Enrico Rossi

Visita alle Scotte per il governatore Rossi

«Una partita organizzativa importante per l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, che vedrà la Regione Toscana dare pieno supporto al progetto di riorganizzazione, che va di pari passo a una complessiva ristrutturazione dell’ospedale». Con queste parole Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, ha espresso il suo apprezzamento per il lavoro portato avanti da Aou Senese e Università di Siena per il varo del nuovo Statuto, già approvato dal Consiglio dei Sanitari e in corso di presentazione ai professionisti dell’Aou Senese in questi giorni, sottolineando anche l’impegno regionale ad investire su Siena in modo da potenziare ulteriormente il policlinico Santa Maria alle Scotte che «ha svoltato in positivo – ha aggiunto il presidente – con una qualificazione delle strutture, un importante investimento sui professionisti e un’organizzazione futura che sarà articolata in 10 Dipartimenti. Lo Statuto – ha detto Rossi – è un atto autonomo dell’Azienda e la Regione si esprimerà solo in relazione alla legittimità in riferimento al protocollo d’intesa siglato con le Università».

Latte ovi-caprino, 2 milioni di euro per il rilancio del settore

Latte ovi-caprino, intervento regionale da 2 milioni di euro per il rilancio del settore in crisi

Rilanciare il settore ovino da latte in Toscana, sostenendo tutta la filiera e promuovendo i formaggi sui mercati internazionali. E’ questa la finalità di due provvedimenti assunti ieri, lunedì 28 febbraio, dalla giunta regionale: il primo prevede un finanziamento di 2 milioni, provenienti dal bilancio regionale, il secondo un protocollo d’intesa con al quale coinvolgere nel percorso organizzazioni professionali e cooperative agricole e i consorzi di tutela dei formaggi Dop.

«La Regione – commenta il presidente della Regione Enrico Rossi – sostiene i produttori di latte ovino e caprino che stanno fronteggiando una grave crisi di settore, acuita dalla ristrutturazione di grandi gruppi a livello nazionale. Il pacchetto di interventi messi in campo dalla giunta rappresenta lo sbocco di un intenso lavoro a fianco delle categorie, per tutelare e rilanciare un settore importante della produzione agroalimentare toscana. Anche in questo caso, non ci siamo limitati a tamponare l’emergenza, ma abbiamo previsto interventi e risorse per sostenere e riposizionare l’intera filiera del latte ovi-caprino e dare risposta alle dalle diverse criticità che sono emerse in questa fase, rispondendo così alle istanze dei produttori».

Le due delibere rappresentano la fase culminante di un percorso che si è attivato nel novembre scorso, quando la crisi del settore è diventata emergenza a seguito dei provvedimenti assunti da due grandi gruppi industriali che hanno disdetto contratti di fornitura dal gennaio 2019 per cento allevatori, collocati principalmente nella provincia di Grosseto.

«A seguito di questa situazione – spiega l’assessore all’agricoltura Marco Remaschi – ci siamo subito mobilitati, attivando il tavolo di filiera del settore ovi-caprino da latte, al quale partecipano le organizzazioni professionali agricole, le centrali cooperative, i Consorzi di tutela delle denominazioni d’origine protetta dei formaggi e i caseifici operanti in Toscana». L’immediata mobilitazione ha permesso di raggiungere già a dicembre l’obiettivo della ricollocazione dell’intera produzione di latte ovino delle aziende (circa 3,2 milioni di litri su un totale di produzione annua toscana di circa 55 milioni di litri) presso alcuni caseifici locali.

«Risolto tempestivamente il problema contingente – ricorda l’assessore all’agricoltura Marco Remaschi – la giunta ha deciso di guardare a un orizzonte più largo, cercando di delineare un intervento capace di sostenere tutta la filiera produttiva, dando risposta attraverso singoli interventi ai principali motivi di crisi: il calo dei consumi, l’aumento dei costi di produzione, il fenomeno delle predazioni».
Ecco dunque la genesi dei due interventi approvati cui si aggiunge una terza linea d’azione: la presentazione alla Commissione Ue di una modifica al Psr 2014-2020 al fine di rafforzare economicamente gli interventi mirati al settore ovicaprino.

