Poggibonsi

Estetista fa iniezioni per ridurre l’adipe senza averne titolo e provoca lesioni alla cliente: smascherata e denunciata dalla Polizia di Stato

Praticava iniezioni di fosfatidilcolina per ridurre l’adipe ad una cliente, con conseguenti lesioni sui glutei e sull’addome, e un’importante reazione immunitaria sfociata in una necrosi muscolare. Read More

#PoliteamaONline: ADARTE presenta“Dance Kermesse”

Prosegue la stagione flessibile 2021 del Teatro Politeama di Poggibonsi con la rassegna #PoliteamaONline. Aspettando la riapertura dei teatri e la fine dell’emergenza, sabato 13 marzo, alle 21,00 su Facebook in prima visione, ci sarà il sesto appuntamento online della stagione. Read More

Il sindaco Bussagli risponde alle accuse della Lega

360 tamponi effettuati all’ospedale di Campostaggia hanno provato file interminabili anche in paese con traffico bloccato.

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Tentano di rubare nelle case per quattro volte

La Polizia di Stato di Siena ha arrestato in flagranza tre giovani donne, di cui una minorenne Read More

Svastiche sui muri della Camera del Lavoro a Poggibonsi

A poco meno di un mese dalle celebrazioni del 76° anniversario della Liberazione dal nazifascismo che si sono svolte in tutta la Val d’Elsa Read More

 Oncologia: è Angelo Martignetti il direttore dell’unità operativa complessa per Campostaggia, Nottola, Amiata senese

Il dipartimento di Oncologia dell’Ausl Toscana sud est, diretto da Enrico Tucci, rafforza la sua organizzazione anche nella provincia senese. Read More

Scontro fra auto e moto, due ragazzi finiscono in rianimazione

Attorno alle 12 di oggi, lunedì 1 luglio, un incidente stradale ha visto coinvolti una moto e un autoveicolo nei pressi della zona industriale di Bellavista a Poggibonsi.
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Incidente all’uscita Poggibonsi Nord

Questa mattina un camion si è ribaltato nella rampa di ingresso della Siena-Firenze, traffico in tilt per tutta la mattinata nella cittadina valdelsana.

Furto di computer all’ospedale Campostaggia

Ritrovati questa mattina stessa, 18 marzo, nel giro di poche ore, i
tre computer rubati nei locali del Cup dell’ospedale di Campostaggia nel
Comune di Poggibonsi.
Il furto, commesso nella notte, è stato scoperto stamani, intorno alle ore
7.30 e sono stati subito allertati i carabinieri, recatisi sul posto. La refurtiva
è stata ritrovata subito dopo, a pochi metri dal luogo del furto (piano primo)
all’esterno dell’ingresso dell’ospedale al piano zero.
L’attività del Cup è stata ripristinata intorno alle ore 10, a computer
nuovamente installati.
La denuncia del furto contro ignoti sarà formalizzata domani, 19 marzo,
presso la stazione dei carabinieri di Poggibonsi in quanto risulta essere
mancante un solo monitor.
La direzione ospedaliera del presidio Alta Valdelsa di Poggibonsi
dell’Azienda USL Toscana sud est si scusa con i cittadini degli eventuali
disagi involontariamente arrecati.

Cercavano di truffare le banche sotto falsa identità

Sono stati denunciati dalla Polizia di Stato per truffa, ricettazione, uso di atto falso e sostituzione
di persona tre malviventi, originari della provincia di Caserta, rispettivamente di 47, 38 e 27
anni.
Da diversi giorni al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Poggibonsi erano giunte
segnalazioni su alcune persone, sconosciute, che si presentavano negli istituti bancari del
luogo, con documenti di dubbia autenticità, per aprire conti correnti e versare fin da subito cifre
simboliche di poche decine di euro.
Questi, per rendere più verosimile l’operazione, riportavano nei documenti una residenza fittizia
a Siena, in Via del Sole e Via Aldo Moro, poi risultata inesistente.
Uno dei tre, per non dare nell’occhio e mostrare alla banca l’integrità della sua identità, si era
volutamente “travestito” da imbianchino, con pantaloni macchiati di vernice, scarpe
antinfortunistica e marsupio, presentandosi così alla banca nelle credibili sembianze di un
lavoratore proveniente dal sud, circostanza avvalorata dal dialetto casertano, fornendo
l’immagine di “persona per bene”, lavoratore onesto e per questo più credibile nelle procedure
di apertura conto.
Tuttavia nel corso delle varie vicende, uno dei tre aveva avuto una défaillance, che aveva
insospettito il direttore, in quanto aveva fornito un indirizzo email che riportava un cognome
lievemente diverso da quello riportato sui documenti falsi.
Nella mattina del 13 marzo scorso, dopo avere sensibilizzato i vari direttori delle filiali,
mantenendo uno stretto contatto telefonico con loro, i poliziotti del Commissariato hanno
ricevuto l’ennesima segnalazione sulla presenza in una banca di Poggibonsi di due soggetti,
entrati a turno e a poca distanza temporale l’uno dall’altro, per compiere operazioni bancarie
sospette.
Gli investigatori sono così intervenuti subito presso l’istituto, fermando un sospetto.
L’uomo, stava infatti attendendo, in una Audi col motore acceso e a pochi metri dalla banca,
quando altri due complici che stavano uscendo dall’istituto, avvedutisi dell’arrivo della polizia
hanno cercato di allontanarsi e di far perdere le loro tracce.
A quel punto i poliziotti li hanno rincorsi e fermati dopo circa 100 metri, sottoponendoli a
controllo.
I tre, fin da subito, hanno provato ad ingannare la polizia dicendo di non conoscersi, ma gli
agenti, che avevano già capito che facevano parte della stessa banda, li hanno sottoposti tutti
ad immediata perquisizione.
Il 27enne, in attesa nell’auto col motore acceso, è risultato poi essere il figlio del sedicente
imbianchino, 47enne.
Tutti e tre sono pregiudicati per reati specifici di ogni genere, il terzo anche per rapina

commessa con armi da fuoco.
Indosso ai tre sono state rinvenute, oltre ai documenti veri di identità, 4 tessere sanitarie, 4
carte di identità false, uno dei tre aveva tra l’altro 2 false identità con la sua vera effige, nonché
4 assegni provenienti da agenzie di assicurazioni del nord Italia, per un importo complessivo di
circa 15.000 euro, che sono stati sequestrati.
Dagli accertamenti svolti è emerso che tutto nasceva dal furto preordinato, avvenuto nei centri
di smistamento postali, di carnet di assegni emessi da compagnie assicurative, intestati ed
indirizzati a persone esistenti per il rimborso di sinistri stradali in cui erano state coinvolte.
Il loro modus operandi era semplice ed ingegnoso. Una volta entrati in possesso degli assegni,
fabbricavano documenti falsi a nome dell’intestatario, aprivano poi un conto corrente, sempre a
nome dell’intestatario del titolo nell’istituto bancario prescelto, presentando documenti falsi e
versando poi una piccola somma di denaro, facendosi quindi rilasciare un bancomat.
Poi, nei giorni successivi, tornavano a depositare l’assegno, sostituendosi di fatto al destinatario
dello stesso titolo, per poi prelevarne l’importo su sportelli ATM.
Così facendo, la banca non sarebbe mai riuscita a scoprire che il titolo depositato era provento
di furto, poiché nessuno dei soggetti si era ancora avveduto del reato: l’agenzia di assicurazioni
era sicura di averlo spedito all’avente diritto al rimborso, mentre il destinatario del rimborso
rimaneva in attesa dell’assegno ignaro di tutto.

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