ospedale

Precisazioni sul decesso di un paziente anziano per un possibile caso di infezione da batterio New Delhi Siena, 16 settembre 2019

In riferimento al decesso di un paziente anziano per un possibile caso di infezione da batterio New Delhi (NDM), riportato da alcuni organi di stampa, la Direzione Sanitaria dell’Aou Senese precisa che è stato richiesto il riscontro diagnostico sul paziente per conoscere con certezza le cause del decesso. Il paziente, un uomo di oltre ottanta anni, è Read More

Caldo anomalo, alle Scotte si potenziano gli impianti di condizionamento per i pazienti

Continua l’ondata di caldo che sta interessando la Toscana in questi giorni e che dovrebbe raggiungere i suoi picchi, con temperature intorno ai 40 gradi, proprio in questa settimana. Read More

Giornata nazionale per la prevenzione dell’incontinenza: visite gratuite al policlinico di Siena

Visite gratuite all’Azienda ospedaliero-universitaria Senese per la Giornata nazionale per la prevenzione dell’incontinenza promossa da Fincopp (Federazione Italiana Incontinenti e disfuzioni del Pavimento Pelvico) e Ministero della Salute.

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Bimbo morto in ospedale, la Procura indaga per omicidio colposo

E’ stata aperta un’inchiesta per omicidio colposo da parte della Procura di Siena dopo la denuncia presentata ai Carabinieri dai genitori del piccolo, 10 mesi, deceduto nell’ospedale cittadino nella giornata di mercoledì.

Fascicolo contro ignoti Il fascicolo al momento è contro ignoti. La Procura ha disposto il sequestro della salma e della cartella clinica, ordinando alla Polizia Giudiziaria di acquisire di altri atti. Secondo quanto si apprende, già oggi potrebbe essere disposta l’autopsia.

Incidente stradale sulla Siena-Firenze, 22 pazienti presi in carico dall’azienda ospedaliero-universitaria senese, 8 già dimessi

Grande collaborazione con 118, Ausl Toscana Sudest, Forze dell’ordine, Questura, Prefettura, Protezione Civile
Per informazioni sui pazienti il numero dedicato della Prefettura è 0577 201505.
Sono stati 22 in totale i pazienti arrivati a Siena, al policlinico Santa Maria alle Scotte, a seguito dell’incidente stradale verificatosi nella mattina del 22 maggio sul raccordo Siena-Firenze: di questi 7 sono arrivati in codice rosso, attualmente le loro condizioni sono stabili e 4 sono già stati ricoverati in Medicina d’Urgenza, 8 i codici gialli e 7 i verdi. “E’ stata immediatamente attivata l’unità di crisi e il piano previsto per le maxiemergenze – ha spiegato il direttore sanitario Roberto Gusinu durante l’incontro con i giornalisti – Il primo paziente è arrivato alle ore 10.01, l’ultimo alle 11.41. Sono state attivate tutte le strutture diagnostiche e le sale operatorie del policlinico Santa Maria alle Scotte, attivando inoltre due tac specifiche per rispondere all’emergenza: 4 le équipe chirurgiche attivate in maniera preventiva, insieme a medici di Pronto Soccorso, interventisti e radiologi. Un solo paziente – ha aggiunto Gusinu – è stato sottoposto a intervento chirurgico ed è in condizioni stabili. Nessun paziente è in pericolo di vita. L’unità di crisi è stata chiusa attorno alle ore 13.30, permettendo ai professionisti dell’ospedale di Siena di tornare alle attività ordinaria e programmata. Abbiamo subito attivato il servizio accoglienza – ha proseguito Gusinu – e il servizio di interpretariato per dare assistenza a tutti i pazienti stranieri, grazie anche alla collaborazione dell’Università per Stranieri. I pazienti dimessi sono stati presi in carico dalla Protezione Civile che insieme a Prefettura, Questura di Siena, Forze dell’Ordine, 118 e Ausl Toscana Sudest sono stati un sostegno prezioso e importante nella gestione dell’emergenza. Ringrazio inoltre tutti i professionisti – ha concluso Gusinu – che si sono messi a disposizione immediatamente e hanno consentito di assistere e curare prontamente tutti i feriti”. I pazienti coinvolti nell’incidente e ricoverati alle Scotte provengono da diversi Paesi: Ucraina, Russia, Armenia, Romania, Kazakistan, Bielorussia, Georgia, Moldavia. Per dare assistenza a tutti la Prefettura ha messo a disposizione un numero di telefono dedicato a cui rivolgersi per informazioni 0577 201505 e una email dedicata protcivile.pref_siena@interno.it

Giornata di sciopero venerdì 10 maggio

E’ proclamato, per l’intera giornata di venerdì 10 maggio,
lo sciopero nazionale dei dipendenti pubblici di tutti i comparti del
pubblico impiego, indetto dall’associazione sindacale USB P.I.
Pertanto, nella giornata di venerdì prossimo potrebbero verificarsi
disagi per gli utenti dei servizi dell’Ausl Toscana sud est nelle
province di Siena, Arezzo e Grosseto.
L’Azienda si scusa per eventuali disservizi non imputabili alla propria
volontà. Saranno comunque garantiti i servizi pubblici essenziali e di
emergenza-urgenza.

