Questura di Siena

Arrestato a Siena un narcotrafficante internazionale

La polizia di Stato arresta a Siena un narcotrafficante di marijuana, spacciata nella città tedesca di Stoccarda, ricercato in tutta Europa

Un narcotrafficante ricercato in tutta Europa è stato arrestato dalla polizia di Stato a Siena.

Gli investigatori della squadra mobile della questura di Siena, in collaborazione con i colleghi dell’ufficio immigrazione, hanno arrestato un 21enne, K.T., ricercato dalla polizia tedesca perché ritenuto un narcotrafficante.

Da qualche giorno, in Germania, le autorità avevano emesso un mandato di arresto europeo nei suoi confronti, poiché era considerato responsabile di aver trafficato, in almeno tre episodi, più di 200 kg di marijuana nella città di Stoccarda, insieme ad altri connazionali.

In effetti, dalle indagini svolte dalla polizia, è emerso che K.T. fa parte di un’organizzazione più ampia dedita al traffico di stupefacenti che, ricavando dei vani nascosti all’interno delle autovetture, dove veniva abilmente occultata, importava in Germania quantitativi molto consistenti di droga.

L’uomo, che in Italia non ha nessun precedente e non lavora, dopo un attento servizio di pedinamento per verificare anche l’esistenza di eventuali complici e capire le sue frequentazioni, è stato fermato dai poliziotti della squadra mobile.

Gli investigatori, che hanno anche perquisito la sua abitazione a Siena, non escludono che l’uomo tragga esclusivo sostentamento dalle attività illecite cui è dedito.

Dopo l’arresto è stato trasferito presso il carcere di Siena a disposizione della Corte di Appello di Firenze per il seguito delle procedure della consegna alle autorità tedesche.

Rischia una condanna fino a 15 anni di carcere.

Palio, le misure di sicurezza al tavolo tecnico del Questore

Il Questore: le Contrade collaborino come sempre con le forze dell’ordine per garantire la massima sicurezza della manifestazione e delle persone

Si è tenuto questa mattina presso la caserma Piave di via delle Sperandie il tavolo tecnico del questore Costantino Capuano, dopo il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto ieri dal prefetto Gradone.

Alla riunione, hanno partecipato tutti i rappresentanti delle forze e corpi di polizia e degli enti e aziende interessati alle manifestazioni paliesche, oltre al Rettore del Magistrato delle Contrade.

Il Questore, insediatosi pochi giorni fa ma già immerso nel meccanismo paliesco, in apertura della riunione ha illustrato le misure pianificate per le quattro giornate d’impegno in vista della carriera del 16 agosto che, in linea generale, confermano il dispositivo già adottato lo scorso luglio.

Capuano, nel rivolgersi al Rettore del Magistrato delle Contrade, ha innanzi tutto evidenziato e auspicato la massima collaborazione del mondo contradaiolo, affinché sia le direttive di massima illustrate al tavolo tecnico che quelle previste nelle varie ordinanze emesse, relative alle modalità di accesso alla Piazza e alle prescrizioni e divieti stabiliti, vengano veicolate, tramite Priori e Capitani, da sempre sensibili ed attivi in un’ottica di partecipazione, a tutto il popolo delle Contrade, con l’obiettivo comune di garantire la massima sicurezza di tutti, senesi e turisti.

Le attività preventive a carattere generale e di controllo del territorio, già intensificate nel corso dell’ultimo mese, con particolare riguardo alle zone di confine tra le Contrade rivali, verranno ulteriormente incrementate a partire da lunedì 13, in tutto il centro storico ed in periferia, nelle vie di accesso alla città, con attenzione anche alle aree di parcheggio principali.

I servizi, coordinati dal dirigente dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Siena, coadiuvato da un Ufficiale dei Carabinieri, verranno effettuati con l’impiego di personale dei Reparti Prevenzione Crimine della Polizia di Stato, e dei reparti dell’arma dei carabinieri e della guardia di finanza.

Oltre a garantire il regolare svolgimento delle prove e del Palio, l’obiettivo di tali attività, che vedono anche l’impiego di personale in abiti civili, è quello di prevenire e reprimere la commissione di reati come scippi e borseggi, e dei furti negli appartamenti, specie nei periodi in cui sono lasciati incustoditi.

