Guardia di Finanza

Guardia di Finanza e “118” insieme per la formazione – Corso sull’uso del defibrillatore semiautomatico esterno

Nel corso della mattinata del 07.05 c.m. si è tenuto, presso la sala riunioni del Comando
Provinciale della Guardia di Finanza di Siena, il “Corso sull’uso del defibrillatore
semiautomatico esterno per soccorritori non sanitari” al quale hanno partecipato 25
finanzieri in forza presso i vari reparti della Provincia.
L’iniziativa si colloca nell’ambito del più generale processo di formazione dell’operatore di
polizia anche nel versante del primo soccorso, nell’ottica di prepararlo a fronteggiare, in
sicurezza, attività di emergenza maneggiando con professionalità e prontezza i moderni
dispositivi fissi sempre più in uso nelle caserme e in prospettiva in dotazione sulle auto di
servizio.
L’iniziativa è figlia del consolidato rapporto oramai intercorrente fra ASL Toscana Sud-Est
e Guardia di Finanza, che oggi è giunto alla quinta edizione.
L’attività frontale diretta dal dott. Marcello Montomoli si è tradotta in una lezione teorico
pratica nel corso della quale sono stati simulati contesti emergenziali in cui l’operatore
anche libero dal servizio può imbattersi.
I finanzieri impiegati hanno potuto apprendere le manovre di rianimazione e sull’utilizzo del
defibrillatore automatico esterno DAE sia sul paziente adulto che su quello pediatrico, in
modo da contribuire concretamente a salvare una vita in attesa dell’arrivo dei soccorsi
professionali.
La Guardia di Finanza è sempre in prima linea, vicino a chi ha bisogno, e si addestra per
fornire il proprio aiuto anche in situazioni di emergenza che possano verificarsi nel corso
dello svolgimento delle ordinarie attività di servizio.

Canone Rai, oltre metà degli albergatori non lo paga

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Siena, durante il lungo ponte festivo, hanno intensificato l’attività di controllo economico del territorio mettendo in atto un articolato dispositivo a contrasto delle illecite fenomenologie dell’evasione fiscale ivi compresa quella del canone speciale Rai dovuto dagli esercizi pubblici in locali aperti al pubblico o comunque fuori dall’ambito familiare.

Quest’ultima fenomenologia ha costituito oggetto di attento monitoraggio sin dall’inizio dell’anno con specifico riferimento alle spettanze dovute dagli esercizi commerciali aperti al pubblico, i quali al fine di fornire un servizio maggiormente appetibile, specie in concomitanza di eventi sportivi, dotano il proprio locale di apparecchio televisivo.

Dall’inizio dell’anno in tutta la povincia sono stati effettuati 17 interventi che hanno riguardato un’ampia e diversificata platea di attività commerciali (alberghi, B&B, bar, ristoranti) riscontrando che oltre il 50% delle attività imprenditoriali controllate hanno omesso il pagamento del canone speciale Rai.

A differenza della tassa ordinaria, che a partire dall’anno 2016 viene inserita nella bolletta della luce, il tributo per gli esercizi pubblici che detengono apparecchi televisivi è dovuto in relazione alla tipologia di attività esercitata ed è proporzionale alla categoria di appartenenza ed agli apparecchi detenuti, variando dagli oltre 6.000 euro dovuti da un albergo di lusso ai 200 euro per strutture ricettizie con un solo televisore.

“Gli effetti distorsivi causati da tali forme di illecito fiscale – spiega la Guardia di Finanza di Siena – alterano le regole del mercato, creando un indebito vantaggio competitivo per i commercianti non in regola, in danno di quelli onesti. Inoltre, l’evasione delle imposte produce effetti negativi per l’intera economia, danneggiando le risorse economiche dello Stato ed accrescendo il carico fiscale per i contribuenti che operano nel rispetto della legalità.
Tali tipologie di controlli, che proseguiranno in maniera incessante anche nei prossimi mesi, testimoniano ancora una volta il costante presidio attuato dalle Fiamme Gialle senesi su tutto il territorio di competenza a tutela dei cittadini onesti.”

