Mps

Mps Leasing & Factoring si divide in due

La società, guidata da Simone Pasquini, evolve con la creazione di due distinte divisioni dedicate a Leasing e Factoring

La struttura organizzativa di Mps Leasing & Factoring si rinnova ed evolve con la creazione di due distinte divisioni specialistiche dedicate a leasing e factoring, le attività core della società, che si affiancano alla direzione crediti già esistente, a diretto riporto del Direttore generale.

L’obiettivo della nuova struttura è quello di creare una maggiore specializzazione e di garantire una responsabilizzazione delle singole divisioni prodotto verso gli obiettivi di business, oltre ad un più ampio presidio dei rischi operativi. Il nuovo assetto, inoltre, è stato pensato per migliorare il rapporto con la clientela e offrire, in ogni fase della relazione, un interlocutore unico.

Il team che guida Mps L&F è composto dal direttore generale Simone Pasquini, da Paolo Iachettini vice direttore generale vicario e responsabile direzione Leasing, da Salvatore Di Puma, responsabile direzione Factoring e da Paolo Iozzelli responsabile direzione Crediti.

Simone Pasquini, direttore generale Mps Leasing & Factoring ha dichiarato:

«Il 2019 parte con questa nuova organizzazione focalizzata al business. La creazione di due nuove direzioni dedicate a leasing e factoring garantisce una maggiore specializzazione e risposte più puntali da parte dei nostri referenti presenti sul territorio».

La nuova direzione factoring, la cui attività  viene originata e sviluppata dagli specialisti presenti sul territorio in sinergia con la rete di Banca Monte dei Paschi di Siena, curerà il monitoraggio e la gestione di  tutti i processi in logica “end to end”, focalizzandosi sulla crescita organica attraverso prodotti tradizionali e facilitando, tramite il nuovo ufficio debitori, lo sviluppo del reverse factoring e, a tendere del confirming.

Nell’ambito della gestione della direzione leasing tutte le attività a supporto operativo svolte oggi dalle filiali Mps L&F saranno convogliate su nuovi uffici di presidio presenti in ciascuna delle cinque aree territoriali. Lo sviluppo sarà mantenuto dagli specialisti leasing e dagli agenti monomandatari.

Infine, il rafforzamento delle competenze della direzione credito permette, da una parte di gestire in maniera più puntuale il controllo dell’erogazione di leasing e factoring, dall’altra di garantire al business una filiera dedicata al presidio delle controparti più rischiose e del portafoglio high risk.

Mps cede 3,5 miliardi di euro di crediti deteriorati

Dopo la cessione di 3,5 miliardi di euro di crediti deteriorati,  il portafoglio di inadempienze probabili (Utp) ridotto nell’anno di circa 1,9 miliardi di euro rispetto ad un target di piano di 1,5 miliardi di euro

Banca Monte dei Paschi di Siena ha sottoscritto degli accordi vincolanti per la cessione di:

  • un portafoglio di complessivi 2,2 miliardi di euro[1] di crediti unsecured non performing di piccolo importo e consumer credit (cosiddetto “Progetto Merlino”). Gli acquirenti del portafoglio, suddiviso in 4 differenti clusters in base al tipo di credito e/o agli importi delle singole esposizioni sono IFIS NPL S.p.A. (Clusters Small e Consumer), Credito Fondiario S.p.A. e Fire S.p.A. (Cluster Mid) e Balbec Capital LP (Cluster Large);
  • un portafoglio di 0,9 miliardi di euro di sofferenze leasing (cosiddetto “Progetto Morgana”), ceduto a Bain Capital Credit;
  • un portafoglio di 0,4 miliardi di euro di inadempienze probabili (cosiddetto “Progetto Alfa 2”). Con questa operazione la Banca realizza, nel 2018, una riduzione complessiva delle inadempienze probabili di circa 1,9 miliardi di euro e supera l’obiettivo annuo previsto nel Piano di 1,5 miliardi di euro

Tutto il programma di cessioni sarà fattorizzato nel bilancio 2018 con un marginale impatto a conto economico; Merlino e Alfa 2 sono state perfezionate nel 2018 mentre Morgana lo sarà nel corso del 2019.

