Regione Toscana

Castelnuovo: 630 mila euro per edilizia scolastica e impianti sportivi

Efficientamento energetico della scuola secondaria di primo grado “G. Papini” e riqualificazione degli impianti sportivi. Sono questi i due interventi in programma a Castelnuovo Berardenga nei prossimi mesi che conteranno su 630 mila euro, di cui 495 mila euro in arrivo dalla Regione e 135 mila euro di risorse proprie del Comune.

L’efficientamento della scuola secondaria di primo grado “G. Papini” conterà su un investimento complessivo di 430 mila euro, di cui circa 395 mila sono stati stanziati dalla Regione Toscana nell’ambito dei progetti di efficientamento energetico degli immobili pubblici per favorire risparmio energetico e tutela dell’ambiente. L’intervento vedrà l’ammodernamento degli impianti termici e idraulici, la sostituzione di infissi e l’installazione del cappotto isolante esterno.

L’intervento sugli impianti sportivi, invece, sarà sostenuto da complessivi 200 mila euro, di cui 100 mila in arrivo dalla Regione Toscana nell’ambito dei progetti per promuovere la cultura e la pratica di attività sportive e ludico-motorie-ricreative. I lavori prevendono la sostituzione di una porzione di tetto e l’adeguamento degli impianti della palestra comunale Stopponi e la riqualificazione del centro sportivo “Artemio Franchi”, con sostituzione degli impianti di illuminazione, nuovi percorsi di accesso e nuovi spogliatoi con abbattimento delle barriere architettoniche.

“L’efficientamento della scuola secondaria di primo grado ‘G. Papini’ e la riqualificazione degli impianti sportivi – afferma Fabrizio Nepi, sindaco di Castelnuovo Berardenga – confermano l’attenzione dell’amministrazione comunale verso l’edilizia scolastica, luoghi di formazione e istruzione dei nostri cittadini più piccoli, e verso lo sport, inteso come opportunità di aggregazione sociale e coesione della nostra comunità. Ringrazio la Regione Toscana, per le risorse messe a disposizione degli enti locali nell’ambito della scuola e dello sport che andranno a integrare fondi propri del Comune, e gli uffici comunali che sono già a lavoro per dare presto concretezza a questi interventi”.

Sinalunga: 155mila euro dalla Regione Toscana per la riqualificazione degli impianti sportivi

Il Comune di Sinalunga ha ottenuto un contributo di 155mila euro dalla Regione Toscana per la riqualificazione degli impianti sportivi. Un risultato importante e non scontato, considerato il numero di progetti candidati ai finanziamenti regionali. “A fronte di una progettualità presentata per ampliare l’offerta di spazi sportivi, la Regione Toscana ha selezionato il nostro progetto concedendo un contributo economico significativo – ha commentato Vanessa Bastreghi, vicesindaco del Comune di Sinalunga con delega allo sport -. Lasciamo ai prossimi amministratori un impegno importante da concretizzare nel territorio a beneficio delle nostre associazioni sportive e di tutti coloro che praticano sport. A nome dell’amministrazione ringrazio l’assessore regionale allo sport Stefania Saccardi per l’apprezzamento che in questi anni ha sempre concretamente dimostrato per le progettualità che abbiamo portato avanti. In questi anni l’impegno a reperire risorse economiche per il miglioramento dell’impiantistica sportiva è stato costante. Abbiamo investito risorse proprie del bilancio comunale, ma abbiamo anche presentato progetti a vari enti”.  Merita ricordare, a tale proposito, l’importante contributo già concesso dalla Regione Toscana per la riqualificazione del Palazzetto dello sport e un contributo di importo minore per l’adeguamento dell’illuminazione del circolo tennis di Sinalunga; il contributo del Coni, sul bando sport e periferie, per la riqualificazione dell’ illuminazione dell’ impianto sportivo “Carlo Angeletti”; il contributo per l’edilizia scolastica utilizzato per la scuola secondaria di primo grado di Bettolle, che ha consentito anche di intervenire sui bagni e gli spogliatoi della connessa palestra. Inoltre, attraverso il credito sportivo è stato possibile intervenire nel rifacimento della palestra (bagni, spogliatoi e campo da gioco) della scuola secondaria di primo grado di Sinalunga; mentre per l’adeguamento dell’impianto sportivo “Carlo Angeletti” sono state utilizzate le risorse del bilancio comunale. “Non dobbiamo smettere di credere e di investire sullo sport – ha aggiunto Bastreghi – anche se in questi anni abbiamo fatto molto, rimangono ancora molti interventi da realizzare, perché lo sport non è solo campo da gioco e competizione, ma una realtà molto più complessa capace di suscitare entusiasmo, emozioni, aiutandoci a credere che tutto è davvero possibile!  Il valore delle associazioni sportive e delle pratiche di attività fisica, di cui sono promotrici, è immenso. Le attività sportive sono portatrici di valori fondamentali inestimabili quali la socializzazione, l’integrazione, il benessere, e la salute.

