Santa Maria della Scala

Tornano gli eventi natalizi di Siena

Venerdì 1 dicembre si apre il ricco calendario di eventi natalizi che animerà la città fino a mercoledì 31 gennaio

La città si prepara alle feste ed è pronta a entrare nel clima natalizio con ‘Tutto il Natale di Siena’. Venerdì 1 dicembre si aprirà ufficialmente il ricco cartellone di eventi natalizi che animerà la città per due mesi, fino a mercoledì 31 gennaio, con oltre 250 eventi tra musica, mercati, mostre d’arte, iniziative solidali, visite guidate e tante iniziative per bambini. La rassegna è promossa dal Comune di Siena – Assessorato al turismo, con il contributo di Banca Monte dei Paschi di Siena e il coinvolgimento delle realtà associative, culturali, artistiche e produttive della città.

La solidarietà inaugura il calendario delle feste. La prima giornata del cartellone sarà all’insegna dell’arte e della solidarietà. Si inizierà con la visita del Museo storico della Misericordia di Siena in Via del Porrione, che a partire dalle ore 9 aprirà le sue porte per scoprire le opere d’arte dei maggiori esponenti della Scuola Senese. L’ingresso è su prenotazione a offerta volontaria, chiamando il numero 0577 210270. Per chi è alla ricerca dei regali di Natale, l’appuntamento è con ‘Porte aperte in Cooperativa’, promossa dalla Cooperativa Riuscita Sociale che aprirà, in via straordinaria, i suoi locali in Via Enea Silvio Piccolomini a partire dalle ore 9.30. Nella sede dell’associazione saranno esposti prodotti artistici lavorati a mano. La mostra è a ingresso libero e può essere visitata dal lunedì al sabato, fino al 23 dicembre.

Arte e natura per la prima giornata di festa. La giornata proseguirà con la mostra ‘Ars Botanica’, allestita all’interno dell’Accademia dei Fisiocritici, che porterà i visitatori alla scoperta dei passaggi toscani attraverso 130 disegni in bianco e nero eseguiti dall’artista senese Sergio Casini. L’esposizione include anche antichi e preziosi libri sul disegno botanico dei secoli XVI e XVIII, ospitati nella biblioteca dei Fisiocritici. La mostra sarà accessibile anche per ipovedenti e non vedenti che potranno toccare e annusare alcune piante. La mostra è a ingresso libero e può essere visitata dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 14, fino a venerdì 29 dicembre. Per informazioni è possibile chiamare il numero 0577 47002 oppure inviare una email a fisiocritici@fisiocritici.it.

Atmosfera magica con le luci di Natale e Sant’Ansano. Dalle ore 16 la città accenderà le luminarie del centro storico, grazie al contributo dei commercianti. Sempre alle ore 16, a illuminarsi sarà anche l’albero della Banca Monte dei Paschi di Siena, in Piazza Salimbeni. A seguire, alle ore 17, l’avvio del cerimoniale della Festa di Sant’Ansano, che segnerà l’inizio dell’Anno Contradaiolo con la solenne processione da Piazza del Campo a Piazza Duomo, dove a seguire sarà celebrata la Messa.

Ambrogio Lorenzetti per tutta la famiglia al Santa Maria della Scala. Le grandi opere di Ambrogio Lorenzetti saranno al centro del percorso didattico per bambini SMS EDU, organizzato all’interno del Santa Maria della Scala. Dalle ore 17.30 alle ore 19, i più piccoli potranno conoscere da vicino il grande artista del Trecento, attraverso gli affreschi e le decorazioni contenute nell’Antico Ospedale con visite guidate e laboratori artistici. Il percorso, a pagamento e su prenotazione, è in programma fino a venerdì 19 gennaio. Per informazioni è possibile chiamare il numero 0577 534531, inviare una email a bambimus@comune.siena.it o consultare il sito www.santamariadellascala.com.