Faceva corsi sulla sicurezza. Nei guai il presidente di una Associazione del territorio

I finanzieri del Comando Provinciale di Siena, nell’ambito delle attività svolte dal Corpo a contrasto degli illeciti nel settore della spesa pubblica, hanno scoperto che un’associazione, apparentemente senza fini di lucro, erogava corsi di formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro non avendo le previste autorizzazioni.

In particolare, gli sviluppi investigativi hanno fatto emergere che tale associazione, avente sede in Roma ma di fatto operante nella Val d’Orcia senese, rilasciava agli utenti attestati di partecipazione e formazione pur non avendo alcun accreditamento ed abilitazione presso la Regione Toscana.

Le perquisizioni effettuate dalle fiamme gialle senesi presso la sede, resesi necessarie al fine di corroborare l’ipotesi di reato, hanno consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro copiosa documentazione attestante l’esecuzione di svariati corsi di formazione erogati dall’associazione anche a personale dipendente di enti pubblici. Si è proceduto, pertanto, ad acquisire presso questi ultimi tutta la documentazione ufficiale afferente lo svolgimento dei corsi che, peraltro, sono risultati essere stati effettuati a titolo oneroso con accredito degli importi direttamente sul conto corrente del presidente dell’associazione.

I successivi approfondimenti documentali hanno dimostrato che l’associazione in argomento oltre a non essere autorizzata ad erogare simili prestazioni di servizi, non prevedeva persino nel proprio atto costitutivo il fine di assistenza/formazione per figure diverse da quelle degli associati.

Condotta ritenuta ancor più grave considerando il fatto che al termine dei corsi di formazione, l’associazione rilasciava apposite certificazioni/patentini per la conduzione di macchine agricolo-forestali e di movimento terra.

Per quanto sopra, si è proceduto alla denuncia a piede libero nei confronti del presidente dell’associazione per il reato di truffa aggravata a danno di enti pubblici.

“Tale operazione – spiega la Guardia di Finanza – conferma la massima attenzione del Corpo sia sulla corretta applicazione della normativa della sicurezza sui luoghi di lavoro, in primis a tutela della salute dei cittadini, siano essi lavoratori formati o destinatari delle prestazioni di servizio, sia nel settore della spesa pubblica, a tutela delle uscite del bilancio locale, regionale, dello Stato e dell’Unione Europea. Il controllo del corretto utilizzo dei fondi pubblici, oltre ad aiutare la crescita produttiva ed occupazionale, mira a salvaguardare l’equità e l’efficienza nella gestione delle risorse pubbliche, garantendo altresì che i finanziamenti pubblici giungano alle imprese oneste.”

Fatture false in Val d’Orcia, sequestrati un immobile e denaro

Giro di fatture false in Val d’Orcia per percepire i contributi ARTEA, la guardia di finanzaa sequestra un immobile di pregio e denaro

I finanzieri del comando provinciale di Siena hanno concluso in questi giorni una complessa attività ispettiva nei confronti di tre imprese della Val d’Orcia, coinvolte a vario titolo in un’articolata truffa volta all’indebita percezione di contributi pubblici, che ha consentito di mettere i sigilli su somme di denaro e un immobile rurale di pregio, il cui valore di stima ammonta a oltre un milione di euro.

La meticolosa attività investigativa svolta nei confronti delle imprese coinvolte dalle fiamme gialle senesi, coordinate dalla locale Procura e corroborata dalle indagini finanziarie, ha consentito di ricostruire, nel dettaglio, gli artifici e raggiri organizzati dal sodalizio criminoso, il quale ha posto in essere un complesso meccanismo di fatture per operazioni inesistenti atte a “giustificare”, da un punto di vista meramente documentale, l’indebita percezione di euro 200.000 di contributi ARTEA (Agenzia Regionale Toscana per le Erogazioni in Agricoltura); in particolare l’analisi bancaria ha permesso di rilevare che le somme di denaro inerenti il pagamento delle fatture “artefatte”, dopo essere transitate su conti correnti terzi, rientravano nella disponibilità dell’ideatore della truffa.