La conclusione di queste operazioni, in aggiunta alla cessione di sofferenze per circa 24 miliardi di euro perfezionatasi lo scorso giugno, rappresenta un importante passo avanti nel processo di derisking previsto dal Piano di Ristrutturazione 2017-2021 e nel rispetto degli impegni presi con la Commissione Europea.

A seguito di queste operazioni, il Gross NPE ratio proforma al 30/09/2018 è pari a circa il 16%.

Richiesti quasi 1,5 miliardi di euro a Mps

Mps: richieste da cause giudiziarie sfiorano i 1,5 miliardi. La banca annuncia di non aver fatto accantonamenti per le vertenze  riguardanti il periodo Profumo-Viola

Ammonta a quasi 1,5 miliardi per Mps il petitum legato alle vertenze giudiziali, civili e penali, e alle richieste stragiudiziali relativi all’acquisto di strumenti finanziari emessi in occasione degli aumenti di capitale 2008, 2011, 2014 e 2015 o sui mercati sulla base di informazioni non corrette contenute nei prospetti informativi o nei bilanci o nelle informazioni price sensitive diffuse dalla Banca nel periodo 2008/2015.

E’ il conteggio aggiornato a fine settembre scorso su richiesta della Consob.

La cifra esatta è di 1,48 miliardi (era 1,40 miliardi a fine giugno) e il petitum è costituito per 764 milioni da cause di azionisti, per 606 milioni da richieste stragiudiziali e per 42 e 76 milioni rispettivamente dalle quantificazioni dei danni delle parti civili nei procedimenti penali contro Mussari e Vigni per il 2008-2011 e contro Profumo, Viola e Salvadori per vicende del 2012-2015. Per quanto riguarda in generale le vertenze di quest’ultimo periodo, Mps non ha fatto accantonamenti ritenendo non probabile il rischio di perdere. (Fonte Ansa)

Processo Mps, rinvio al 2019 causa freddo in aula

Nell’aula di piazza Filangieri a Milano dove si sta celebrando il processo sul caso Mps a carico di sedici imputati c’è troppo freddo, i giudici rinviano al 10 gennaio

Troppo freddo in aula per proseguire l’udienza che quindi è stata sospesa e rinviata a dopo le vacanze di Natale nella speranza che l’impianto di riscaldamento non faccia più ‘cilecca’. E’ accaduto oggi a Milano al processo sul caso Mps a carico di sedici imputati, tra cui gli ex vertici della banca senese Giuseppe Mussari, Antonio Vigni e Gianluca Baldassarri.

Stamane, infatti, quando sono iniziati i ‘lavori’ nell’aula bunker di piazza Filangieri, di proprietà del Comune e dove spesso si celebra il dibattimento, la temperatura era di 13.5 gradi. Pm, legali e giudici hanno resistito fino a mezzogiorno quando il presidente della seconda sezione penale del Tribunale, anche su loro richiesta, ha interrotto l’udienza e chiamato un tecnico della ditta che si occupa del riscaldamento. Il suo intervento non ha però risolto il problema. Così verso le 14, si legge nel verbale, “considerate le condizioni climatiche dell’aula incompatibili con la prosecuzione” dell’esame di un teste, il processo è stato rinviato al 10 gennaio. (Fonte Ansa)

Mps: crescono gli impieghi nel trimestre, cala invece la raccolta

L’utile dei primi nove mesi del 2018 per Mps è di 379 milioni. La raccolta diretta è in calo

Mps ha chiuso i primi nove mesi con un utile di 379 milioni di euro, di cui 91 riferiti all’ultimo trimestre. Al 30 settembre del 2017 i conti indicavano una perdita di 3 miliardi di euro. Per Mps, al 30 settembre 2018 i volumi di raccolta complessiva del Gruppo sono risultati di 193,3 miliardi, stabili rispetto al 31 dicembre 2017, ma in calo di 2,6 miliardi rispetto al 30 giugno 2018. La causa è il decremento della raccolta diretta. Gli impieghi alla clientela sono aumentati dello 0,5% rispetto al 30 giugno 2018, grazie anche alla crescita delle erogazioni di mutui.