In arrivo soldi per le strade regionali presenti nel senese

Più di 850 mila euro stanziati dalla Regione Toscana per la Provincia di Siena per la manutenzione delle strade regionali

Più di 850 mila euro (per l’esattezza 850.547,39) per la manutenzione delle strade regionali che ricadono nel territorio di Siena e provincia, per un totale di 86,712 Km di strade. Il finanziamento è stato stanziato dalla Regione a favore della Provincia di Siena nel corso dell’ultima seduta di Giunta, con una delibera proposta dall’assessore a infrastrutture e viabilità Vincenzo Ceccarelli.

In tutto, per la manutenzione delle strade regionali, con esclusione degli interventi sulla Sgc Fi-Pi-Li e sugli impianti di illuminazione delle gallerie, la delibera ha stanziato 7 milioni e 300mila euro, a valere sul bilancio 2019/2021.

«Come ogni anno – spiega l’assessore Ceccarelli – la Regione Toscana mette a disposizione delle Province le risorse per garantire la manutenzione della rete stradale. Queste risorse, unite a quelle stanziate per il bando sulla sicurezza stradale rivolto agli enti locali che sarà pubblicato nelle prossime settimane, sono un modo concreto per garantire la buona condizione della rete viaria in tutto il territorio regionale. Ci auguriamo che le Province, che erano state preavvisate, possano effettuare gli interventi entro la fine dell’anno».

 

La Regione investe per la difesa del suolo

Difesa del suolo, interventi per 30 milioni di euro nel triennio 2019-2021

Ammontano a 30 milioni e 360 mila euro le risorse che la Regione Toscana ha stabilito di stanziare per gli interventi di mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico, in totale 103, nel triennio 2019-2021.

Tanto vale il nuovo DODS per la Toscana (Documento operativo di difesa del suolo) che raccoglie gli interventi attuati dagli Enti locali e le attività di manutenzione dei Consorzi di bonifica: tutto in un’unica cornice di riferimento che definisce attività e risorse in un programma omogeneo per i prossimi mesi. Nei prossimi giorni è previsto a Firenze un incontro con i soggetti attuatori per illustrare le modalità di realizzazione degli interventi.

Cinque le categorie di lavori previsti: le opere idrauliche ed idrogeologiche progettate o realizzate dalla Regione, le opere idrogeologiche direttamente connesse e funzionali alla viabilità comunale realizzate dai Comuni; le opere idrogeologiche direttamente connesse e funzionali alla viabilità provinciale realizzate dalla Città metropolitana di Firenze o dalle province; le eventuali opere per la cui progettazione e realizzazione la Regione si avvale dei consorzi di bonifica e le attività finalizzate all’implementazione ed al miglioramento delle informazioni e della conoscenza in materia di difesa del suolo. 60 cantieri e 43 progetti per un totale di 103 interventi finanziati, di cui 66 per ripristino e consolidamento dopo frane e 37 di opere idrauliche.

«Stiamo mantenendo e rafforzando l’impegno assunto per una politica organica ed efficace per la difesa del suolo in Toscana grazie al metodo del cosiddetto passo del montanaro, precisi interventi cadenzati e costanti – ha detto l’assessore regionale Federica Fratoni – Nonostante i continui tagli alle risorse, la Regione non ha smesso di finanziare interventi per mitigare i rischi o gli effetti prodotti da frane e alluvioni ed abbiamo. Anzi, per quest’anno e i prossimi due, prevediamo in tutta la Toscana opere e progetti per quasi 30 milioni di euro».

Come sono ripartite le risorse:

3 milioni e 563mila euro per 20 interventi (tra cantieri e progetti) di competenza della Regione Toscana

18 milioni e 560mila di euro per 67 interventi (tra cantieri e progetti) realizzati da Comuni

515 mila euro per interventi (tra cantieri e progetti) realizzati dalle Province

7 milioni e 700 mila euro per opere per la cui progettazione e realizzazione la Regione si avvale dei Consorzi di bonifica

285mila euro per attività finalizzate all’implementazione e le il miglioramento delle informazioni e conoscenza in materia di difesa del suolo Dal 2011/2012 la Regione spende ingenti risorse ogni anno per la riduzione del rischio idraulico in Toscana.