L’Autorità giudiziaria inquirente, condividendo appieno l’esito delle indagini dei militari operanti ha ravvisato la sussistenza del reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e ha disposto l’esecuzione del provvedimento di sequestro preventivo, ai fini di confisca, delle somme di denaro indebitamente incamerate a titolo di contributo, nonché dei beni rientranti nella disponibilità dell’azienda agricola, oltre ai beni riconducibili al suo amministratore, sino a concorrenza della somma di denaro costituente profitto o prezzo del reato.

Saldi, scoperti due commercianti scorretti

La guardia di finanza di Siena ha trovato due commercianti che nei propri esercizi stavano violando la legge regionale sui saldi

La possibilità di risparmiare sensibilmente sull’acquisto dei capi d’abbigliamento rappresenta una prospettiva allettante, soprattutto per le famiglie sempre più attente al proprio bilancio familiare. Purtroppo, tale momento rappresenta altresì l’occasione per qualche operatore senza scrupoli di fare affari indebiti falsando le regole del mercato.

La guardia di finanza di Siena, al fine di evitare raggiri in danno di ignari acquirenti, ha avviato una specifica attività di monitoraggio su scala provinciale a tutela dei consumatori e del mercato, nell’ambito della continua azione di controllo economico del territorio, predisponendo mirati interventi nel settore della disciplina del commercio dei beni e servizi e in particolare dei prezzi.

Gli interventi specifici sono iniziati qualche settimana prima dell’avvio dei saldi di fine stagione, in concomitanza dell’innalzamento dei livelli di controllo del territorio per l’approssimarsi delle festività, attraverso mirate verifiche dei prezzi di vendita esposti sui beni di largo consumo, praticati in condizioni di normalità economica anche attraverso la rilevazione fotografica dei valori riportati sia sui prodotti esposti in vetrina sia su quelli all’interno dei locali attenzionati.

Complessivamente sono stati 84 gli esercizi commerciali controllati nei Comuni di tutta la Provincia senese. Nella circostanza sono state riscontrate irregolarità nei confronti di due commercianti in violazione della legge regionale n. 62/2018 che disciplina il settore del commercio e delle vendite.

In particolare è stato riscontrato che un negozio di accessori per abbigliamento nel primo giorno di saldi ha gonfiato i prezzi al punto tale da renderli, dopo aver applicato la percentuale di sconto, identici a quelli praticati nei giorni precedenti i saldi. Altra irregolarità riscontrata è stata la mancata esposizione del prezzo originario e della percentuale di sconto applicata la quale deve essere sempre indicata.

Per le irregolarità e le violazioni contestate, i trasgressori dovranno ora pagare una sanzione amministrativa da un minimo di 500 fino ad un massimo di 3000 euro, somma che verrà versata nelle casse del Comune ove ha sede l’attività commerciale.

L’attività posta in essere, che continuerà incessante durante tutto il periodo di effettuazione dei saldi, si inserisce nel più ampio controllo economico del territorio, a salvaguardia del libero mercato e del contribuente onesto.

Sequestro da 6 milioni di euro a imprenditore

La guardia di finanza di Siena ha sequestrato a un imprenditore di Montepulciano 75 cespiti  per un valore complessivo di circa 6 milioni di euro

I finanzieri del comando provinciale di Siena hanno condotto in questi giorni una brillante operazione nei confronti di un imprenditore agricolo di Montepulciano, che ha consentito di mettere i sigilli su 75 cespiti tra unità immobiliari e terreni per un valore complessivo di circa 6 milioni di euro.

Le complesse indagini, coordinate dalla procura della Repubblica di Siena, hanno permesso di scoprire come il D.D.L., per non versare all’Erario quanto dovuto a seguito di un accertamento fiscale condotto dall’Agenzia delle Entrate, si sia spogliato del proprio ingente patrimonio immobiliare cedendolo fraudolentemente a una società di famiglia, gestita di fatto dallo stesso imprenditore.

Tale espediente sarebbe dovuto servire all’indagato per rendere infruttuoso il procedimento di riscossione coattiva delle imposte dovute a seguito dell’accertamento fiscale subito, ammontanti a circa 8 milioni di euro.