La musica con la Accademia Musicale Chigiana e Un Tubo. La notte di venerdì 1 dicembre si accenderà con due appuntamenti musicali: il primo alle ore 21, con la rassegna concertistica Micat in Vertice dell’Accademia Musicale Chigiana e il concerto ‘Melingo Anda’, eseguito da Daniel Melingo, voce e clarinetto; Lalo Zanelli, pianoforte e voce; Romain Lécuyer, contrabbasso e voce; Facundo Torres, bandoneon e voce; Muhammad Habbibi Guerra, chitarra elettrica e voce. Il concerto, a pagamento, si terrà a Palazzo Chigi Saracini in Via di Città. Alle ore 22 spazio al jazz con la performance ‘Filippo Vignato 4tet -Harvesting Minds’ presso Un Tubo, nel Vicolo del Luparello. L’evento è a pagamento e su prenotazione.

Info. “Tutto il Natale di Siena” è il cartellone degli eventi dedicato alle feste, promosso dal Comune di Siena Assessorato al turismo, main sponsor Banca Monte dei Paschi di Siena. Il programma completo è disponibile su www.enjoysiena.it e www.comune.siena.it. La rassegna è realizzata con risorse dell’imposta di soggiorno. Per info è possibile contattare l’ufficio dell’assessorato al turismo ai numeri 0577 292128-178-206, scrivere una mail a turismo@comune.siena.it. Sui social per essere sempre aggiornati sulle iniziative è possibile seguire l’hashtag #natalesiena nei profili di EnjoySiena su Facebook, Google+, Tumblr, Instagram, Pinterest, YouTube. Su Twitter è possibile seguire anche il profilo @NataleSiena.

 

Siena rende omaggio alla regista Chantal Akerman

Artista, filmaker, scrittrice e attrice, Chantal Akerman (Bruxelles, 6 giugno 1950 – Parigi, 5 ottobre 2015) è stata consacrata dalla critica come una delle più importanti registe della scena europea già negli anni Settanta

Domenica 1 ottobre alle 17 nella Sala San Galgano, a due anni dalla sua scomparsa, la città di Siena ed il Santa Maria della Scala, nell’ambito del 21° Terra di Siena Film Festival, rendono omaggio a Chantal Akerman con la proiezione del documentario di Marianne Lambert I Don’t Belong Anywhere: The Cinema of Chantal Akerman (2015) e l’installazione di Chantal Akerman Une voix dans le désert (2002), in mostra al Santa Maria della Scala dal 1 al 15 ottobre 2017 con l’organizzazione di Opera – Civita.

Artista, filmaker, scrittrice e attrice, Chantal Akerman (Bruxelles, 6 giugno 1950 – Parigi, 5 ottobre 2015) è stata consacrata dalla critica come una delle più importanti registe della scena europea già negli anni Settanta. Il documentario di Marianne Lambert – che sarà proiettato nella Sala San Galgano del Santa Maria della Scala il primo ottobre alle 17 – ne ripercorre la straordinaria produzione artistica tra Bruxelles, New York, Parigi e Tel Aviv. La filmografia di Akerman ha attraversato movimenti e generi, dalla Nouvelle Vague al New American Cinema, dai documentari sperimentali alle commedie brillanti. I suoi film hanno costituito una inesauribile fonte d’ispirazione per registi del calibro di Gus Van Sant, Todd Haynes e Sofia Coppola. Intervistato da Lambert, Van Sant ha raccontato l’influenza decisiva che Jeanne Dielman, 23, quai du commerce, 1080 Bruxelles (1975) ha esercitato sul suo Last Days (2005), film ispirato agli ultimi giorni della vita di Kurt Cobain. Dagli anni Novanta, Akerman si è dedicata alla produzione di installazioni film-based che hanno rivoluzionato il rapporto tra cinema e museo. Video-installazioni come Woman Sitting After Killing (2001), De l’autre côté (2002) e NOW (2015) sono state esposte, tra le altre, a dOCUMENTA e alla Biennale di Venezia.

L’installazione Une voix dans le désert (2002), in mostra al Santa Maria della Scala dal 1 al 15 ottobre 2017, assume come fulcro simbolico un tema che ha permeato l’intera produzione artistica di Akerman: la frontiera. Nel 2002, al confine tra Stati Uniti e Messico – più precisamente, tra Agua Prieta, cittadina messicana nello stato di Sonora, e Douglas, la città dall’altro lato –, Chantal Akerman ha realizzato De l’autre côté, lungometraggio sperimentale che si configura come una meditazione sul grande nodo dell’immigrazione clandestina. Naturale estensione di questo film, Une voix dans le désert (2002) costituisce il frammento conclusivo dell’installazione tripartita che la regista ha presentato a Kassel in occasione dell’undicesima edizione di dOCUMENTA. Sullo schermo di Une voix dans le désert viene proiettato un secondo schermo, che si staglia sul deserto che separa Arizona e Messico. Tra due alture – una nordamericana e una messicana – Akerman ha installato uno schermo bianco largo dieci metri. Le immagini conclusive di De l’autre côté si susseguono sulla superficie di questo spazio metaforico, scandite dalla voce di Akerman e dal violoncello di Sonia Wieder-Atherton.