«In questa materia, così delicata su un territorio complesso – continua Fratoni – non bastano pochi anni per raggiungere un obiettivo adeguato. Grazie al percorso intrapreso sarà possibile in ulteriori dieci anni dare ai toscani la sicurezza che si meritano. Per questo è necessario che non solo la Regione ma anche lo Stato e gli enti locali facciano la propria parte per dare risposte alle criticità del territorio. A questo proposito incontrerò personalmente tutti i soggetti attuatori per accertarmi che gli interventi vengano fatti e nei tempi previsti».

C’è il protocollo per il rilancio del settore ovi-caprino toscano

Latte ovi-caprino toscano, firmato oggi a Firenze protocollo d’intesa per rilanciare e potenziare il settore

Rilancio e potenziamento del comparto ovi-caprino da latte toscano concentrando gli sforzi sulla promozione e sul sostegno a tutta la filiera. Lo prevede il protocollo d’intesa che viene firmato oggi a Firenze e che coinvolge tutti i soggetti che fanno parte del tavolo di filiera attivato dalla Regione: organizzazioni professionali agricole, le centrali cooperative, i Consorzi di tutela delle denominazioni d’origine protetta dei formaggi e i caseifici operanti in Toscana.

Un protocollo che mette subito sul piatto 2 milioni di euro per arginare una situazione di crisi che si è aggravata, a fine 2018, dopo le ristrutturazioni decise da alcuni importanti gruppi industriali nazionali che hanno determinato pesanti ripercussioni sugli allevatori toscani. A questo si aggiunge poi un altro milione di euro che la giunta ha recentemente deliberato per i danni da predatori.

Il rilancio del comparto ovi-caprino da latte toscano, secondo il protocollo, passa anzitutto dalla realizzazione di azioni comuni che puntano a rendere più efficienti i rapporti tra tutti i soggetti della filiera attraverso il coinvolgimento sia degli allevatori che delle aziende che si occupano della trasformazione e della commercializzazione. Ma anche da azioni di rafforzamento della presenza sui mercati nazionali ed esteri, grazie ad interventi ad hoc di promozione e informazione.

Per quanto riguarda la Regione, vengono investiti 2 milioni di euro per la promozione e per dare sostegno a tutta la filiera. Per la promozione ed il potenziamento della presenza sui mercati nazionali e soprattutto internazionali, vengono messi a disposizione 700 mila euro, con un’attenzione particolare alla promozione dei formaggi ovini a denominazione di origine protetta come il Pecorino Toscano DOP ed il Pecorino delle Balze Volterrane DOP.

Gli altri 1,3 milioni di euro saranno direttamente messi a disposizione degli allevatori per dare risposta ai loro problemi: perdita di produzione a seguito di attacchi di predatori, aiuti per l’acquisto di animali riproduttori iscritti nei libri genealogici, investimenti nelle aziende zootecniche finalizzati a una corretta gestione del pascolo, utilizzo sostenibile delle risorse e alla conservazione del paesaggio.

Inoltre la Regione si impegna a presentare alla Commissione Europea nel 2019, in occasione della proposta di modifica del PSR 2014-2020, l’integrazione di alcune misure agro-climatico-ambientali. In particolare introducendo interventi mirati al sostegno del settore ovi-caprino: per il tipo di operazione 10.1.1 “Conservazione del suolo e della sostanza organica” è prevista l’aggiunta di una linea di intervento che remuneri la coltivazione di leguminose poliennali destinate all’allevamento; per il tipo di operazione 10.1.3 “Miglioramenti di pascoli e prati-pascolo a finalità ambientali”, è prevista la modifica dei criteri di ammissibilità e gli impegni previsti. Inoltre, in caso di esito positivo del negoziato con la Commissione, sono previste anche modifiche al piano finanziario del programma per garantire un’adeguata dotazione finanziaria per le operazioni indicate.

Da parte loro le organizzazioni professionali agricole e le centrali cooperative si impegnano a realizzare tutta una serie di attività per far aderire i propri associati alle iniziative comprese nel protocollo, a organizzare incontri divulgativi e informativi rivolti alle imprese anche per far conoscere le opportunità finanziate dalla Regione, a monitorare costantemente i principali indicatori economici di filiera e comparto, a dare informazione e fornire assistenza ai propri associati sul versante della tracciabilità e delle certificazioni volontarie con particolare attenzione alle produzioni a denominazione d’origine protetta toscane.

In aggiunta a questo poi la giunta regionale ha stanziato ulteriori 500mila euro per i danni diretti (uccisione di capi di bestiame) causati dai predatori (per il 2018) e 500mila euro in due anni per la lotta al randagismo e per supportare, attraverso il lavoro di veterinari specializzati, gli allevatori nella difesa degli attacchi da predatori.