Nel centro storico e nell’area circostante a Piazza del Campo, attenzione verrà rivolta, ai varchi d’ingresso, che saranno vigilati e presidiati dalla polizia di Stato, dall’arma dei carabinieri e dalla guardia di finanza, nonché dal personale della polizia provinciale e municipale, con la collaborazione degli steward, per il controllo e filtraggio, anche con i metal detector, delle persone che vorranno entrare.

Anche dall’alto verrà attuato un servizio specifico, con la supervisione dell’elicottero Reparto Volo della polizia di Stato e l’impiego di tiratori scelti sui tetti.

Coordinate da un funzionario, le unità cinofile antiesplosivo e gli artificieri antisabotaggio, si occuperanno delle attività di bonifica delle aree delle acque piovane e dei bottini sotterranei, prima delle prove e della corsa.

Il dispositivo prevede, inoltre, operatori specializzati delle UOPI della polizia di Stato e dei SOS dell’arma dei carabinieri, unità altamente qualificate per la gestione di situazioni critiche, nonché la squadra di specialisti per eventuali problematiche inerenti i droni.

La polizia scientifica sarà impegnata per documentare gli eventi ed eventuali criticità che dovessero insorgere durante le manifestazioni.

Sulla Torre del Mangia del Palazzo Pubblico, sarà come sempre allestito il Centro Unificato di Coordinamento, coordinato da un funzionario della Questura e composto da rappresentanti di ciascuna forza di polizia e di pubblico soccorso, collegati via radio con le loro articolazioni operative, per gestire tutte le informazioni e i profili riguardanti la sicurezza, con una visione diretta sulla Piazza, in occasione delle prove serali e per il Palio del 16.

Anche per il Palio dell’Assunta, per agevolare i turisti all’ingresso e fornire informazioni utili per la manifestazione, ci saranno alcuni studenti dell’Università per stranieri, conoscenti delle lingue russo e cinese, oltre all’inglese e francese.

Aggressione alla Pania, divieto di ritorno a Siena per cinque

Il Questore di Siena applica misure antimafia per gli aggressori di un contradaiolo durante la festa della Pania. Non potranno mettere piede nella città per i prossimi tre anni

La divisione polizia anticrimine ha emesso, su disposizione del questore Maurizio Piccolotti, la misura di prevenzione del divieto di ritorno nella città di Siena per tre anni nei confronti degli aggressori del contradaiolo “pestato” la notte del 5 agosto 2017 nella contrada del Nicchio.

Dopo il blitz della polizia di Stato e le perquisizioni dei mesi scorsi per eseguire misure cautelari nei confronti dei responsabili del pestaggio avvenuto la notte del 5 agosto 2017 durante la festa della Pania, il Questore di Siena, anche alla luce degli altri reati accertati in materia di armi e stupefacenti, ha deciso di emanare nei loro confronti la misura di prevenzione del divieto di ritorno in città. Non potranno mettere piede a Siena per i prossimi tre anni, periodo massimo consentito dal codice antimafia.

Pugno duro, quindi, nei confronti di un gruppo di cinque ragazzi provenienti da Firenze, Empoli e Pontedera che, la notte del 5 agosto scorso, avevano selvaggiamente picchiato tre giovani durante una festa in contrada. Si ricorderà che ad avere la peggio è stato un giovane contradaiolo che ha riportato la frattura della mandibola.

L’attività di indagine, con particolare riferimento alla ricerca dei testimoni di quanto accaduto, è stata resa più complicata a causa della “fama” che accompagna il gruppo, persone note e conosciute anche per fatti analoghi, tant’è che uno degli indagati, commentando con alcuni amici sulle pagine facebook, pubblicamente, si compiaceva per il gesto compiuto, ritenendolo “di ordinaria amministrazione”.

Per quei fatti sono chiamati a rispondere davanti al tribunale di Siena e rischiano una condanna fino a sette anni di reclusione.

Durante le indagini dei poliziotti della locale squadra mobile sono emersi sospetti che il gruppo potesse essere responsabile di altri reati che, puntualmente, sono stati accertati nel corso delle perquisizioni. Sono scattate altre denunce e arresti per armi illegali e cocaina.