L’attenta analisi patrimoniale condotta dalle fiamme gialle nei suoi confronti ha infatti consentito di ricostruire, nel dettaglio, la serie di operazioni fraudolente da lui operate che l’hanno portato, in breve tempo, ad alienare totalmente il suo patrimonio.

In particolare, durante la complessa fase di indagine, a suscitare il sospetto dei finanzieri è stata l’operazione di vendita di immobili, avvenuta per poche migliaia di euro, quindi ad un prezzo di gran lunga inferiore al loro milionario valore di mercato, riscontrato durante i meticolosi accertamenti eseguiti.

La condotta illecita realizzata ha fatto scattare le procedure cautelari sugli immobili sottratti alla riscossione coattiva dell’Erario.

L’operazione, eseguita in virtù della marcata proiezione investigativa del Corpo basata su un approccio trasversale e multidisciplinare ai fenomeni illeciti, è da inquadrare nell’ambito dell’attività quotidianamente condotta dalla guardia di finanza a tutela del bilancio pubblico e volta, principalmente, verso obiettivi a forte rischio di consistente evasione o frode. In tale contesto, il sistematico ricorso all’aggressione patrimoniale mediante le proposte di sequestro, anche nella forma per equivalente, per la successiva confisca dei beni nella disponibilità dei responsabili dei più gravi reati fiscali, è il metodo più diretto ed efficace per assicurare un effettivo ristoro alle casse erariali a seguito degli ingenti importi indebitamente sottratti all’intera collettività.

Appalti Acquedotto del Fiora ‘pilotati’, 14 indagati a Grosseto

Al centro dell’ inchiesta”Black Water” alcuni possibili casi di corruzione. Ma la procura indaga anche per  falso ideologico e truffa ai danni dello Stato.

Presunti appalti dell’Acquedotto del Fiora ‘pilotati‘. Questa, in sintesi,  l’accusa. Stamattina , su ordine della procura grossetana, ci sono state perquisizioni nella sede a Grosseto dell’azienda che gestisce il servizio idrico, società a partecipazione pubblica, e in altre ditte. Sono stati notificati contestualmente 14 avvisi  di garanzia per corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione di persona incaricata di pubblico servizio e turbata libertà degli incanti. Ma la procura indaga anche per  falso ideologico e truffa ai danni dello Stato. Quattro sono le società coinvolte. L’inchiesta, chiamata ‘Black Water‘, è condotta dalla polizia stradale e da quella municipale. Ad eseguire le perquisizioni anche la guardia di finanza. “Allo stato dell’indagine – spiega una nota diffusa dalla procuratore di Grosseto Raffaella Capasso – è emerso che gli indagati, in concorso tra loro, avrebbero pilotato gare di appalto della società a partecipazione pubblica Acquedotto del Fiora affinchè le gare venissero aggiudicate alle società Newlisi spa (Milano), Ecospurghi Amiata (Siena), Ecospurgo di Emanuele Casprini (Siena), Fratelli Marconi (Grosseto) e Autospurgo Labianca (Grosseto)

GDF: cambia il comandante provinciale

Giuseppe Antonio Marra è il nuovo comandante dei finanzieri senesi, per lui una ventennale carriera all’interno del corpo che lo ha portato ad avere incarichi in tutta Italia

Si è svolto stamani presso la caserma “Finanziere Giovanni Denaro”di viale Curtatone, storica sede delle Fiamma Gialle senesi, il passaggio di consegne tra il tenente colonnello Doriano Primiano di Salvatore e il colonnello Giuseppe Antonio Marra. Presente all’ evento anche il comandante regionale della GDF e generale di divisione Bruno Bartoloni e i comandanti dei reparti dipendenti di Siena, Poggibonsi, Montepulciano e Chiusi. Marra, pugliese di Nardò, è entrato nella Guardia di Finanza nel 1993 . Nella sua lunga carriera ha assolto incarichi presso la Tenenza di Mondragone, l’Accademia, il Comando Generale del Corpo, il Nucleo di Polizia Tributaria di Bari e la Scuola Ispettori e Sovrintendenti di L’Aquila. In passato è stato comandante dei corsi allievi della scuola ispettori e sovraintendenti. Oggi pomeriggio il nuovo comandante ha incontrato il sindaco Luigi De Mossi che ha voluto augurare un buon lavoro al Colonnello e ringraziare il personale della Guardia di Finanza

Sequestrato sito industriale abbandonato

La guardia di finanza di Siena ha sequestrato oggi un sito industriale nel Comune di Asciano. Al suo interno ci sono amianto e rifiuti speciali abbandonati da anni

La guardia di finanza di Siena ha operato oggi, giovedì 6 settembre, su delega della procura della Repubblica di Siena, il sequestro di un noto sito industriale, situato nel comune di Asciano, abbandonato alcuni anni fa, senza le necessarie misure di messa in sicurezza ai fini ambientalistici.