L’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi ha ricordato il grosso impegno del settore, che si è mosso in maniera compatta nella situazione critica che si è venuta a creare a fine 2018. «La Regione ha attivato immediatamente il tavolo di filiera del settore ovi-caprino da latte, che comprende organizzazioni professionali agricole, centrali cooperative, Consorzi di tutela delle dop dei formaggi e i caseifici: una mobilitazione che ha consentito di ricollocare a dicembre 3,2 milioni di litri di latte. Il protocollo di oggi, con la partecipazione di tutti gli attori coinvolti, è la riprova dell’importanza del settore. Questo percorso adesso merita continuità, perché la produzione primaria merita di essere remunerata in modo adeguato. Adesso ci attendiamo un incontro con il ministro Centinaio per affrontare un problema che riguarda varie Regioni. E vorremmo che anche la grande distribuzione organizzata si impegni, attraverso un protocollo, per dare visibilità alle produzioni toscane, con un’attenzione particolare alle denominazioni di origine protetta».

Liste d’attesa, quasi 4 milioni di euro per ridurle

Progetto e investimento della Asl Toscana sud est per la riduzione delle liste d’attesa, sia per l’ambulatoriale che per la chirurgia

«Lavorare sulle criticità» ha prodotto i suoi risultati. Sono state le parole chiave del mandato di Enrico Desideri: «I dati ci danno tra i migliori d’Italia ma non mancano le criticità, su quelle stiamo lavorando e lavoreremo». Tra le criticità figurano i tempi d’attesa ma, per dimostrare che una Asl funzioni più o meno bene, devono essere tenuti in considerazione anche gli indicatori di salute. Proprio su questi due aspetti si è concentrata la conferenza stampa che si è tenuta questa mattina a Siena, facendo il punto sui risultati raggiunti su entrambi i fronti e i prossimi impegni per migliorare. I dettagli sono stati presentati dal direttore generale della Asl Toscana sud est Enrico Desideri, dall’assessore regionale Stefania Saccardi e dal presidente della Conferenza Aziendale dei Sindaci Giacomo Termine, alla presenza del direttore sanitario Simona Dei, del direttore amministrativo Francesco Ghelardi, del direttore della Rete Ospedaliera Daniela Matarrese e del direttore di staff della Direzione sanitaria Roberto Turillazzi.

L’obiettivo della Asl Toscana sud est è aumentare i volumi dell’attività specialistica e diagnostica strumentale. L’investimento riguarderà in particolar modo la radiologia diagnostica pesante, gli ecocolordoppler cardiaci e vascolari, l’ecografia internistica, l’endoscopia digestiva, le visite oltre all’incremento delle sedute di chirurgia in tutto il territorio aziendale.

«La tempestività delle visite e degli esami strumentali necessari è un obiettivo che qualunque manager della sanità si deve porre, anche per garantire equità di accesso in relazione ai bisogni – ha spiegato Enrico Desideri, direttore generale – Per fare questo, la nostra Asl ha scelto di raccordare in modo forte il sistema delle Cure Primarie, cioè della medicina generale, con gli specialisti di riferimento. Inoltre abbiamo da tempo prodotto dei percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali per arginare progressivamente anche l’inappropriatezza, che è ovunque un problema rilevante. Questo approccio ha già ridotto i tempi di attesa, ma non è ancora sufficiente a risolvere il problema. Ed è per questo che la Asl Toscana sud est, per il 2019 e come previsto dalla Regione Toscana, investirà 2,3 milioni di euro per aumentare il numero di visite. E concludo dicendo che ad oggi, le attese non sono mai state segnalate in ambito oncologico».

Ecco alcuni numeri: le prestazioni ambulatoriali erogate nel 2018 tra Arezzo, Siena e Grosseto sono state 3.800.000. Durante lo scorso anno, la diagnostica strumentale (Rm, ecografie, ecc) è aumentata del 3%, così come il numero di visite effettuate (cardiologica, ginecologica, oculistica, neurologica, dermatologica, ortopedica e otorino). I tempi di attesa per prima disponibilità sono stati rispettati nel 70% dei casi. E’ importante il ruolo dell’Help Desk, cioè la struttura che risolve i casi segnalati dai Cup per prenotazioni non adeguate ai tempi. Solo nel 2018, l’Help Desk aziendale ha risolto 100 mila casi nell’intera Sud Est. Nel 2019 l’attività dell’Help Desk verrà incrementata, così come sarà implementato il progetto del “Dove si prescrive si prenota”, cioè la possibilità di prenotare la visita direttamente dal proprio medico di famiglia o dallo specialista. Visti i risultati, è doveroso un focus sul Percorso Oncologico e l’Aiuto Point, in quanto è salita al 90% la percentuale di visite ed esami prenotata direttamente nell’ambulatorio del prescrittore, evitando disagi e lungaggini ai pazienti.