“Queste immagini e questi suoni sono stati visti e ascoltati da entrambi i lati della frontiera. Abbiamo filmato questo schermo nel corso di alcuni giorni e di alcune notti. Tra tutte queste immagini abbiamo selezionato un’ora, un’inquadratura che inizia al termine della notte e si conclude con l’inizio del giorno.” (Chantal Akerman)

1 ottobre, ore 17,

Sala San Galgano, Santa Maria della Scala, Siena

Proiezione a ingresso gratuito del documentario di Marianne Lambert, I Don’t Belong Anywhere: The Cinema of Chantal Akerman (2015)

Belgio, 2015, v.o. francese/inglese con sottotitoli in italiano

 

1-15 ottobre

Sala Vieri Mascioli, Santa Maria della Scala, Siena

Chantal Akerman, Une voix dans le désert (2002)

Installazione, Courtesy of the Chantal Akerman Foundation and Marian Goodman Galery, New York, London, Paris

 

Conclusi i lavori di messa a norma del Santa Maria della Scala

Conclusi per il WTUnesco i lavori di messa in sicurezza dell’antico Spedale. Ora il Santa Maria può ospitare 1000 persone

In occasione del WTU – World Tourism Unesco – in programma dal 22 al 24 settembre, riapre Palazzo Squarcialupi, l’ala del Santa Maria della Scala chiusa dal 2012. Sono infatti completati i lavori di messa in sicurezza dell’antico Spedale, che è oggi a tutti gli effetti completamente a norma. Un risultato straordinario, tenendo conto da un lato che si tratta di un immobile storico e vincolato, dall’altro che da oggi il Santa Maria è uno dei pochissimi musei italiani ospitati da un edificio storico che rispetta pienamente la normativa di sicurezza e antincendio.

I lavori, iniziati nel 2014, sono stati ingenti e hanno costituito l’occasione anche per alcuni interventi di restauro e di modernizzazione finalizzati a rendere gli ambienti espositivi di Palazzo Squarcialupi adatti ad ospitare grandi mostre, dotandoli di tutte le strumentazioni e gli apparati necessari per garantire alle opere un ambiente sicuro e climaticamente stabile.

I numeri degli interventi parlano chiaro:

La superficie

16.000 mq

La dimensione dell’area interessata dagli interventi

La sorveglianza

1

centrale di controllo

90

rivelatori antintrusione

55

telecamere di videosorveglianza

La Sicurezza

13

uscite di emergenza

105

porte resistenti al fuoco

3

cortine antincendio

360

rivelatori di fumo

540

lampade di emergenza

1

impianto idrico antincendio con 23 naspi

1

impianto spegnimento water mist

3

impianti di spegnimento ad areosol

2

impianti di sovrappressione

1

impianto generale di evacuazione vocale

120

estintori

800

cartelli per la sicurezza

Il Microclima

3500 mq

La superficie climatizzata, con controllo di umidità e temperatura

14

Unità di Trattamento Aria

I costi

1.800.000 €

adeguamento antincendio

300.000 €

messa a norma degli impianti elettrici e di sicurezza

80.000 €

microclima

50.000 €

illuminazione

Con questi interventi il Santa Maria della Scala è in grado di portare la propria capienza a circa 1.000 persone presenti contemporaneamente nel museo, a fronte delle 180 che ha potuto ospitare fino a ieri.

Nei prossimi mesi il Santa Maria sarà oggetto di ulteriori interventi di sicurezza e antincendio, finalizzati a dotarlo di altre uscite di sicurezza e vie di fuga e ad adeguare, con gli stessi standard utilizzati negli interventi appena terminati, anche gli ambienti espositivi e non, come ad esempio magazzini e depositi, dei livelli inferiori e ad aumentare ulteriormente la capienza, portandola a circa 1.800 persone.