L’area, individuata diversi anni or sono, dalle pattuglie in servizio di controllo del territorio della compagnia di Siena, era stata segnalata all’autorità giudiziaria per presunte violazioni in materia di rifiuti pericolosi.

All’interno del recinto, oltre a rifiuti (speciali e non) – tra cui pneumatici fuori uso, olii esausti per motori, bombole di GPL, macchinari e parti di essi e rifiuti da costruzione – era stata rilevata la presenza di un fabbricato dismesso, avente una tettoia in cemento-amianto in evidente fase di sfaldamento, e diverse lastre accantonate all’interno dello stabile, con probabile rilascio di polveri nocive per la salute e per l’ambiente.

L’autorità giudiziaria aveva delegato alla guardia di finanza i necessari accertamenti, eseguiti, tra cui anche esami fisico-chimici, eseguiti dall’ARPAT di Siena, che avevano confermato la pericolosità del materiale depositato nell’area.

Parallelamente alle indagini penali, il Comune di Asciano aveva avviato autonome iniziative finalizzate al ripristino della salubrità dell’area.

La procura della repubblica di Siena, stante l’inerzia della società nel non procedere alla bonifica dell’area in argomento, ha ritenuto integrato, per il rappresentante legale della società proprietaria del terreno, il reato di cui all’art. 452 terdecies del Codice Penale, che sanziona la condotta di colui che essendovi obbligato per legge, non provvede alla bonifica, al ripristino, o al recupero dello stato dei luoghi.

Nei giorni scorsi, infatti l’autorità giudiziaria senese ha emesso apposito “Decreto di sequestro a fini impeditivi” dell’intera area, al fine di prevenire i rischi connessi alla presenza dei materiali contenenti amianto non rimossi.

Il decreto è stato eseguito nella giornata odierna dai militari della guardia di finanza di Siena, coadiuvati da personale dell’ARPAT e della ASL di Siena.

Il corpo della guardia di finanza opera quotidianamente e costantemente a tutela dell’ambiente ricercando aree adibite a discariche di materiali abbandonati, solitamente con l’ausilio della componente aeronavale , come nel caso in argomento, per il quale è stato richiesto l’ausilio di mezzi della sezione aerea di Livorno.

Il caso del sequestro operato nella mattinata odierna è volto a salvaguardare la salute pubblica delle cittadinanze del territorio adiacente, rendendo inaccessibile l’area pericolosa, e dando, auspicabilmente, un importante impulso alle procedure di smaltimento del materiale pericoloso, che saranno debitamente monitorate dalla procura della Repubblica di Siena.

Antonio Di Palo alla guida delle fiamme gialle di Siena

Proveniente dalla tenenza di Camerino, il capitano Antonio Di Palo ha assunto il comando della compagnia della guardia di finanza di Siena

Cambio alla compagnia della guardia di finanza di Siena: il capitano Antonio Di Palo ha assunto il comando del reparto, avvicendando il capitano Michele Bellopede, il quale, dopo 4 anni di permanenza, è stato destinato alla sede del gruppo di Fiumicino, quale comandante del 2°nucleo operativo.

Il capitano Antonio Di Palo, nato a Catania, classe ’87, ha intrapreso il suo percorso in guardia di finanza con l’ingresso in Accademia nel 2009. L’ufficiale è laureato in Scienze della Sicurezza Economico Finanziaria. Ha prestato servizio presso il III gruppo Roma, alla sede del Ministero dell’Economia e delle Finanze e successivamente ha comandato per due anni la tenenza di Camerino.

 

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