Oltre a non poter tornare a Siena per i prossimi anni, rischiano altre conseguenze penali, quali ulteriori aggravamenti di pena in caso di recidiva e possibilità di essere arrestati anche fuori flagranza.

Due Daspo per i fatti di Robur Siena – Reggiana

Per uno dei due tifosi il questore Piccolotti ha disposto anche il divieto di ritorno a Siena per 3 anni. Colpito da Daspo anche un sostenitore bianconero di 29 anni

Sono stati emessi dal questore di Siena Maurizio Piccolotti i primi due Daspo, uno nei confronti di un tifoso delle Robur e uno per un ultras della Reggiana, dopo i fatti accaduti domenica sul finire della partita dei play off.

Un 46enne della squadra ospite, peraltro già destinatario, in passato, di analogo provvedimento per reati a sfondo razziale, è stato denunciato per il reato d’invasione di campo in occasione di manifestazioni sportive, comportamento che ha, tra l’altro, determinato l’emulazione da parte di altri sostenitori della Reggiana, ancora in fase d’identificazione.

A seguito degli accertamenti svolti dalla polizia di Stato, nei suoi confronti sono stati adottati dal questore due provvedimenti: il divieto di accedere ai luoghi in cui si svolgono le competizioni di calcio in genere, su tutto il territorio nazionale, per 3 anni, oltre che ai luoghi interessati alla sosta, al transito e al trasporto di chi vi assiste, nonché alle vie che portano al “Mapei Stadium” di Reggio Emilia, a partire da 2 ore prima delle gare fino a due ore dopo, e il divieto di ritorno a Siena per 3 anni.

Questo secondo provvedimento è, infatti, stato emesso come misura di prevenzione in considerazione della sua pericolosità per l’ordine e la sicurezza pubblica a seguito degli accertamenti svolti dalla divisione anticrimine della questura di Siena.

Un Daspo è stato adottato, per la durata di 5 anni, nei confronti di un sostenitore della Robur Siena di 29 anni, denunciato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale e per invasione di campo.

L’uomo, dopo essere entrato nel campo di gioco al termine della partita, con il volto coperto da una maglietta, ha reagito con violenza nei confronti di un poliziotto della questura che stava cercando di fermarlo, colpendolo con la fibbia della cintura al volto.

Il poliziotto ha riportato nella circostanza lesioni al labbro con 3 giorni di prognosi.

Dagli accertamenti svolti dalla polizia è emerso, peraltro, che il senese è già stato destinatario della misura dell’avviso orale da parte del questore Piccolotti, per i suoi comportamenti illeciti e per i precedenti penali e di polizia.

Per lui, oltre al divieto di accedere ai luoghi ove si svolgono gare di calcio in genere, su tutto il territorio nazionale, a quello di avvicinarsi ai luoghi interessati al transito, alla sosta e al trasporto dei tifosi, in particolare per lo stadio Franchi nelle due ore prima e dopo la partita, anche la prescrizione di firmare presso un ufficio di polizia del luogo di residenza, in provincia di Siena, al termine del primo tempo di ogni incontro di calcio della Robur Siena, sia in casa che in trasferta.

Post Robur Siena – Reggiana, la Questura indaga

Invasione di campo e danneggiamenti a fine partita nei play off di calcio per la promozione in serie B: indagini a tutto tondo della Questura

La polizia di Stato indaga a tutto tondo dopo i fatti accaduti ieri sera, al termine della partita di calcio dei play off per la promozione in serie B Robur Siena – Reggiana.

Dopo il gol, segnato su rigore dalla squadra di casa all’ultimo minuto di recupero, che le ha fatto conseguire la qualificazione per la semifinale, un centinaio di tifosi della Reggiana hanno invaso il campo di gioco.

Subito, con l’intervento dei reparti di rinforzo, sono stati fatti rientrare nel settore ospiti, in attesa che se ne potesse organizzare l’uscita e la partenza.

Dall’altra parte, alcuni tifosi della Curva Robur hanno invaso a loro volta il campo di gioco.