Per quanto riguarda invece l’abbattimento delle liste di attesa in ambito chirurgico, il progetto prevede un investimento di 1,5 milioni di euro. Sono state prese in considerazione le tipologie di interventi che hanno un maggior numero di utenti in lista di attesa. Le linee di intervento riguardano Chirurgia Generale, Urologia, Oculistica e Ortopedia, per le quali è stato calcolato il fabbisogno di sedute operatorie aggiuntive, utili a ad abbattere i tempi di attesa fino ad un massimo di tre mesi. Per gli interventi saranno utilizzati tutti gli ospedali della rete, in modo da decongestionare le strutture più grandi.

In occasione della conferenza stampa, sono stati presentati anche i dati sugli indicatori di salute nell’Area Vasta a partire dal 2015. Il territorio della Asl Toscana sud est dal 2015 al 2017 ha registrato dei miglioramenti (fonte, Prose ARS) in relazione a: riduzione rischio di morte per infarto miocardico a 30 giorni (-15%); riduzione riammissione a 30 giorni di un ricovero per infarto miocardico (-7%); rischio di morte a 30 giorni per ICTUS (-27%); riduzione rischio di morte per scompenso cardiaco a 30 giorni (-11%); riduzione riammissione a 30 giorni per scompenso cardiaco (-6%); riduzione tasso di ospedalizzazione per BPCO (-6%, questo significa che si cura di più nel Territorio, a tutto vantaggio del paziente). Sono tutti parametri che hanno valore inferiore rispetto alla media regionale (l’ospedalizzazione per BPCO è inferiore del 25%, i decessi a 30 giorni per IMA ICTUS e scompenso sono inferiori rispettivamente del 7%,18% e 3%). Ottimo, in particolare, il dato sulle amputazioni del piede diabetico: rispetto al dato regionale, nella Asl Toscana sud est è inferiore del 54%. Tra le criticità su cui è necessario lavorare ancora più intensamente, ci sono i numeri dei parti cesarei e il rischio di complicanze a 30 giorni per intervento laparoscopico di colecistectomia.

«Sono veramente soddisfatto di quello che è stato messo in piedi dalla Regione e dalla nostra Asl per abbattere le liste di attesa – ha commentato Giacomo Termine – Sono cifre importanti per far fronte alle esigenze dei territori. Esigenza, questa, che avevamo fatto presente ormai da tempo. Come rappresentanti dei cittadini, continueremo a monitorare».

L’assessore Saccardi ha concluso sottolineando: «Si tratta di un incremento dell’offerta programmato in seguito ad una delibera regionale. Abbiamo fino ad oggi aumentato il volume delle prestazioni solo con i professionisti interni. Da gennaio a giugno 2019 saranno erogate quasi 20.000 prestazioni in più. Noi monitoriamo l’andamento settimana per settimana e, se ce ne fosse la necessità, andremo a cercare l’offerta dove c’è».

Quasi 3 milioni di euro per il progetto Pronto Badante

Pronto Badante, quasi 3 milioni di euro per proseguire e stabilizzare il progetto regionale nel 2019-2020

Quasi 3 millioni per proseguire il progetto Pronto Badante nel 2019 e 2020. E da quest’anno non si parla più di progetto sperimentale, ma di stabilizzazione degli interventi. A stabilire il proseguimento del progetto Pronto Badante, una delibera presentata dall’assessore al dirittto alla salute e al welfare Stefania Saccardi e approvata dalla giunta nel corso dell’ultima seduta. Delibera che destina al progetto 2.900.000 euro per il biennio 2019-2020.

«Il progressivo invecchiamento della nostra popolazione – dice l’assessore Stefania Saccardi – pone con sempre maggiore urgenza il problema dei bisogni degli anziani e delle loro famiglie. Noi vogliamo dare risposte che rendano meno gravoso il peso della quotidianità, prevenendo l’isolamento e l’esclusione sociale degli anziani e dei familiari che li assistono. Tra queste risposte, c’è il Pronto Badante. Alla luce degli esisti positivi ottenuti dalla sperimentazione del progetto regionale, abbiamo deciso quest’anno di stabilizzare gli interventi previsti dal progetto, per consolidare ulteriormente la qualità del nostro welfare, con politiche sociali innovative e di inclusione».

Il progetto Pronto Badante

Il progetto regionale “Pronto Badante – Interventi di sostegno e integrazione nell’area dell’assistenza familiare in Toscana” è partito in via sperimentale a marzo 2015 sul territorio di Firenze e provincia e, a seguito degli ottimi risultati raggiunti, è stato poi esteso dall’anno successivo a tutta la Toscana. Il progetto ha come obiettivo il sostegno alla famiglia con anziano convivente o all’anziano che vive da solo, nel momento in cui si presenta la prima fase di difficoltà dell’anziano, garantendo la copertura di questo delicato momento, in genere quasi totalmente scoperto, durante il quale la famiglia si trova a vivere una situazione di grave difficoltà, che spesso impedisce di provvedere alle prime azioni necessarie. Questo intervento si propone anche di contrastare la solitudine e il disagio delle persone anziane fragili e delle loro famiglie, promuovendo la socializzazione e l’integrazione sociale.