La videosorveglianza arriva in ospedale

«Più sicurezza per professionisti, pazienti e visitatori grazie all’attivazione del servizio di videosorveglianza al policlinico Santa Maria alle Scotte». Lo annuncia il direttore generale, Valtere Giovannini, considerando che da lunedì 6 maggio saranno attive 42 telecamere, posizionate in punti strategici dell’ospedale, sia all’interno che all’esterno. Altre 8 verranno installate nei prossimi mesi, per un investimento di circa 34mila euro. Entro la fine dell’anno inoltre ci sarà un ulteriore potenziamento del sistema.
«Si tratta di un progetto a cui abbiamo lavorato con grande attenzione e impegno – aggiunge Valtere Giovannini – nel rispetto del diritto alla salute e della sicurezza sul luogo di lavoro. Grazie a un team multidisciplinare, coordinato dal Dipartimento Tecnico e confrontandoci con le Organizzazioni Sindacali, abbiamo valutato tutti gli aspetti legati al rispetto della privacy e recepito le indicazioni fornite dalla Regione Toscana, relative alle misure urgenti da adottare per garantire la sicurezza dei professionisti sanitari».
Il sistema di videosorveglianza, che consentirà di ridurre, se non eliminare, le condizioni di rischio, risponde quindi all’esigenza di supportare tutti gli utenti, interni ed esterni dell’ospedale, per evitare situazioni di rischio, con particolare attenzione a furti e aggressioni e si affianca al sistema di vigilanza interna, già attivo. Le immagini saranno registrate e conservate per il tempo necessario e costantemente monitorate.
«Il nostro impegno – conclude Giovannini – continuerà ad essere massimo in quest’ambito e saremo sempre pronti a migliorare il servizio, perché l’ospedale deve essere la casa di tutti e una casa deve essere in primo luogo sicura e accogliente per i nostri professionisti, i nostri malati e i cittadini».

Chirurgia robotica, asportazione di due tumori contemporaneamente. Effettuato a Siena un intervento unico nel suo genere in Toscana e tra i pochi in Italia

Effettuato a Siena, al policlinico Santa Maria alle Scotte, un intervento unico nel suo genere in Toscana e tra i pochi in Italia, di asportazione di due tumori contemporaneamente in chirurgia robotica. Si tratta di un intervento combinato realizzato in collaborazione tra chirurghi toracici e urologi di rimozione di un tumore del mediastino e di un tumore del rene in una paziente affetta anche da altre patologie pregresse.
L’intervento si è svolto in due fasi, la prima, eseguita dall’urologo Filippo Gentile, che ha effettuato l’asportazione robot assistita del tumore del rene e, successivamente, nella stessa seduta operatoria, è intervenuto il chirurgo toracico Luca Luzzi per l’asportazione completa, sempre robot assistita, del timo con il timoma al suo interno, con il prezioso contributo dei professionisti di sala operatoria, altamente qualificati e dedicati all’attività di chirurgia robotica. L’intervento è durato complessivamente 3 ore e 10 minuti. La paziente è stata dimessa in ottime condizioni generali in 4^ giornata postoperatoria.
«La chirurgia robot assistita – spiega Luca Luzzi – ha permesso di asportare radicalmente due tumori potenzialmente mortali in una paziente “fragile”, con un minimo impatto chirurgico ed un recupero funzionale praticamente immediato. In entrambe le patologie la chirurgia robotica rappresenta, in casi selezionati, il golden standard del trattamento, la combinazione delle due tecniche ha massimalizzato in questa paziente il risultato clinico. La paziente – aggiunge Luzzi – è tornata al controllo dopo 30 giorni dall’intervento e presenta condizioni ottimali. La procedura eseguita ha un alto valore non solo tecnico ma di ricaduta clinica con beneficio per la paziente».
Un risultato raggiunto grazie anche alla casistica robotica che vede l’Urologia effettuare circa il 60% degli interventi in modalità robotica, con circa 900 interventi dall’inizio dell’attività e la Chirurgia Toracica con oltre 200 interventi.
«L’eccezionalità dell’intervento – conclude l’urologo Filippo Gentile – sta nel fatto di aver operato contemporaneamente, in sole 3 ore, due tumori presenti in due distretti anatomici indipendenti, il torace e l’addome, cosa che fino a pochi anni fa avrebbe richiesto più tempo ed un maggiore impatto biologico per il paziente, tanto da sconsigliarlo a favore di due procedure differite con maggiore ospedalizzazione e due anestesie generali».
Il buon esito della procedura è sicuramente il frutto di una collaborazione multidisciplinare di alte professionalità, considerando che la paziente era seguita, per patologie pregresse, dall’UOC Ematologia, diretta dalla professoressa Monica Bocchia. Dopo discussione collegiale del caso, è stata quindi presa in carico dalla UOC Urologia, diretta dal dottor Gabriele Barbanti e dalla UOC Chirurgia Toracica, diretta dal professor Piero Paladini, valutata dalla UOC Anestesia, diretta dal dottor Pasquale D’Onofrio e seguita, dal punto di vista anestesiologico, dal dottor Armando Fucci, insieme all’équipe del dottor Marcello Pasculli, direttore UOC terapia Intensiva Post-Operatoria.

