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Maltrattamenti in famiglia e lesioni personali: 46enne denunciato dai Carabinieri

Nella giornata di ieri, lunedì 16 settembre, a San Quirico d’Orcia, carabinieri della locale Stazione hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali un 46enne marocchino, residente a Cremona ma di fatto domiciliato nella Val d’Orcia, in un podere dove lavora.

Due sere prima l’uomo aveva aggredito e violentemente percosso la convivente italiana di due anni più giovane di lui, procurandole infrazioni costali al lato destro, giudicate guaribili in 25 giorni dai medici del pronto soccorso dell’ospedale di Nottola a Montepulciano, dove la donna era stata trasportata.

La successiva audizione della donna compiuta dai carabinieri, e quella dei vicini in grado di riferire, ha fatto emergere una serie di maltrattamenti che andavano avanti da tempo tale da comporre un quadro accusatorio ben definito e attendibile. La vittima è stata posta in contatto con un vicino centro antiviolenza che la possa ospitare e soccorrere nel delicato momento. E’ stato inoltre verificato, come avviene semprein questi casi, come l’uomo non avesse disponibilità di armi regolarmente denunciate.

Nello stesso contesto, i militari hanno verificato come l’uomo non avesse rinnovato il proprio permesso di soggiorno, scaduto ai primi di agosto, e lo hanno così accompagnato all’ufficio stranieri della Questura di Siena, dove à stato subito emesso un decreto di espulsione dal territorio nazionale.

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Maltrattamenti in famiglia. I litigi hanno insospettito i vicini di casa

I Carabinieri della Stazione di Poggibonsi hanno depositato oggi alla Procura della Repubblica
presso il Tribunale di Siena un’informativa di reato per maltrattamenti in famiglia Read More

Botte e minacce alla moglie e al figlio

Nei giorni scorsi la Polizia di Stato ha arrestato Q.H.A.M., 45enne cittadino giordano, da anni residente a Siena, in esecuzione di una condanna per maltrattamenti e stalking in danno dei familiari.
L’uomo è stato rintracciato all’interno di un bar dove lavorava dai poliziotti della Squadra Mobile e portato in carcere, così come disposto dalla Procura della Repubblica, Ufficio Esecuzioni Penali.
Q.H.A.M. era entrato in Italia diversi anni fa per ricongiungersi alla moglie e ai due figli. La convivenza è stata caratterizzata da numerosi episodi di violenza e maltrattamenti che la donna aveva denunciato già  nel lontano 2009 alla Squadra mobile.
Dalle indagini era emersa una personalità “aggressiva, violenta e problematica che costituiva un serio pericolo per la famiglia” sia verso la moglie che verso i figli. La donna aveva denunciato di aver subito percosse, colpi, in alcune circostanze anche con la cinta, davanti alla richiesta insistente di denaro da parte del coniuge. L’uomo era stato subito allontanato dalla casa familiare e posto agli arresti domiciliari.
Dopo aver subito ben due condanne per reati di maltrattamenti era stato affidato ai servizi sociali. Nel frattempo il questore Capuano gli aveva revocato la carta di soggiorno proprio perché pericoloso. Pur affidato ai servizi sociali ha continuato a delinquere, trasgredendo le misure imposte.
L’ultimo episodio risale a qualche giorno fa quando i poliziotti delle volanti sono dovuti intervenire su richiesta di uno dei figli dell’uomo. Q.H.A.M., che aveva il divieto di avvicinarsi alla famiglia, si era recato in casa e dopo aver danneggiato diversi oggetti, sorpreso dal figlio lo aveva aggredito e   minacciato.
Di conseguenza, l’uomo è stato nuovamente denunciato e nei suoi confronti è stata disposta la cattura   effettuata dai poliziotti della Squadra mobile mentre era all’interno di una cucina di un bar del centro storico.
Dopo essere stato accompagnato in Questura e fotosegnalato dal personale della Polizia Scientifica è stato tradotto in carcere.

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