiglia o dallo specialista. Visti i risultati, è doveroso un focus sul Percorso Oncologico e l’Aiuto Point, in quanto è salita al 90% la percentuale di visite ed esami prenotata direttamente nell’ambulatorio del prescrittore, evitando disagi e lungaggini ai pazienti.

Per quanto riguarda invece l’abbattimento delle liste di attesa in ambito chirurgico, il progetto prevede un investimento di 1,5 milioni di euro. Sono state prese in considerazione le tipologie di interventi che hanno un maggior numero di utenti in lista di attesa. Le linee di intervento riguardano Chirurgia Generale, Urologia, Oculistica e Ortopedia, per le quali è stato calcolato il fabbisogno di sedute operatorie aggiuntive, utili a ad abbattere i tempi di attesa fino ad un massimo di tre mesi. Per gli interventi saranno utilizzati tutti gli ospedali della rete, in modo da decongestionare le strutture più grandi.

In occasione della conferenza stampa, sono stati presentati anche i dati sugli indicatori di salute nell’Area Vasta a partire dal 2015. Il territorio della Asl Toscana sud est dal 2015 al 2017 ha registrato dei miglioramenti (fonte, Prose ARS) in relazione a: riduzione rischio di morte per infarto miocardico a 30 giorni (-15%); riduzione riammissione a 30 giorni di un ricovero per infarto miocardico (-7%); rischio di morte a 30 giorni per ICTUS (-27%); riduzione rischio di morte per scompenso cardiaco a 30 giorni (-11%); riduzione riammissione a 30 giorni per scompenso cardiaco (-6%); riduzione tasso di ospedalizzazione per BPCO (-6%, questo significa che si cura di più nel Territorio, a tutto vantaggio del paziente). Sono tutti parametri che hanno valore inferiore rispetto alla media regionale (l’ospedalizzazione per BPCO è inferiore del 25%, i decessi a 30 giorni per IMA ICTUS e scompenso sono inferiori rispettivamente del 7%,18% e 3%). Ottimo, in particolare, il dato sulle amputazioni del piede diabetico: rispetto al dato regionale, nella Asl Toscana sud est è inferiore del 54%. Tra le criticità su cui è necessario lavorare ancora più intensamente, ci sono i numeri dei parti cesarei e il rischio di complicanze a 30 giorni per intervento laparoscopico di colecistectomia.

«Sono veramente soddisfatto di quello che è stato messo in piedi dalla Regione e dalla nostra Asl per abbattere le liste di attesa – ha commentato Giacomo Termine – Sono cifre importanti per far fronte alle esigenze dei territori. Esigenza, questa, che avevamo fatto presente ormai da tempo. Come rappresentanti dei cittadini, continueremo a monitorare».

L’assessore Saccardi ha concluso sottolineando: «Si tratta di un incremento dell’offerta programmato in seguito ad una delibera regionale. Abbiamo fino ad oggi aumentato il volume delle prestazioni solo con i professionisti interni. Da gennaio a giugno 2019 saranno erogate quasi 20.000 prestazioni in più. Noi monitoriamo l’andamento settimana per settimana e, se ce ne fosse la necessità, andremo a cercare l’offerta dove c’è».

Asl, Luigi Ciampalini nuovo responsabile dell’Area omogenea

Luigi Ciampalini è stato uno fra i primi in Italia ad aver introdotto la protesi di rivestimento dell’anca

Luigi Ciampalini è il nuovo responsabile dell’Area Omogenea di Ortopedia per la Asl Toscana sud est. L’incarico è stato deliberato ieri. Ciampalini è già direttore della UOSD Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale del Valdarno, un reparto da 1500 interventi all’anno e che ha iniziato gli interventi con la robotica già nel 2014, il primo in Italia in ambito pubblico.

Le Aree omogenee, elemento nuovo della riorganizzazione aziendale,  aggregano le strutture della stessa disciplina specialistica con l’obiettivo di supportare la formazione, l’aggiornamento, la ricerca e i protocolli delle sperimentazioni cliniche; di favorire lo scambio delle competenze tra professionisti; di rendere omogenei i percorsi clinici e terapeutici.

«Sono molto soddisfatto per questa nomina – ha commentato Ciampalini – E’ un’importante conferma del nostro impegno a mantenere i livelli di qualità registrati fino ad oggi, grazie alle tecnologie che abbiamo a disposizione e all’esperienza maturata negli anni».

« Conosco il dr. Ciampalini dai tempi in cui lavorava a Careggi – commenta Enrico Desideri, direttore generale della Asl Toscana sud est – Ha operato in tutti i campi, da quello oncologico a quello ortopedico e traumatologico.  In questi anni di lavoro in Valdarno, ha formato un ottimo team, una squadra che ha dimostrato di saper ottenere ottimi risultati».

Luigi Ciampalini, originario di Parma, è laureato in Medicina e Chirurgia a Firenze; si è specializzato in Ortopedia e Traumatologia, in Medicina dello Sport e in Chirurgia della mano. E’ stato fra i primi in Italia ad aver introdotto la protesi di rivestimento dell’anca. Ricchissimo il suo curriculum in sala operatoria e di tutto rispetto la produzione scientifica di livello internazionale.

 

         

In 27 scuole senesi farmaci salva vita e indispensabili

L’Asl Toscana sud est ha distribuito farmaci salva vita e indispensabili nelle scuole del territorio. Gli istituti senesi coinvolti sono 27

E’ partita l’anno scorso la somministrazione di farmaci salva vita e indispensabili nelle scuole del territorio della Asl Toscana sud est, nel rispetto delle direttive regionali.

Grazie a tutti i soggetti coinvolti: famiglie, scuole, medici, insegnanti e il servizio Educazione alla Salute della Asl Toscana sud est, gli alunni affetti da patologie che necessitano della somministrazione di farmaci indispensabili durante l’orario scolastico, possono farne richiesta. Vengono così garantiti il diritto allo studio, la salute e il benessere degli studenti che presentano tale necessità.

«Dal 1 marzo 2018 al 31 dicembre 2018 – spiega Claudio Pagliara, responsabile Educazione alla Salute Asl Toscana sud est – abbiamo ricevuto 41 richieste (4 da Arezzo, 10 da Grosseto e 27 da Siena). Nel caso di 4 scuole abbiamo richiesto l’intervento del 118 per la formazione del personale scolastico alla somministrazione di farmaci salvavita. E in una sola scuola, dove non c’è stata disponibilità del personale scolastico, interverrà in caso di necessità direttamente il 118».

Per l’autorizzazione alla somministrazione dei farmaci indispensabili e/o salvavita sono necessari: la richiesta della famiglia alla scuola, il certificato medico con il programma terapeutico, il verbale di consegna del farmaco e un piano d’intervento personalizzato.

Per la corretta procedura da seguire, ai dirigenti scolastici è stata inviata una dettagliata informativa.

Scroll to top