Potenziamento tecnologico di ultima generazione per l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese

Grazie ad un investimento di circa 700mila euro è stata acquistata una nuova TAC a doppia energia in pronto soccorso e ne sono state redistribuite altre due, rendendo disponibili una seconda TAC nel Dipartimento di Emergenza e Urgenza per l’attività del pronto soccorso ed un’altra di elevato livello prestazionale nel Dipartimento di Scienze neurologiche e neurosensoriali per l’attività della neuroradiologia.
«Stiamo rinnovando tutto il parco tecnologico dell’ospedale – spiega Valtere Giovannini, direttore generale –. La nuova TC e la redistribuzione delle altre due, vanno ad aggiungersi al precedente investimento di circa 2 milioni di euro per l’acquisto delle due nuove risonanze magnetiche, in arrivo nei prossimi mesi. Il rinnovamento tecnologico – aggiunge Giovannini – è fondamentale per la diagnostica e per garantire l’eccellenza delle attività assistenziali e specialistiche».
La TAC a doppia energia è una tecnica di acquisizione che, utilizzando un’emissione di raggi X su due diversi livelli di energia, consente di aggiungere, alle informazioni anatomiche, anche valutazioni funzionali. «Con questa tecnica di acquisizione pulsata è possibile ottenere una maggiore caratterizzazione delle lesioni e la correzione di artefatti sull’immagine – aggiunge il dottor Gianni Guazzi, responsabile UOSA Diagnostica in Emergenza Urgenza – fornendo al professionista radiologo un ulteriore valido strumento diagnostico per le migliori scelte terapeutiche. Grazie a sistemi avanzati di acquisizione e ricostruzione dell’immagine, queste nuove TAC permettono di ottenere immagini diagnostiche di elevata qualità con tempi brevi di esame, consentendo l’ottimizzazione della quantità del mezzo di contrasto eventualmente utilizzato ed una importante riduzione della dose di radiazioni erogate al paziente».
L’installazione della nuova TAC e lo spostamento interno degli strumenti, che hanno quindi portato il totale delle TAC di ultima generazione a tre (di cui due a doppia energia) su quattro presenti in ospedale, è stato effettuato grazie al coordinamento tra Dipartimento tecnico e Direzione Sanitaria, senza interrompere le attività assistenziali, grazie anche alla grande collaborazione da parte di tutti i professionisti di diagnostica per immagini, medicina nucleare e radioterapia.
In particolare, le due TAC dedicate al Pronto Soccorso (di cui una a doppia energia) «consentiranno – conclude Roberto Gusinu, direttore sanitario – un’ulteriore ottimizzazione dei percorsi diagnostico-assistenziali in regime di emergenza ed urgenza, consentendo al pronto soccorso di rispondere alle esigenze dei cittadini senesi, della provincia e dell’area vasta sud-est della Toscana di cui il policlinico rappresenta centro di riferimento per le patologie tempo-dipendenti».

Prosegue l’attività di ricerca, diagnosi e terapia dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese sull’alcaptonuria

Malattia rara ereditaria caratterizzata da un difetto genetico del catabolismo, ossia della trasformazione dell’acido omogentisico. A Siena viene fornito un triplice contributo per l’alcaptonuria, come spiega il professor Bruno Frediani, direttore UOC Reumatologia dell’Aou Senese: «L’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, in stretta collaborazione con il Dipartimento di biotecnologie, chimica e farmaceutica dell’Università di Siena, diretto dalla professoressa Annalisa Santucci, sta conducendo da anni un’attività di ricerca che ha già dimostrato, oltre all’accumulo del pigmento ocronotico, la produzione e l’accumulo di amiloide, la cui riduzione può diminuire le conseguenze infiammatorie della malattia stessa. Svolge un ruolo molto importante – aggiunge Frediani – l’AIMAKU, associazione di malati di alcaptonuria, presieduta dalla professoressa Sylvia Sestini, che permette una diffusione capillare delle informazioni con una rappresentanza di livello europeo. Infine – conclude il direttore della Reumatologia delle Scotte – abbiamo messo a punto un percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale, il PDTA, che permette al malato di incontrarsi con biologi, reumatologi ed altri specialisti, in modo da essere sottoposto ad una serie di esami e consulenze specialistiche che consentono al paziente di completare gli accertamenti in poche ore, e di fornire ulteriori contributi alla ricerca condotta nei laboratori della professoressa Santucci». La prevalenza dell’alcaptonuria è di 1-9 abitanti su 1.000.000: l’acido omogentisico in eccesso, la cui trasformazione è alla base della malattia, viene eliminato nelle urine come pigmento ossidato scuro, ma si accumula anche in vari tessuti, e soprattutto nelle cartilagini. Intorno ai 30-40 anni questo accumulo dà alterazioni importanti delle articolazioni a spalle, ginocchia, anche, colonna, costo-sternali e a livello oculare, cardiaco e urinario

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