Il progetto, con il coinvolgimento del Terzo settore, del volontariato e dei soggetti istituzionali presenti sul territorio, prevede l’intervento diretto di un operatore, che si recherà all’abitazione della famiglia dell’anziano, in modo da garantirle un adeguato punto di riferimento per avere informazioni riguardanti i percorsi socio-assistenziali e un sostegno economico, una tantum, per l’attivazione di un rapporto di assistenza familiare con una/un badante.

Il progetto ha previsto anche il coinvolgimento dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (Inps), per l’azione “Sostegno economico“, attraverso la stipula di un’apposita convenzione che ha permesso, fin dal primo anno di sperimentazione del progetto regionale, l’attivazione di una nuova procedura telematica, all’interno del sito istituzionale di Inps, al fine di poter erogare alle persone anziane in difficoltà i libretti famiglia, un utile strumento di facile e rapida usufruibilità: la loro attivazione è funzionale all’effettuazione di un regolare rapporto di lavoro occasionale tra l’anziano e l’assistente familiare, in quanto già comprensivo di oneri previdenziali Inps e assicurativi Inail, ed è propedeutico alla successiva stabilizzazione lavorativa dell’assistente familiare, attraverso la stipula di un contratto di lavoro regolare.

Il numero verde

Il numero verde istituito dalla Regione, 800 59 33 88 è attivo dal lunedi al venerdi dalle 8 alle 19.30 e il sabato dalle 8 alle 15. Dopo la chiamata, un operatore autorizzato interverrà direttamente all’abitazione della famiglia della persona anziana, garantendole un unico punto di riferimento.

I numeri del Pronto Badante da marzo 2016 ad oggi

Ottimi i risultati conseguiti alla fine delle precedenti sperimentazioni attivate su tutto il territorio regionale (1/03/2016 – 28/2/2018): sono infatti arrivate al numero verde oltre 42.000 telefonate, sono state effettuate 12.458 visite, attraverso l’intervento di un operatore autorizzato che si è recato, entro le 48 ore, all’abitazione dell’anziano, e sono stati erogati 8.360 libretti famiglia/buoni lavoro per attivare un primo rapporto di lavoro regolare con una/un assistente familiare. La terza fase di sperimentazione ha preso avvio il 1° marzo 2018 ed è tuttora in corso; e a 10 mesi dall’inizio delle attività sono arrivate oltre 10.000 telefonate al numero verde, sono state effettuate più di 5.000 visite domiciliari e sono stati erogati oltre 3.300 sostegni economici.

Il sistema di rete messo in campo dal progetto regionale Pronto Badante ha coinvolto ben 120 associazioni di volontariato, 80 cooperative sociali, 24 patronati, 19 associazioni di promozione sociale e 12 altri soggetti onlus.

Gli anziani in Italia e in Toscana

Il Rapporto annuale 2018 dell’Istat fotografa l’Italia come uno dei paesi più vecchi al mondo dopo il Giappone, con una stima di 168,7 anziani ogni cento giovani al 1° gennaio 2018. Divario destinato a salire tra 20 anni, con una stima di 265 anziani ogni cento giovani. Si vive più a lungo, ma con una prospettiva di solitudine negli ultimi anni. Il Rapporto analizza infatti, oltre alla popolazione, anche le reti e le relazioni sociali; e la carenza di relazioni diventa isolamento per gli anziani che vivono soli, i quali trascorrono il 70% del tempo in cui sono svegli senza alcuna compagnia (circa 10 ore) e interagiscono con altre persone solo per quattro ore al giorno, soprattutto con familiari non coabitanti (65%), con amici (31%) e con vicini (4%).

Anche in Toscana l’allungamento della vita media è ormai un dato di fatto da diversi anni, la Toscana risulta infatti essere tra le regioni europee più longeve, la 3° in Italia dopo Liguria e Friuli Venezia Giulia. Gli anziani over64enni nel 2017 crescono di circa 3.000 unità rispetto all’anno precedente, per un totale complessivo di oltre 943.000 persone, rappresentando il 25% della popolazione, contro una media italiana del 22% e con una progressiva crescita nel tempo delle classi 75-84 e over85 (grandi anziani), che rappresentano il 53% degli anziani.