«È una grande soddisfazione – dichiara il direttore del Santa Maria Daniele Pitteri – aver portato a termine, e nei tempi previsti, questi lavori che ci consentono di recuperare i circa 1500 mq espositivi di Palazzo Squarcialupi, di aumentare la capienza del museo, di essere dotati di un sistema di sicurezza di grande livello tecnologico. Si è trattato di interventi molto complessi, perché ci siamo trovati ad operare in ambienti antichi e vincolati e riuscire a renderli efficienti in termini di antincendio e sicurezza, nonché dotati di alti standard qualitativi relativamente alla conservazione e all’esposizione delle opere, ha richiesto un lavoro di concertazione costante in particolare con il comando dei Vigili del Fuoco. Grande merito va dato allo staff tecnico del Santa Maria, che ha diretto i lavori, e coordinato tutti gli interventi, progettandone una parte e confrontandosi costantemente con gli altri progettisti coinvolti».

«La soddisfazione maggiore – spiega il sindaco Bruno Valentini – è determinata dall’essere riusciti in un’operazione fino ad oggi ritenuta quasi impossibile in Italia, ossia il totale rispetto della normativa, senza alcuna deroga, in un museo ospitato da un edificio storico. La sicurezza delle opere, dei lavoratori e dei visitatori è un tema di grande rilevanza, che non può essere messo in secondo piano. Per noi si è trattato di un obiettivo prioritario, che rende il Santa Maria un esempio su scala nazionale e rimedia agli errori di programmazione del passato».

Siena capitale del turismo mondiale

Il Wte – World Tourism Event 2017 si terrà a Siena dal 22 al 24 settembre, nella suggestiva sede del Complesso museale del Santa maria della Scala

Si terrà dal 22 al 24 settembre prossimo a Siena, nel Complesso museale del Santa Maria della Scala, l’edizione 2017 del WTE World Tourism Event, il Salone mondiale del Turismo delle città e siti Patrimonio Unesco, organizzato con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, del MIBACT, dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale Unesco, della Regione Toscana, del Comune di Siena e con il supporto di Enit e di Toscana Promozione Turistica.

Oltre all’esposizione aperta al pubblico ad ingresso gratuito, nella quale si potranno ammirare e conoscere i numerosi siti Unesco presenti e avere tutte le informazioni per  organizzare un viaggio da sogno, vi saranno anche molti momenti di approfondimento.

Il programma ufficiale della manifestazione è stato presentato nella sede della Regione Toscana in Piazza Duomo a Firenze, alla presenza dell’Assessore al Turismo della Regione, Stefano Ciuffo, del sindaco di Siena Bruno Valentini e dell’assessore al Turismo Sonia Pallai, del coordinatore scientifico dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale Unesco, Carlo Francini, del direttore di Toscana Promozione Turistica Alberto Peruzzini e di Marco Citerbo, organizzatore del Salone.

IL PROGRAMMA – Tra le novità del Salone la presenza, quest’anno per la prima volta, delle candidature alla Heritage List Unesco. Come quella a patrimonio culturale immateriale Unesco della Cerca e cavatura del tartufo in Italia, promossa dall’Associazione Nazionale Città del Tartufo. Ad essa sarà dedicato un incontro venerdì 22 settembre alle 12,30 (Sala della Bibliotechina).

Sabato 23 alle  10 sarà, invece, presentata la candidatura della Via Francigena in Toscana, sempre nella Sala della Bibliotechina, a cura delle Regione Toscana, mentre alle 17 la Sala San Galgano ospiterà “Bradisismo, vivere in un vulcano”, candidatura dei Campi Flegrei a Patrimonio Unesco, a cura dei Comuni Flegrei, Città Metropolitana di Napoli.

Uno degli appuntamenti più significativi sarà senza dubbio il Convegno dal titolo “Il Piano Strategico del Turismo, la declinazione sui Siti Unesco”, a cura dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale Unesco in collaborazione con il Ministero dei Beni Artistici Culturali e del Turismo, previsto per la giornata inaugurale, venerdì 22 settembre alle 15 (Sala San Galgano). Il direttore generale del Turismo al Ministero, dottor Francesco Palumbo, dialogherà con i gestori dei siti Unesco e diversi stakeholders del settore.