I volumi di raccolta diretta, che si sono attestati a 93,9 miliardi di euro, risultano in calo di 3,9 miliardi di euro rispetto ai valori di fine dicembre 2017 (principalmente sul comparto obbligazionario) e di 2,9 miliardi di euro rispetto a fine giugno 2018, principalmente per il calo dei conti correnti, con 1,4 miliardi di euro in meno, e delle obbligazioni, con 800 milioni di euro in meno. (Fonte Ansa)

Mps ha la garanzia dello Stato sulla tranche senior della cartolarizzazione

Continuando in quella che è la più grande cartolarizzazione di sofferenze a livello europeo, Mps ottiene la garanzia dello Stato sulla tranche senior della cartolarizzazione NPL

Banca Monte dei Paschi di Siena ha ricevuto comunicazione in data odierna, da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), dell’avvenuta concessione – con proprio decreto del 28 giugno 2018, registrato dalla Corte dei Conti in data 10 luglio 2018 e dall’Ufficio Centrale del bilancio del MEF in data 13 luglio 2018 – della garanzia dello Stato (GACS) sulla tranche senior della cartolarizzazione NPL, il cui nominale è pari a 2.918 milioni* di euro.

La garanzia dello Stato sulla tranche senior è effettiva a valere dalla data del decreto (28 giugno 2018) e rientra nel contesto della complessiva cartolarizzazione del portafoglio di sofferenze del Gruppo Monte dei Paschi di Siena, su un importo lordo di circa euro 24,1 miliardi (valore netto di circa euro 4,3 miliardi), il cui perfezionamento è stato annunciato lo scorso 22 giugno.

Con l’ottenimento delle GACS si conclude, in linea con le tempistiche previste dal Piano di Ristrutturazione, l’intero iter connesso a quella che è ad oggi la più grande cartolarizzazione di sofferenze a livello europeo.

Si ricorda che il deconsolidamento del portafoglio è avvenuto lo scorso 22 giugno con la cessione delle junior notes a Quaestio Capital SGR S.p.A e che gli impatti economici della cartolarizzazione sono stati già contabilizzati nell’esercizio 2017.

* I titoli erano stati inizialmente emessi nel mese di dicembre 2017 per un importo maggiore, pari a 3.095,6
milioni di Euro, decurtato a seguito della prima data di pagamento del 30 aprile 2018.

Mps: Bivona,responsabilità pure di Authority,Viola e Profumo

“Che Alexandria e Santorini fossero dei derivati era scritto più di 400 volte negli stessi contratti. Leggendoli, chiunque sarebbe dovuto saltare sulla sedia”. Lo ha detto il banchiere Giuseppe Bivona, della Bluebell, socio di Mps e consulente di alcune parti civili, testimoniando al processo in corso a Milano agli ex vertici della banca. Secondo Bivona, nella vicenda Mps hanno responsabilità non solo gli ex vertici, ma anche le autorità di controllo come Bankitalia e Consob, e i vertici che hanno ‘ereditato’ la banca dall’ex presidente Giuseppe Mussari. Oltre a Mussari, fra gli imputati ci sono l’ex direttore generale Antonio Vigni, l’ex responsabile dell’area finanza Gianluca Baldassarri e l’ex direttore finanziario Daniele Pirondini. Sono accusati, a vario titolo, di falso in bilancio, aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza. L’ex a.d Fabrizio Viola e l’ex presidente Alessandro Profumo “avevano tutte le informazioni necessarie – ha spiegato Bivona – Eppure, anche nei bilanci successivi al loro arrivo, quindi dal 2012 in poi, i derivati sono contabilizzati come titoli di Stato. Questa pratica è finita nel 2015, quando è intervenuta la procura”. “Nel 2012 un’ispezione di Bankitalia aveva rilevato che si trattava di derivati – ha ricostruito Bivona – nel 2013 lo hanno riconosciuto Nomura, controparte in Alexandria, e Deutschebank, controparte in Santorini, oltre al Riesame di Siena. Ne deriva che quei bilanci erano viziati. Eppure, nessuna autorità di vigilanza ha avuto da ridire sugli aumenti di capitale del 2014 e 2015. E’ stata la procura a fare quello che non avevano fatto Consob e Bankitalia”. Sia Consob sia Bankitalia sono parti civili al processo. A Milano è in corso anche l’udienza preliminare a carico di Profumo e Viola: per la seconda volta il pm ha chiesto il loro proscioglimento. Il 12 aprile, l’assemblea di Mps ha giudicato inammissibile la richiesta di azione di responsabilità promossa da Bivona nei confronti di Profumo e Viola.(fonte ANSA).