Secondo il Rapporto Welfare e salute in Toscana presentato a luglio 2018, la presenza anziana cresce all’interno delle famiglie, i nuclei toscani con almeno un anziano presente sono circa 629.000 e quelli composti soltanto da anziani circa 396.000. Gli anziani che vivono da soli (in solitudine abitativa), al censimento 2011 risultano essere circa 233.000, nel 75% donne e per il i l 67% over74enni.

Sulle pagine dedicate al Pronto Badante sul sito della Regione, tutte le informazioni sul servizio e gli orari del numero verde.

Edilizia residenziale pubblica, parte la nuova legge regionale

Da oggi in vigore la nuova legge regionale sull’edilizia residenziale pubblica. Gli obiettivi sono una maggiore efficienza e più autonomia per i Comuni

Entra oggi in vigore la nuova legge regionale sull’edilizia residenziale pubblica. «Una legge – spiega l’assessore Ceccarelli – che parte dalla precedente lr 41/2015, modificandola con l’obiettivo di garantire più equità, una maggiore efficienza del sistema di governance dell’edilizia pubblica e maggiore autonomia per i Comuni, senza gravare sugli inquilini evitando l’aumento dei canoni di locazione».

Le novità introdotte dalla legge:

La maggiore efficienza della governance del sistema Erp sarà ottenuta non  attraverso la riduzione da 11 a 3 dei Lode, ma tramite una serie di parametri di efficienza che dovranno essere rispettati da tutti i soggetti gestori. Ci sarà un unico contratto di servizio, uguale per tutta la Toscana, che non solo rappresenterà un elemento di equità, ma fisserà per tutti una percentuale degli introiti che sarà destinata alla ristrutturazione degli alloggi.

I Comuni avranno più autonomia. Avranno a disposizione il 40% degli alloggi da assegnare sulla base di graduatorie speciali gestite da loro stessi e potranno anche stabilire una soglia Isee per la decadenza dell’alloggio popolare specifica per il loro territorio ed anche più bassa di quella di 36.151 euro indicata dal testo di legge.

Per quanto riguarda la decadenza dall’assegnazione dell’alloggio popolare, viene introdotta una valutazione patrimoniale dei beni mobili, resa possibile dal sistema ISEE (la soglia fissata è la stessa utilizzata in altri settori pubblici, 36.151,98 €), e resta  confermata tra le cause di decadenza l’accertamento della proprietà immobiliari, anche in altre regioni o in altri Stati.

I canoni di locazione non subiranno aumenti generalizzati. Le uniche variazioni sono previste saranno:
– delle premialità per chi risiede in alloggi a bassa efficienza energetica (e quindi paga bollette più alte) rispetto a chi abita in casa ad alta efficienza energetica (e quindi paga bollette inferiori);
– una maggiorazione del canone di locazione esclusivamente nei casi di appartamenti sottoutilizzati (cioè dove il numero delle persone residenti è inferiore alle potenzialità dell’alloggio) quando il nucleo familiare residente non accetti lo spostamento verso un alloggio di dimensioni più adeguate.

Si introduce inoltre la figura del mediatore sociale e culturale, prevista dalla legge per organizzazione attività volte a evitare possibili conflitti dovuti a differenze culturali all’interno delle comunità residenti negli alloggi Erp. Il mediatore potrà anche essere residente negli alloggi Erp.

Altra novità tra le più significative è  la creazione di un sistema di punteggi legato alla residenza dei richiedenti o alla prestazione di attività lavorativa continuativa di almeno un componente del nucleo familiare nell’ambito territoriale di riferimento del bando. Saranno attribuiti 2 punti per un minimo di 10 anni di legame con l’area interessata, 3 punti per 15 anni, 4 punti per 20 anni. Invece per la presenza continuativa del richiedente nella graduatoria comunale o intercomunale per l’assegnazione degli alloggi, oppure per la presenza continuativa del richiedente nell’alloggio autorizzato, saranno previsti 0,50 punti per ogni anno, fino ad massimo di 6 punti.
Viene inoltre eliminato il limite dei punteggi attribuiti per disagio abitativo (abitazioni precarie o inadatte, incidenza del canone sul reddito, coabitazioni, ecc).

«La nuova legge – prosegue Ceccarelli – rappresenta un ulteriore passo in avanti, nel percorso avviato dalla Regione in questa legislatura. La Giunta regionale ha messo le politiche abitative tra le proprie priorità. Ci eravamo impegnati a destinare all’edilizia popolare 100 milioni in 3 anni e con il 2018 siamo arrivati a 61 milioni. A queste risorse vanno aggiunti i fondi per la ristrutturazione degli alloggi di risulta e per le politiche della casa. Sarebbe importante che il diritto alla casa fosse considerato una priorità anche dal Governo».