Alcuni tifosi ospiti, ancora in fase d’identificazione, hanno poi danneggiato un centinaio di sedute e i bagni di servizio del settore.

Sono tuttora in corso indagini serrate da parte delle Digos delle questure di Siena e Reggio Emilia per identificare le persone la cui posizione è al vaglio degli investigatori, sia per i danneggiamenti, che in relazione alle lesioni riportate da quattro poliziotti del reparto mobile e da uno della Questura senese.

La valenza dell’evento e la corposa partecipazione dei tifosi ospiti ha, infatti, reso necessaria la predisposizione di servizi articolati, con richiesta anche di rinforzi messi a disposizione dal Ministero.

Il questore Maurizio Piccolotti, sta ora valutando, ai fini dell’emissione di misure interdittive, i comportamenti dei tifosi responsabili dell’invasione di campo, dei comportamenti aggressivi e dei danneggiamenti.

Provano a truffare un anziano, denunciati due giovani

Tentano di raggirare un anziano ma un negoziante chiama il 113: interviene subito la polizia di Stato e rintraccia i truffatori

Durante l’attività di controllo, un negoziante ha segnalato sulla linea 113 del Commissariato di pubblica sicurezza di Chiusi – Chianciano Terme, che poco prima aveva visto due individui a bordo di un furgone Fiat Doblo bianco, che potevano aver tentato di raggirare un anziano.

L’esercente ha infatti riferito alla polizia che i due avevano attirato l’attenzione di un signore “di una certa età”, con cui stavano parlando, facendolo avvicinare allo sportello del Doblò dal lato guida, ingenerando in lui il sospetto che stessero tentando una truffa.

La centrale operativa del Commissariato, immediatamente ha diramato le ricerche del mezzo segnalato alle pattuglie presenti sul territorio e, dopo pochi minuti, la squadra volante è riuscita ad intercettare l’auto mentre stava cercando di lasciare Chiusi, in località Le Biffe.

I poliziotti hanno quindi fermato il Doblò e hanno identificato gli occupanti, due giovani di 26 e 22 anni, che sono stati accompagnati in ufficio per accertamenti più approfonditi.

Altre pattuglie, intanto, hanno rintracciato la presunta vittima della tentata truffa, un 84enne del luogo che si era subito allontanato, raccogliendo le prime informazioni.

Dall’attività di indagine svolta dai poliziotti del Commissariato è quindi emerso che i due giovani avevano notato l’anziano dirigersi in un negozio, quindi, facendo inversione con l’auto senza scendere, hanno cercato di agganciarlo, facendogli domande senza senso per confonderlo.

Successivamente, alla vista del negoziante che ha chiamato il 113 e che stava andando in soccorso alla vittima, si sono allontanati in fretta.

Identificati entrambi, sono risultati con precedenti di polizia e misure di prevenzione a carico, per reati di spaccio di sostanze stupefacenti, contro il patrimonio, nonché un furto commesso in provincia di Siena, con modalità di raggiro analoghe a quello di Chiusi.

Al termine degli accertamenti, i due sono stati pertanto denunciati per tentata truffa in concorso.

Per entrambi sono state inoltre avviate dalla divisione anticrimine della Questura le procedure finalizzate all’emissione di misure di prevenzione da parte del Questore di Siena.

Nei confronti del conducente è stato, anche elevato un verbale per la violazione al codice della strada, in quanto trasportava frutta e ortaggi con il furgone Doblò, destinandolo quindi ad una finalità diversa dal trasporto di persone, senza le prescritte abilitazioni.

Minaccia di morte tassista, arrestato e poi liberato

Un pregiudicato di 29 anni ha minacciato di morte un tassista con una bottiglia di vetro. E’ stato arrestato dalla polizia e in seguito rilasciato

Ha minacciato di morte un tassista con una bottiglia di vetro rotta e poi si è allontanato, ma è stato rintracciato e arrestato dalla polizia di stato un marocchino di 29 anni.

I poliziotti delle volanti della questura di Siena, diretti dal commissario capo Riccardo Bordini, sono intervenuti ieri sera, dopo le 20, nei pressi della stazione ferroviaria, quando è giunta al 113 della sala operativa la segnalazione di un’aggressione a un tassista con danneggiamento del taxi.