Mps, Morelli ci crede ma intanto i politici non pagano

Da quanto emerge dall’assemblea di Mps, ci sarebbero anche partiti e politici tra i debitori dell’istituto bancario senese

Al 31 dicembre 2017, il gruppo Mps “vanta crediti nei confronti di 13 partiti politici per complessivi 10 milioni di euro, di cui 9,7 milioni non performing”. E’ quanto risponde per scritto la banca a una domanda posta da un azionista, in occasione dell’assemblea in corso a Siena per l’approvazione del bilancio 2017. Il gruppo, viene aggiunto, “vanta crediti per complessivi 67 milioni” di cui 61 non performing, nei confronti di “persone fisiche che occupano o che hanno occupato importanti cariche pubbliche come pure i loro familiari diretti o coloro con i quali tali persone intrattengono notoriamente stretti legami”. Dei 9,7 milioni di crediti non performing nei confronti dei partiti, 8,2 milioni rientrano nell’operazione di cessione e cartolarizzazione di crediti in sofferenza.

La cifra massima che Mps rischia di dover pagare nel caso in cui perda le cause intentate contro la banca è calata dagli 8,3 miliardi del 2016 ai 3,9 miliardi del 2017. E’ quanto risponde per iscritto la banca a un azionista, in occasione dell’assemblea. A fine 2016 le cause erano oltre 8.500 (al netto di quella promossa da Codacons – rpt Codacons – con una richiesta da 4 miliardi, oggi chiusa), mentre quelle a fine 2017 erano oltre 7.200. Le richieste in via stragiudiziale ammontavano a 193 milioni nel 2016 e a 663 milioni nel
2017.

Il deputato del Movimento 5 Stelle, Carlo Sibilia, ha chiesto che l’assemblea di Mps voti sulla richiesta di azione di responsabilità proposta da un socio contro gli amministratori e sindaci della banca in carica dal 2012 al 30 giugno 2015, fra i quali l’ex amministratore delegato Fabrizio Viola e l’ex presidente Alessandro Profumo. «Non votare l’azione di responsabilità – ha spiegato Sibilia intervenendo in assemblea – sarebbe un incentivo alla frode, che non ci possiamo permettere». Nel caso in cui ciò non avvenga, «quando, come è inevitabile, si formerà un governo diverso da quello di adesso – ha detto Sibilia – con il 68% delle azioni convocherà un’assemblea e chiederà di votare l’azione di responsabilità. Che facciamo, in 5 mesi andiamo in contrasto con noi stessi?».

Nel 2018 «abbiamo una ripresa degli impieghi vivi lordi, che è il primo segnale importante che la banca si è rimessa in cammino». Lo ha detto l’ad di Mps, Marco Morelli, nel suo intervento all’assemblea, in corso a Siena. Fra l’altro, Morelli ha detto che l’obiettivo è «chiudere entro maggio il processo» di cessione degli npl, «quindi anticipare di un mese rispetto alla scadenza prevista» e che i dati al primo trimestre, che saranno diffusi il 10 maggio, evidenziano anche «un’ottimizzazione della raccolta». Quello che aspetta la banca, ha aggiunto, è comunque «un percorso lungo, duro e difficile, con diverse incognite». (Fonte ANSA).