Nel dettaglio, oltre agli investimenti per l’erp, la Regione ha messo a disposizione  18,5 milioni di risorse regionali per il contributo affitti, a fronte dei 6,2 milioni dello Stato; 6,5 milioni di euro di risorse regionali per la morosità incolpevole, ad integrazione dei 16,8 milioni statali; oltre a 27 milioni di risorse statali per le ristrutturazioni.

La Giunta regionale è chiamata entro centottanta giorni ad assumere una deliberazione con cui provvede all’organizzazione di un sistema informativo integrato a livello regionale, per consentire la puntuale conoscenza dei dati inerenti al patrimonio ERP e la determinazione di livelli prestazionali atti a garantire la sostenibilità del sistema (con particolare riferimento alla manutenzione del patrimonio ed ai costi di funzionamento amministrativo).

Domani codice giallo per vento forte

La sala operativa unificata permanente della Regione ha diramato un codice giallo per vento per domani

Si attenua l’ondata di maltempo che ha interessato la Toscana nei giorni scorsi. Tuttavia per la giornata di domani, 24 gennaio, la sala operativa unificata permanente della Regione ha emesso un codice giallo per vento forte che interesserà tutta le regione con validità dalla mezzanotte di oggi fino alla mezzanotte di domani. Inoltre è stato esteso fino alle 13 di domani il codice giallo per neve limitatamente alle zone settentrionali dell’Appennino tosco-emiliano (Reno e Romagna Toscana) e quelle orientali (Casentino e Valtiberina).

Nel pomeriggio di oggi, mercoledì, il transito di una moderata perturbazione porterà precipitazioni sparse a partire dalla costa centro-meridionale verso le zone interne e quelle centro-settentrionali. Domani, giovedì, vento forte e residue precipitazioni sull’Appennino orientale.

VENTO. Nella giornata di domani, giovedì, rinforzo del vento di Grecale (nord est) con forti raffiche su gran parte della regione, in particolare sui settori appenninici, sulle pianure settentrionali allo sbocco delle vallate appenniniche, sui crinali delle colline centrali e meridionali, lungo la costa ed in Arcipelago.

NEVE. Oggi, mercoledì, nel pomeriggio possibili nevicate a carattere sparso oltre i 500 metri sulle zone interne, con quota della neve in calo in serata fino a localmente 200-300 metri sulle zone settentrionali. Probabili leggeri accumuli a quote collinari e non significativi a quote di pianura (sotto i 200 metri). Domani, giovedì, fino alla mattina, nevicate su Alto Mugello e Appennino aretino oltre i 300-400 metri.

Per informazioni più dettagliate e per le norme di comportamento da tenere in occasione di tali fenomeni consultare la pagina www.regione.toscana.it/allertameteo.

Aumentano in Toscana i prezzi al consumo

Il dato riferito al 2008, elaborato dall’Ufficio regionale di Statistica, evidenzia l’aumento dei prezzi al consumo di bevande alcoliche e tabacchi, insieme a quelli per le utenze domestiche

Prezzi in aumento in Toscana nel 2018 con l’indice (NIC) che si attesta su un + 1,2%. In particolare aumentano bevande alcoliche, energia elettrica e servizi energetici, mentre diminuiscono istruzione universitaria, apparecchi telefonici, prodotti e apparecchi medicali. Sono alcuni dei dati elaborati dal settore “Sistema informativo di supporto alle decisioni. Ufficio regionale di Statistica” della Regione, che aggiorna e diffonde, sulla base degli ultimi dati sui prezzi al consumo nel 2018 diffusi da Istat, le serie storiche regionali con l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (indicatore NIC), che misura l’inflazione considerando tutti i beni e servizi acquistati dai consumatori.

Gli indici dei prezzi al consumo per aree di prodotti (divisioni di spesa) indicano, in particolare, un aumento, rispetto al 2017, dei prezzi di bevande alcoliche e tabacchi (+3,8% in Toscana, +2,9% in Italia), per abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili (+2,8% in Toscana, +2,5% in Italia), soprattutto per l’aumento dei prezzi per energia elettrica, gas e altri combustibili e per trasporti (+2,7% in Toscana e in Italia).
Diminuiscono, invece, i prezzi per istruzione (-12,6% in Toscana e in Italia), soprattutto per il calo delle spese per l’istruzione universitaria e quelli delle spese per le comunicazioni (-2,8% in Toscana, -3,0% in Italia), per la diminuzione dei prezzi di apparecchi telefonici e fax e, in misura minore, i prezzi di servizi sanitari e per la salute (-0,4% in Toscana, -0,1% in Italia), soprattutto per la contrazione dei prezzi di medicinali, prodotti farmaceutici, attrezzature e apparecchiature medicali

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