L’intervento da 2 milioni di euro
La Regione investe direttamente sul settore risorse provenienti dal bilancio regionale, suddividendo il proprio intervento in due azioni di fondo: la prima rivolta alla promozione, la seconda al sostegno complessivo di tutta la filiera. Per il primo aspetto, la volontà è quella di riuscire a favorire un aumento della domanda da parte dei mercati, specie di quelli internazionali, ma anche da parte della GDO: a tale scopo è stata varata una misura che utilizza 700.000 euro dei 2 milioni disponili, per la promozione dei formaggi ovini a denominazione di origine protetta. Con il resto della somma prevista, 1,3 milioni di euro, si cerca invece di dare risposta a tutte le questioni poste dagli allevatori (gli anelli a monte della filiera) attraverso, per esempio, sostegni per la perdita di produzione a seguito di attacchi di predatori, aiuti per l’acquisto di animali riproduttori iscritti nei libri genealogici, quindi di qualità, investimenti nelle aziende zootecniche finalizzati a una corretta gestione del pascolo, all’utilizzo sostenibile delle risorse e alla conservazione del paesaggio.

Il protocollo d’intesa
Il protocollo d’intesa ha come obiettivo il rilancio del settore zootecnico regionale, ed in particolare del comparto ovi-caprino da latte, attraverso la realizzazione di azioni comuni finalizzate a migliorare l’efficienza dei rapporti tra tutti i soggetti della filiera ovi-caprina, coinvolgendo sia la produzione primaria (gli allevamenti) che la trasformazione e la commercializzazione, nonché ad aumentare la presenza sui mercati nazionali ed esteri (UE ed extra-UE) attraverso specifici interventi di promozione e informazione.

I numeri del settore
Il comparto ovi-caprino da latte toscano, che si è ridotto in termini di numero di allevamenti del 20% dal 2010 al 2017, conta ad oggi circa 1.000 allevamenti con oltre 324.000 capi ed una produzione stimata di circa 55.000.000 di litri di latte all’anno, corrispondente ad una produzione di formaggio di circa 110.000 quintali.

Europa in Toscana, ecco i numeri dei fondi europei utilizzati nel territorio senese

Fondi europei per aiutare l’agricoltura e la ricerca, per sostenere lo sviluppo economico o la rinascita delle città, per la cultura.

Fondi a disposizione per il trasferimento tecnologico e la mobilità sostenibile, da investire sul capitale umano o contro la disoccupazione anche oppure per dare una mano alle imprese che vogliono farsi più dinamiche. La Toscana non sarebbe la Toscana senza i fondi Ue. Dalle sue vigne al dinamismo delle piccole imprese, dai siti archeologici alla montagna, dalle città ai piccoli paesi niente di quello che costituisce la sua essenza potrebbe fare a meno della linfa vitale iniettata, negli ultimi quindici anni, dai vari programmi operativi che declinano in chiave regionale le politiche di coesione dell’Europa.

Molti pensano che l’Europa sia inutile. Eppure senza queste risorse, la Toscana (e tutta l’Italia) sarebbe meno sviluppata, meno dinamica e meno coesa. E’ quello che vuole dimostrare e ricordare il presidente della Toscana Enrico Rossi nel suo viaggio “L’Europa in Toscana” che nella provincia di Siena consuma oggi la seconda tappa.

Ecco qualche numero, per capire.

Il bilancio dell’Europa

Alimentato da meno dell’1 per cento del Pil di ogni paese membro, il bilancio dell’Unione europea vale oggi circa mille miliardi di euro: agricoltura e politica di coesione (i cosiddetti fondi strutturali) sono le due poste principali e corrispondono a circa due terzi.

I fondi europei che oggi arrivano in Toscana sono l’equivalente dello 0,2 per cento del Pil regionale. Ma grazie agli imprenditori, numerosi, che ne hanno colto l’opportunità e grazie anche al cofinanziamento di Stato e Regione sono un volano importante di sviluppo.