Sul posto, hanno prima raccolto la testimonianza di un collega della vittima dell’aggressione e subito acquisito gli elementi utili al rintraccio dell’aggressore.

Dai primi accertamenti è emerso che il tassista, mentre era in attesa di clienti nella postazione riservata ai taxi, ha avvertito un forte colpo sulla sua autovettura e subito il rumore di vetri infranti.

Sceso dal mezzo, notando a poca distanza un uomo da lui conosciuto di vista con una bottiglia di birra in mano, gli ha chiesto spiegazioni sul gesto, ma lui, palesemente ubriaco, per tutta risposta ha infranto la bottiglia e ha iniziato a minacciarlo di morte costringendolo a trovare riparo all’interno della stazione.

Mentre lo rincorreva però, visto stava barcollando a causa del suo stato di ebbrezza è caduto a terra desistendo dalle minacce e allontanandosi subito dopo.

Gli agenti delle volanti, non appena hanno verificato l’accaduto si sono messi sulle tracce dell’aggressore e lo hanno rintracciato nei pressi del vicino centro commerciale Porta Siena con altre due bottiglie di birra in mano.

Appena avvistata la polizia, l’uomo ha ripreso a minacciare la vittima noncurante della presenza dei poliziotti che, a quel punto, lo hanno fatto salire in auto per accompagnarlo in questura in stato di arresto.

Dai successivi accertamenti svolti in ufficio, anche ai fini di procedere alla sua identificazione dato che era anche sprovvisto di documenti, grazie al foto segnalamento di polizia scientifica.

All’esito degli accertamenti di rito l’uomo, peraltro pregiudicato per reati contro il patrimonio e la persona, arrestato per danneggiamento aggravato e violenza privata, nonché denunciato per minaccia aggravata è stato trattenuto nella camera di sicurezza della Questura in attesa dell’udienza di convalida.

A seguito dell’udienza, tenutasi questo pomeriggio, l’arresto non è stato convalidato in quanto non sono stati ritenuti sussistenti gli elementi costitutivi della flagranza, da parte del giudice monocratico che ha anche rigettato la richiesta di misura cautelare proposta dal Pubblico Ministero, pertanto lo straniero è stato rimesso in libertà.

Le pratiche sono ora al vaglio dell’ufficio immigrazione della questura di Siena per verificare se sussistano le condizioni per il suo allontanamento dal territorio nazionale.

Furto in appartamento all’Acquacalda

Ladri d’appartamento tagliano la cassaforte e rubano gioielli in assenza dei proprietari di una casa all’Acquacalda

Sono scattate subito le indagini della polizia di stato, dopo l’intervento in un appartamento nella zona dell’Acquacalda a Siena.

Ieri, dopo le 20, i poliziotti delle volanti della Questura di Siena, diretti dal commissario capo Riccardo Bordini, sono intervenuti presso un’abitazione dove era stato perpetrato un furto.

Fin dai primi accertamenti, è emerso che la proprietaria nel rincasare dopo essersi allontanata per alcune ore, non riusciva ad entrare dato che la porta era stata bloccata dall’interno con un gancio ed un mobile in modo da rendere difficoltoso l’ingresso.

Una volta spinta la porta l’amara sorpresa: nella camera da letto la cassaforte era stata tagliata e aperta.

I poliziotti delle volanti, dopo aver verificato che i ladri si erano introdotti nell’appartamento attraverso un balcone al primo piano arrampicandosi sulle grondaie e forzando una porta finestra, hanno richiesto, tramite la sala operativa, l’intervento sul posto dei colleghi della polizia scientifica, per effettuare il relativo sopralluogo, in modo da reperire delle tracce utili alle indagini, adesso al vaglio degli investigatori della squadra mobile.

Dalla cassaforte sono stati asportati diversi gioielli in oro e altri preziosi.

Rapina a Porta Siena, commessa viene legata

La polizia di stato al lavoro tutta la notte dopo rapina in una gioielleria del centro commerciale Porta Siena. Commessa aggredita alle spalle e legata ai polsi, poi costretta ad aprire la cassaforte

Hanno lavorato tutta la notte gli uomini e le donne della polizia di stato, dopo una rapina perpetrata ieri sera alla gioielleria “Orofino”, al centro commerciale “Porta Siena” di piazzale Rosselli.