Mps, i sindacati bancari protestano per le promozioni dirigenziali

Fabi, First – Cisl, Fisac – Cgil, Uilca e Unisin chiedono allo Stato, azionista di maggioranza di Mps, di prendere posizione sulle promozioni dirigenziali

In una nota stampa congiunta, i sindacati bancari di Mps Fabi, First – Cisl, Fisac – Cgil, Uilca e Unisin protestano con la promozione di quarantanove nuovi dirigenti operata dall’azienda:

″La decisione del CDA della Banca MPS di deliberare, nella giornata di mercoledì 13 dicembre, la promozione di 49 nuovi dirigenti, appare assolutamente inopportuna alla luce dei sacrifici richiesti quotidianamente ai lavoratori e alla stringente politica di taglio dei costi imposta alla Banca dalle Autorità europee. Altrettanto inopportuna appare la contestuale decisione di distribuire a parte del personale gratifiche economiche in maniera totalmente discrezionale.

Tali interventi mal si conciliano con la ricapitalizzazione operata dallo Stato e rappresentano un vero affronto alle migliaia di lavoratori della Banca che da anni contribuiscono ai piani di  risanamento dell’Azienda con giornate di solidarietà, decurtazione del TFR e uscite dal lavoro tramite il fondo esuberi.

La decisione del Consiglio di amministrazione della Banca appare, oltre che sbagliata, anche assolutamente sospetta nei tempi. Tali delibere, infatti, sono state assunte da un Cda in scadenza, nel corso della sua ultima riunione prima dell’assemblea dei soci che decreterà il rinnovo dei componenti. Un Cda, oltretutto, che ha visto il proprio Presidente, ing. Falciai, ritirarsi nella giornata di venerdì 15 dicembre dalla corsa per la ricandidatura, a seguito delle vicende giudiziarie che lo vedono coinvolto.

Le scriventi Segreterie ritengono quindi che lo Stato, azionista di MPS al 68%, debba prendere posizione rispetto a quanto accaduto che rappresenta, a tutti gli effetti, un “colpo di coda” del CDA uscente”.

I sindacati, inoltre, hanno spedito una lettera al ministro dell’Economia italiano Pier Carlo Padoan e a Margrethe Vestager della direzione generale della Concorrenza alla Commissione Europea:

“Nei giorni scorsi il CdA di MPS, ad appena due giorni dalla sua decadenza, ha deliberato la Tali decisioni appaiono del tutto immotivate sia dal punto di vista operativo/organizzativo sia per il conseguente notevole incremento dei costi che rischia di allontanare pericolosamente il raggiungimento degli obiettivi (Commitment) fissati dalla Commissione Europea della Concorrenza per Banca MPS.

Al di là della netta opposizione sindacale ad una iniziativa in palese contrasto rispetto ai vigenti accordi aziendali, sui quali ci riserviamo di intervenire con ogni strumento costituzionalmente
previsto, vorremmo sapere se le decisioni assunte dal CdA di MPS siano compatibili, o meno, rispetto alle normative europee in caso di autorizzazione ai cosiddetti “aiuti di Stato”.

In caso di violazione delle norme, o degli impegni assunti in fase di sottoscrizione tra il Governo Italiano e la Commissione europea dell’accordo del 1° giugno 2017 per la ricapitalizzazione precauzionale della banca in linea con le regole degli aiuti di Stato, siamo a richiederVi di intervenire per sanzionare chi si è reso responsabile di tali decisioni.
Cordiali saluti”

Membri deputazione FMps: “Siamo autonomi ma pronti all’ascolto”

In una nota stampa, i membri della deputazione generale della Fondazione Monte dei Paschi di Siena hanno dichiarato che ascolteranno, all’inizio del 2018, le osservazioni sul testo del nuovo statuto

Nella serata di ieri, giovedì 30 novembre, i membri della deputazione generale della Fondazione Monte dei Paschi di Siena hanno rilasciato una nota stampa per ribadire la propria indipendenza:

“A seguito della seduta odierna (ieri, ndr), la Deputazione Generale della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, con l’avvicinarsi di scadenze importanti per l’Istituzione, con la ferma intenzione di continuare nel percorso già avviato da tempo, ha rinnovato e ulteriormente precisato gli impegni che sente di dover assolvere per svolgere pienamente il suo ruolo, nel rispetto delle normative vigenti e degli interessi del territorio di riferimento.