Lo scorso maggio la Commissione Europea ha presentato le proposte di regolamento per la programmazione 2021-2027: un miliardo e 134 milioni a disposizione, con meno fondi per Pac e coesione e più risorse per sicurezza e contrasto all’immigrazione (raddoppiate) e per il digitale e la ricerca.

Toscana virtuosa
I fondi strutturali sono spesso criticati perché molte Regioni li spendono male o in ritardo. La Toscana nel periodo 2007-2013 ha speso il 118 per cento dei fondi ricevuti, ovvero anche parte delle risorse che altri non sono stati in grado di impiegare e quindi sono state ridistribuite. Nel 2014, visto che l’Europa era in ritardo sulla programmazione, la Toscana ha addirittura anticipato le risorse dal proprio bilancio, per assicurare continuità agli interventi.

L’Italia versa all’Europa più risorse di quante le tornino indietro; è cioè un cosiddetto contribuente netto. Per via del Mezzogiorno è però anche il secondo paese beneficiario della politica di coesione, dopo la Polonia. Fino ad oggi ha impegnato il 36 per cento dei fondi della programmazione 2014-2020, che potranno essere spesi entro il 2023.

Dei 44 miliardi di euro di fondi Ue destinati all’Italia per il periodo 2014-2020, alla Toscana va tra Fesr e Fse circa un miliardo e mezzo. Va aggiunta la parte di cofinanziamento che sui singoli progetti mette lo Stato e la Regione. Altri 870 mila euro fanno capo al Feasr, il fondo per lo sviluppo rurale.

Fondi europei a Siena
Per il periodo dal 2007 al 2013 la Regione ha distribuito in provincia di Siena contributi per oltre 82 milioni di euro grazie al Fondo europeo per lo sviluppo regionale. Quelle risorse hanno permesso investimenti per quasi 136 milioni distribuiti su 591 progetti. In tutta la Toscana i contributi del Fesr, nello stesso periodo, sono stati pari a 1 miliardo e 298 milioni di euro, per 2 miliardi e 309 milioni di investimenti.

Sempre dal 2007 al 2013 il Fondo sociale europeo, che non finanzia infrastrutture ma politiche per le persone, ha portato nel senese contributi per quasi 26 milioni in 8.965 diversi progetti: a 659 milioni ammontano invece i finanziamenti in tutta la regione. Con il Feasr, fondo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, se ne aggiungono altri 870 (più di 87 in provincia di Siena, pari a 1.570 progetti e 167 milioni di investimenti finanziati).

La programmazione 2014-2020 è ancora in corso: ci sono altri due anni per concludere il settennato e cinque per spendere le risorse. Grazie al Fondo di sviluppo regionale nel senese sono stati sostenuti 204 progetti per 29 milioni e quasi 656 mila euro di contributi. Con quelle risorse (792 milioni la dotazione per tutta la Toscana, 445 milioni le risorse finora impegnate e 962 milioni gli investimenti innescati) a Siena e provincia sono stati resi possibili investimenti per più di 60 milioni. Con il Fondo Sociale europeo, sempre nel periodo 2014-2020, sono stati finanziati 1.234 interventi per oltre 27 milioni. I contributi finora concessi in tutta la Regione sono pari a 321 milioni, su una dotazione complessiva di 732 milioni. Grazie al Feasr infine, sempre dopo il 2014, a Siena sono stati concessi contributi per oltre 45 milioni. Hanno interessato 720 progetti. Per tu tta la Toscana la dotazione complessiva è di 949 milioni (601 i contributi già concessi).

Su www.regione.toscana.it/tour-europa-toscana le schede dei progetti più importanti finanziati con i fondi europei.