Erano le 21.16 circa quando i poliziotti delle volanti della Questura di Siena sono intervenuti presso l’esercizio a seguito della segnalazione giunta al 113.

Dai primissimi accertamenti svolti dalla Polizia, è emerso che un vigilante del centro commerciale, avvisato da una collega della commessa aggredita preoccupata perché non le rispondeva al telefono, si è recato alla gioielleria, ancora aperta, e, dopo aver chiamato la donna, ha ottenuto risposta da dietro la porta di un magazzino interno, chiusa a chiave. Riuscito ad aprirla, l’ha trovata legata ai polsi con delle fascette, che le ha subito tagliato per liberarla.

Poco dopo il primo intervento delle volanti, sono arrivati sul posto i colleghi della squadra mobile e della polizia scientifica, per il sopralluogo e le indagini del caso. Dagli accertamenti svolti è emerso che, mentre la donna stava spegnendo la luce del negozio, alle 21 circa, due uomini a volto scoperto l’hanno aggredita alle spalle, legandole subito le braccia con le fascette di plastica, costringendola poi ad aprire la cassaforte.

Da lì hanno asportato tutto il contenuto, tra gioielli, diamanti e denaro contante, per un valore di diverse migliaia di euro ancora da quantificare, e dopo aver infilato tutto in un sacco, l’hanno chiusa dentro al magazzino retrostante, intimandole con minacce di non chiamare nessuno prima di mezz’ora.

Dopo aver fatto intervenire i sanitari del 118 per le cure del caso, anche perché la donna era molto spaventata, i poliziotti si sono messi al lavoro per raccogliere tutti gli elementi utili alle indagini che proseguono serratamente.

Spaccio ai giardini, tre arresti

L’operazione della polizia di stato “Take away” ha smantellato una rete di spaccio cittadino. Arrestati tre giovani

Sono stati arrestati nel tardo pomeriggio di martedì dalla polizia di stato tre stranieri responsabili di spaccio di sostanze stupefacenti.

I poliziotti della squadra mobile della questura di Siena, diretti dal commissario capo Enzo Tarquini hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale Ordinario di Siena, nei confronti di tre cittadini stranieri, spacciatori di cocaina.

In particolare, dopo l’arresto sono stati accompagnati in carcere E. J. S., 22 anni, nato in Marocco, in Italia senza fissa dimora, che si faceva chiamare Jalal, E. H. A., marocchino di 24 anni, e B.V., 29enne albanese e residente in città, nei cui confronti sono stati invece disposti gli arresti domiciliari.

Dalle indagini, avviate a partire dal mese di agosto di quest’anno e coordinate dal sostituto procuratore Nicola Marini, della locale Procura, articolate attraverso videoriprese in luoghi pubblici, pedinamenti, appostamenti e intercettazioni telefoniche, è emerso il coinvolgimento dei tre spacciatori, nella stabile, esclusiva, sistematica e quotidiana cessione di cocaina ad acquirenti residenti in provincia.

I due marocchini operavano prevalentemente durante le ore serali nei giardini tra viale Mazzini e via Nino Bixio, nonché presso altre aree cittadine impervie e difficilmente controllabili.

I contatti avvenivano attraverso schede telefoniche dedicate, intestate ad inesistenti cittadini italiani e stranieri, che venivano cambiate frequentemente proprio per ridurre al minimo il rischio di essere intercettati.

Entrambi “lavoravano” esclusivamente con la cocaina, vendendo stupefacenti anche a minorenni.

Erano riusciti nel tempo a mettere su un sistema che consentiva loro di soddisfare istantaneamente le richieste quotidiane dei consumatori attraverso un continuo approvvigionamento di cocaina da connazionali fuori provincia, per poi confezionarla e successivamente cederla. L’albanese B.V. invece procurava loro i clienti.

Durante le indagini sono stati sequestrati diversi grammi di cocaina e materiale per il confezionamento, nonché alcune telefoni cellulari e schede telefoniche.

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