In un contesto che non può prescindere dai dettami delle fonti normative che hanno consentito la nascita e l’attività della Fondazione, a salvaguardia del patrimonio che da questi ha origine e che deve e può essere messo al servizio dello sviluppo economico e sociale del territorio, la Deputazione Generale ha operato, opera e opererà in autonomia da ogni e qualsiasi pressione esterna.

Non intende, con ciò, limitare la libertà di singole parti, enti o associazioni ad esprimere le loro posizioni, certamente legittime, sulla struttura, la forma e lo scopo della Fondazione Mps, con la consapevolezza, però, che il quadro normativo generale e statutario cui essa è vincolata, non può essere piegato ad interessi e opportunità di provenienza esterna. A margine, si può dire che, nel passato, proprio questa permeabilità ad incursioni esterne ha provocato parte importante dei problemi che, oggi, faticosamente e con le risorse residue, si cerca di risolvere.

La Deputazione Generale ha inteso esercitare questa autonomia accompagnandola con un metodo di lavoro fondato sull’ascolto degli interessi del territorio attraverso la partecipazione trasparente ed aperta degli interlocutori istituzionali e sociali, avviando un rapporto costante per raccogliere pareri, richieste, aspirazioni, idee e progetti, non solo nei momenti della programmazione generale, ma anche dando un indirizzo per la gestione di attività progettuali programmate e definite in sedi di confronto condiviso e aperto a tutti gli interessati.

L’obbiettivo che guida la Deputazione Generale è lo sviluppo armonico e rispettoso degli equilibri sociali ed ambientali del territorio; una visione maturata con il contributo di tutti coloro che si sono resi disponibili, alle singole scadenze, a partecipare alle fasi di ascolto, o che contribuiscono alla progettazione prevista dai programmi condivisi e/o dai bandi pubblicati. In questo processo un ruolo importante sarà assunto dalla attività di monitoraggio.

La Deputazione Generale è impegnata, in questa fase, in una revisione dello Statuto che ha bisogno di una manutenzione per renderlo adeguato alla diversa realtà economica, finanziaria e sociale rispetto al passato, e alle nuove normative e, se ritenuto necessario, aumentare efficienza e razionalità nelle attività di gestione dell’Ente.

I primi orientamenti maturati in una apposita commissione composta da alcuni membri della Deputazione Generale saranno oggetto di confronto all’interno di una nuova fase di ascolto che si avvierà all’inizio dell’anno e che coinvolgerà gli interlocutori istituzionali e sociali del territorio. Questa nuova attività di relazione con il territorio sarà utile a raccogliere anche pareri e valutazioni sui profili dei componenti degli Organi in scadenza con l’approvazione del bilancio consuntivo 2017, e che la Deputazione Generale deve fare e farà in autonomia e trasparenza.

La Fondazione Monte Paschi di Siena è cambiata per dimensioni e ruolo; la Deputazione Generale ne ha piena coscienza e auspica che questa consapevolezza si allarghi sempre più a tutti i livelli. Da qui trovano origine le valutazioni che dovranno essere fatte sui nuovi Organi e sui nuovi profili dei loro componenti, su cui ascoltare interlocutori nazionali e territoriali.

Più attento sarà invece lo sguardo sulle partecipate che devono proseguire nel lavoro avviato e che ha portato a risultati importanti. Con questa finalità gli Organi che saranno nominati dopo l’approvazione del bilancio consuntivo 2017 dovranno assicurare con assiduità una loro presenza attiva e continuativa sul territorio a sostegno delle iniziative e degli impegni che la Fondazione assumerà”.

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