La Regione smentisce la riduzione dei medici sulle ambulanze

Enrico Rossi e Stefania Saccardi intervengono sulle voci sulla riorganizzazione dell’emergenza urgenza. I vertici regionali smentiscono la riduzione del numero dei medici sulle ambulanze

La Regione Toscana fa chiarezza rispetto alle voci che si rincorrono e rimbalzano sui media a proposito delle ipotesi di riorganizzazione dell’emergenza urgenza. E lo fa attraverso un comunicato congiunto del presidente Enrico Rossi e dell’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi: «Un paio di anni fa al tavolo del volontariato (che riunisce la Regione, le associazioni di volontariato e i direttori di programmazione delle aziende), presente anche una rappresentanza dell’emergenza urgenza – ricordano presidente e assessore -, fu deciso, in seguito alla difficoltà di reperire medici specializzati nell’emergenza urgenza, non solo per le ambulanze ma anche per il pronto soccorso, di dare mandato a un gruppo tecnico misto di fare una valutazione sul rafforzamento del sistema dell’emergenza urgenza, valutando anche un maggior utilizzo e una miglior integrazione tra ambulanze infermieristiche e auto mediche, senza nessuna riduzione del numero di medici».

Questa ipotesi tecnica è stata poi congelata, anche per la necessità di una condivisione con i professionisti e con i territori. «Da allora – chiariscono Rossi e Saccardi – niente si è mosso, nessun impulso dal governo regionale è venuto nel senso di una riduzione della presenza dei medici a bordo delle ambulanze, ma anzi è sempre stata smentita ogni notizia in tal senso. L’assessorato sta lavorando per ricercare modalità per implementare la presenza di medici dell’emergenza urgenza nel sistema sanitario, sia attraverso l’aumento, pagato dalla Regione, delle borse di specializzazione in questo settore, sia da un percorso di confronto con le professioni e con il governo nazionale, sempre per aumentare i medici in questo settore. Non solo: l’anno scorso abbiamo stabilizzato circa 100 medici precari dell’emergenza urgenza; la delibera è del 29 novembre 2016, il percorso di stabilizzazione si è concluso a fine 2017».

«Ci auguriamo in questo modo – concludono Rossi e Saccardi – di avere messo la parola fine a tutta una serie di indiscrezioni su ipotesi di riorganizzazione del sistema del 118 che ciclicamente escono sui diversi territori per alimentare la preoccupazione delle persone più che per dare un contributo reale ai problemi».

Maltempo: Rossi sarà il commissario, 1,5 milioni in Toscana

Enrico Rossi nominato commissario delegato della Protezione civile per gli interventi resi necessari dal maltempo. Arriveranno in Toscana 1,5 milioni di euro

Il capo del dipartimento della Protezione civile ha firmato l’ordinanza che nomina il presidente Enrico Rossi commissario delegato per gli interventi urgenti resi necessari dalla grave ondata maltempo che, a fine ottobre, ha colpito anche la Toscana.

Con l’ordinanza vengono destinati alla Toscana 1,5 milioni di euro: serviranno per finanziare gli interventi più urgenti e per consentire la piena ripresa delle normali condizioni di vita delle popolazioni interessate e la messa in sicurezza dei territori e delle strutture che sono stati colpiti dagli eventi meteorologici.

Primo atto del commissario sarà la predisposizione di un piano degli interventi, che dovrà essere sottoposto all’approvazione del capo del dipartimento della Protezione civile nazionale.

 

Maltempo, la Regione chiede lo stato d’emergenza nazionale

Danni da maltempo, il governatore della Regione Toscana Enrico Rossi ha firmato la richiesta di stato d’emergenza nazionale

Il presidente Enrico Rossi ha firmato stamani la richiesta di stato di emergenza nazionale in conseguenza agli eventi del 28 e 29 ottobre scorsi che hanno colpito la Toscana. Dopo aver presentato la richiesta dello stato d’emergenza regionale nei giorni scorsi, Rossi ha ritenuto opportuno inviare al Dipartimento di Protezione civile nazionale questa ulteriore richiesta per garantire un tempestivo intervento sulle zone colpite.

Pur nella consapevolezza della rilevanza dei danni subiti da Veneto, Sicilia e dalle altre regioni duramente colpite, cui il presidente esprime la sua vicinanza, la Toscana ha ritenuto opportuno avanzare la richiesta di stato d’emergenza nazionale per la gravità delle conseguenze che hanno colpito le sue aree costiere e l’arcipelago con particolare riferimento all’isola d’Elba e all’isola del Giglio.

