minacce

Ricattavano una 21enne per aver fatto sesso. Nei guai due fidanzati con l’accusa di estorsione

Alle prime luci dell’alba di oggi, carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Siena,
supportati dall’Arma dei luoghi del rintraccio, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare
che dispone gli arresti domiciliari nei confronti di una ragazza italiana di 21 anni e del suo 24enne fidanzato,
anch’agli italiano. Read More

Minacce e botte alla moglie

Nella giornata di ieri, martedì 7 maggio, a Radicondoli i carabinieri della Stazione di Montepulciano in collaborazione con quelli del luogo hanno notificato ad un 42enne con precedenti denunce a carico, originario di Frosinone ma domiciliato nel piccolo centro delle colline metallifere, la misura cautelare personale del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Siena.

Il provvedimento coercitivo in questione scaturisce da un’articolata attività d’indagine, condotta dalla Stazione carabinieri di Montepulciano a seguito di diverse denunce presentate da una 42enne poliziana, ex moglie dell’uomo. Dalle indagini era emerso che questi l’aveva più volte picchiata, minacciata, vessata e pedinata. A riscontro degli atti persecutori denunciati, durante le indagini i militari avevano rinvenuto, occultato sotto il pianale dell’auto della donna, un apparato elettronico gps collegato con una scheda telefonica a un apparato rintracciato poi nella disponibilità dell’uomo. Con tale sofisticata strumentazione il 42enne poteva conoscere ogni spostamento che la donna avesse compiuto con la propria auto.

L’insieme degli elementi raccolti ha consentito l’emissione della misura che potrebbe essere seguita da altre ancora più restrittive, qualora l’uomo non ottemperasse al divieto imposto dalla magistratura senese.

Arrestati per un incendio doloso nei confronti dell’ex impiegata

I carabinieri  di Poggibonsi hanno arrestato due persone accusate di aver minacciato e incendiato l’auto dell’ex impiegata

Telefonate anonime, minacce e intimidazioni fino all’incendio delle auto della sua famiglia perché ‘colpevole’ di essere andata a lavorare in una ditta concorrente nel settore dei rifiuti, lo smaltimento spurghi. Lo hanno accertato i carabinieri di Poggibonsi (Siena) che hanno eseguito due misure, una di custodia cautelare in carcere e l’altra ai domiciliari, rispettivamente nei confronti di un 51enne e di un 38enne di Poggibonsi accusati di atti persecutori e incendio.

Il 38enne è un dipendente della ditta lasciata dall’impiegata finita nel mirino, l’altro è un amico dell’uomo messo ai domiciliari. Una terza persona è indagata con le stesse accuse – è il titolare della ditta – ma nei suoi confronti il gip ha respinto una richiesta di applicazione di misura cautelare. Le indagini dei carabinieri sono partite da un incendio divampato l’11 gennaio 2018 a Colle Val d’Elsa che distrusse le autovetture di famiglia e il capannone di proprietà della donna.

Prima e dopo il rogo, ci sono state telefonate anonime e appostamenti, anche notturni, presso la casa dell’impiegata e il nuovo luogo di lavoro. La donna per 10 anni aveva lavorato per la stessa ditta di autospurghi ma poi, nell’ottobre del 2017, era stata assunta dalla ditta concorrente nata pochi mesi prima in seguito a dissidi familiari tra i titolari della originaria società.( Fonte Ansa).

Ubriaca agita un bastone di legno e minaccia i passanti

E’ successo a Poggibonsi. Una 53enne è stata denunciata dai carabinieri per avere minacciato alcuni passanti con un bastone

Impugnando un bastone di legno ha seminato il panico nella stazione di Poggibonsi (Siena) dove ha molestato varie persone presenti minacciando poi un ragazzo di 16 anni. Per questo una donna di 53 anni, in evidente stato di ubriachezza, residente a Poggibonsi (Siena), è stata denunciata in stato di libertà dai carabinieri.

Il bastone della 53enne, già nota alle forze dell’ordine, stato sequestrato dai militari.(Fonte ANSA).

Minaccia di morte tassista, arrestato e poi liberato

Un pregiudicato di 29 anni ha minacciato di morte un tassista con una bottiglia di vetro. E’ stato arrestato dalla polizia e in seguito rilasciato

Ha minacciato di morte un tassista con una bottiglia di vetro rotta e poi si è allontanato, ma è stato rintracciato e arrestato dalla polizia di stato un marocchino di 29 anni.

I poliziotti delle volanti della questura di Siena, diretti dal commissario capo Riccardo Bordini, sono intervenuti ieri sera, dopo le 20, nei pressi della stazione ferroviaria, quando è giunta al 113 della sala operativa la segnalazione di un’aggressione a un tassista con danneggiamento del taxi.

Sul posto, hanno prima raccolto la testimonianza di un collega della vittima dell’aggressione e subito acquisito gli elementi utili al rintraccio dell’aggressore.

Dai primi accertamenti è emerso che il tassista, mentre era in attesa di clienti nella postazione riservata ai taxi, ha avvertito un forte colpo sulla sua autovettura e subito il rumore di vetri infranti.

Sceso dal mezzo, notando a poca distanza un uomo da lui conosciuto di vista con una bottiglia di birra in mano, gli ha chiesto spiegazioni sul gesto, ma lui, palesemente ubriaco, per tutta risposta ha infranto la bottiglia e ha iniziato a minacciarlo di morte costringendolo a trovare riparo all’interno della stazione.

Mentre lo rincorreva però, visto stava barcollando a causa del suo stato di ebbrezza è caduto a terra desistendo dalle minacce e allontanandosi subito dopo.

Gli agenti delle volanti, non appena hanno verificato l’accaduto si sono messi sulle tracce dell’aggressore e lo hanno rintracciato nei pressi del vicino centro commerciale Porta Siena con altre due bottiglie di birra in mano.

Appena avvistata la polizia, l’uomo ha ripreso a minacciare la vittima noncurante della presenza dei poliziotti che, a quel punto, lo hanno fatto salire in auto per accompagnarlo in questura in stato di arresto.

Dai successivi accertamenti svolti in ufficio, anche ai fini di procedere alla sua identificazione dato che era anche sprovvisto di documenti, grazie al foto segnalamento di polizia scientifica.

All’esito degli accertamenti di rito l’uomo, peraltro pregiudicato per reati contro il patrimonio e la persona, arrestato per danneggiamento aggravato e violenza privata, nonché denunciato per minaccia aggravata è stato trattenuto nella camera di sicurezza della Questura in attesa dell’udienza di convalida.

A seguito dell’udienza, tenutasi questo pomeriggio, l’arresto non è stato convalidato in quanto non sono stati ritenuti sussistenti gli elementi costitutivi della flagranza, da parte del giudice monocratico che ha anche rigettato la richiesta di misura cautelare proposta dal Pubblico Ministero, pertanto lo straniero è stato rimesso in libertà.

Le pratiche sono ora al vaglio dell’ufficio immigrazione della questura di Siena per verificare se sussistano le condizioni per il suo allontanamento dal territorio nazionale.

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