Le abbondanti piogge, il vento forte nelle aree interne e le violente mareggiate sulle coste e sulle isole hanno provocato ingenti danni – in corso di stima- al tessuto economico turistico e al patrimonio privato di queste aree. Tuttavia non sono state risparmiate le zone interne che hanno subito le conseguenze di forti piogge, caratterizzate da punte massime di 240 mm nelle 24 ore e delle raffiche di vento particolarmente violente anche superiori ai 150 km/h. Nei prossimi giorni, scrive Rossi, sarà inviata al Dipartimento la stima completa dei danni subiti dal territorio.

Maltempo, la Toscana ha dichiarato lo stato di emergenza

Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha firmato lo stato di emergenza regionale

Per i danni causati dall’ultima ondata di maltempo che si è abbattuta sulla Toscana tra domenica ed oggi, dal 28 al 30 ottobre 2018, la Regione ha dichiarato lo stato di emergenza regionale.

Il presidente Enrico Rossi ha firmato l’atto nel pomeriggio di oggi. Un’apposita delibera della giunta individuerà successivamente nel dettaglio i Comuni colpiti e le eventuali iniziative da assumere.

Il governatore Rossi è per l’ateneo unico per tutta la Regione

Ateneo unico per la Toscana, il presidente di Regione Enrico Rossi plaude alla proposta del rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei

«Un solo ateneo per la Toscana? E’ una proposta che mi piace, che voglio sostenere, della quale ringrazio il rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei». Così il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi interviene in relazione a una dichiarazione del rettore dell’ateneo fiorentino che, a margine di un’iniziativa a Firenze, insieme ai colleghi di Pisa e Siena, ha parlato dell’idea di una “Università della Toscana”.

«Da tempo – evidenzia Rossi – gli atenei toscani sono impegnati in un percorso di collaborazione e integrazione che la Regione Toscana, insieme all’Azienda per il diritto allo studio, incoraggia e sostiene. Questo percorso di avvicinamento va proseguito ponendo la meta di creare un sistema universitario unico sullo sfondo, come obiettivo finale. E’ una direzione di marcia importante perché può permettere alle università di attrarre investimenti, di rafforzare la sua dimensione europea e di potenziare i suoi capisaldi: il rapporto col mondo del lavoro, la ricerca, l’innovazione».

«Pochi giorni fa a Bruxelles – sono ancora parole del presidente – si è compiuto un passo importante in questa direzione con la nascita di Tour4Eu (Tuscan Organisation of Universities and Research for Europe) l’associazione costituita dalla Regione insieme ai sette atenei toscani, con l’obiettivo di promuovere gli interessi del sistema della ricerca toscana in Europa e di aumentare i fondi europei in arrivo al nostro sistema universitario. Questa, lo ribadisco, è la strada giusta su cui lavorare, non solo a Bruxelles ma anche in Toscana».

«Questa alleanza tra gli atenei toscani sostenuta e sollecitata anche dalla Regione Toscana nelle tre missioni delle università, didattica, ricerca e terza missione, esiste già, è una realtà» evidenzia la vicepresidente della Regione nonché assessore a cultura, università e ricerca Monica Barni.

«Siamo impegnati – continua – in un lavoro di squadra su più fronti, pur nel rispetto dell’autonomia delle singole università. La nascita dell’osservatorio regionale ricerca e innovazione, il progetto di orientamento verso la scelta degli studi, i bandi sulla ricerca e sull’alta formazione, l’impegno sul diritto allo studio, la carta unica dello studente, il successo della proposta Artes 4.0 in risposta al bando Calenda, per citarne alcuni, sono tutti interventi che vanno in un’unica direzione: contribuire allo sviluppo di una governance condivisa del sistema regionale delle università e della ricerca».

 

Allagamenti dell’8 maggio, arriva lo stato d’emergenza regionale

Esondazioni dell’8 maggio, dichiarato lo stato d’emergenza regionale a Firenze, Pisa e Siena

Il presidente Enrico Rossi ha firmato stamani il decreto per la dichiarazione dello stato d’emergenza regionale dopo l’evento meteo eccezionale che due giorni fa, 8 maggio, ha colpito le province di Firenze, Pisa e Siena.

Lo stato d’emergenza è stato ritenuto indispensabile dopo aver constatato che gli eventi calamitosi hanno provocato allagamenti ed esondazioni dei torrenti nelle varie località coinvolte, con gravi disagi alla popolazione, provocando danni diffusi al patrimonio privato e alle attività commerciali e interruzione di viabilità e di servizi pubblici.

Nella successiva delibera di giunta che darà esecuzione al decreto, oltre ai Comuni colpiti e le iniziative da assumere, verranno individuate le risorse e i tempi entro i quali queste dovranno essere impiegate.

Stato d’emergenza per le mura di San Gimignano

Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha detto che oggi firmerà lo stato d’emergenza per le mura di San Gimignano, colpite ieri da un crollo

«Oggi stesso firmerò la dichiarazione di stato di emergenza e metteremo a disposizione nuove risorse del bilancio regionale, oltre a quelle già impegnate, perché c’è da iniziare subito il lavoro per ritirare su le mura di San Gimignano, una delle città che fanno l’immagine della Toscana nel mondo». Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che stamani, insieme alla vicepresidente e assessore alla cultura Monica Barni, ha effettuato un sopralluogo nella cittadina senese dove nel pomeriggio di ieri è crollato un tratto di mura medievali lungo circa 20 metri.

«Abbiamo subito messo in piedi un tavolo di lavoro che vede impegnati il Ministero dei beni culturali, la Soprintendenza di Arezzo, Siena e Grosseto e la Regione» ha spiegato Barni. «Questo servirà a far sì che l’intervento di messa in sicurezza sia immediato per poi, altrettanto velocemente, capire le ragioni e ripristinare il muro. Stamani eravamo tutti lì – ha concluso – e ognuno dovrà fare la sua parte».

«Qui vicino, a Volterra, dopo una frana più grave di questa, abbiamo risistemato tutto in otto mesi: a San Gimignano – ha affermato Rossi – ci comporteremo allo stesso modo. Allora mettemmo a disposizione poco più di 8 milioni, cui se ne aggiunse circa uno del governo, mi auguro che in questa occasione le cose possano andare diversamente, anche se temo che la mia sia una vana speranza. La Regione – ha proseguito – farà comunque tutto quanto in suo potere per affrontare questa emergenza. Avevamo già destinato – ha ricordato il presidente – 700mila euro del vecchio Piano operativo regionale per interventi di manutenzione delle mura e un altro milione e 200mila euro lo avevamo previsto per il progetto di restauro dei camminamenti, insieme ai 600mila del Comune. Adesso – è l’impegno del presidente Rossi – metteremo in campo altre risorse. Da contatti avuti stamani con il Ministero – ha detto – ho avuto assicurazione che le Soprintendenze verranno autorizzate a spendere subito 300mila euro».

«Ora – ha insistito Rossi – è urgente agire e per questo abbiamo messo a disposizione del Comune anche la competenza dei tecnici del Genio civile regionale, ma occorrerà anche approfondire la natura di questi eventi, capire perché mura come queste, che sono state erette 8 secoli fa, siano entrate in sofferenza negli ultimi vent’anni. Ci vogliono molta attenzione, per gli effetti di infiltrazioni e percolamenti che ne minano la stabilità, e tanta cura. Sono d’accordo con il sindaco di San Gimignano – ha aggiunto Rossi – quando chiede un Piano annuale per interventi a tutela dei siti patrimonio mondiale Unesco in Italia, che solo in Toscana sono sette. Si sta discutendo della formazione di un nuovo governo, non sarebbe male se al posto delle geometrie parlamentari – ha concluso Rossi – si iniziasse a parlare di destinare almeno 15 miliardi, un punto di Pil, alla tutela del patrimonio culturale e alla lotta al rischio idrogeologico: consentirebbe di rilanciare seriamente gli investimenti pubblici, creando buoni posti lavoro, e di manifestare, concretamente, amore e rispetto per l’enorme patrimonio culturale e naturalistico di questo paese».

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