Sempre venerdì 22 settembre, la Sala Bibliotechina ospiterà anche la tavola rotonda “Analisi della capacità di carico nei Siti Unesco”, a cura dell’Università di Firenze in collaborazione con il Comune di Firenze e l’Associazione Beni italiani Patrimonio Mondiale UNESCO, un momento di riflessione sulle criticità imposte da turismo nei diversi siti (ore 10) e l’incontro “Airificazione delle città: uno studio sull’impatto degli affitti a breve termine in Italia”, a cura del Comune e dell’Università degli Studi di Siena, Laboratorio Ladest.

Sabato 23 settembre spazio anche alla scuola con il workshop organizzato dall’Associazione Beni Italiani Patrimonio mondiale Unesco, che festeggia a Siena il primo compleanno del progetto Patrimonio Mondiale nella #scuola, creato e realizzato proprio per divulgare la conoscenza del patrimonio italiano Unesco e promuovere la consapevolezza del suo autentico valore e significato presso i cittadini più giovani, attraverso il portale didattico www.patrimonionellascuola.it. L’appuntamento è alle ore 14,00 nella Sala della Bibliotechina.

Sabato sarà anche la giornata dedicata, come ormai è tradizione del Salone, al Turismo sostenibile e culturale, con i premi de L’Agenzia di Viaggi, il primo network multimediale dell’informazione turistica in Italia. Due i riconoscimenti assegnati, ogni anno, ad agenzie di viaggi, tour operator e istituzioni: il Premio Turismo Responsabile Italiano e il Premio Turismo Cultura, che saranno consegnati appunto sabato a partire dalle 10 nella Sala San Galgano a coloro che si saranno particolarmente distinti per proposte turistiche innovative e attente alla sostenibilità e alla promozione culturale del nostro Paese.

Infine, domenica 24 settembre, apertura dedicata alla dieta mediterranea con la tavola rotonda “Tipicità, Prodotti agroalimentari tradizionali e agrobiodiversità nei territori Unesco della   Toscana” a cura di Regione Toscana /Direzione Agricoltura e sviluppo rurale. (ore 10 Sala della Bibliotechina).

Per capire e promuovere il trend che sempre di più porta in Italia futuri sposi alla ricerca di una location unica per il matrimonio, l’Associazione Beni Italiani Patrimonio mondiale Unesco ha organizzato anche il workshop Dirsi Si nelle città Unesco, in collaborazione con la rivista Siti Unesco che ha lanciato proprio quest’estate la rubrica omonima. (Domenica 24 settembre, ore 15 Sala della Bibliotechina).

Molti anche gli appuntamenti di approfondimento dei siti Unesco presenti al WTE, un’occasione per i visitatori di conoscere i luoghi Patrimonio dell’Umanità, le loro tradizioni, la loro storia e la loro cultura. Si comincia venerdì 22 con “Bulgaria – So much to share”, incontro a cura di Sofia Tourism Administration (ore 12 Sala San Galgano), quindi con la presentazione dei siti Unesco della Lituania, paese bellissimo e tutto da scoprire, a cura dell’Ente Turismo della Lituania (ore 17 – Sala Bibliotechina). Sabato 23 settembre sarà la volta della Regione della Macedonia centrale, con la presentazione “Cultural Tourism in the Region of Central Macedonia” (ore 12 Sala San Galgano) e della Regione Toscana, ancora protagonista con l’incontro “Le Vie dei Medici, percorsi didattici nelle Ville e Giardini Medicei” (ore 12 – Sala Bibliotechina). Nel pomeriggio, protagonisti i beni gestiti dal Fai a cui è dedicato l’incontro “Worldheritage: Esperienza, divertimento e conoscenza – il nuovo approccio di visita nei beni gestiti dal FAI” (ore 15 – Sala San Galgano) e Pompei senza barriere, percorso per l’accessibilità ai disabili a cura della Sovrintendenza di Pompei (ore 16 Sala della Bibliotechina). Domenica 24, infine, spazio (ore 11 Sala Bibliotechina) alla letteratura con Urbino e le Città del Libro: un festival letterario nel cuore di un sito Unesco, a cura della Città di Urbino e ai siti Unesco della Regione Campania, protagonisti del convegno nella Sala San Galgano, a partire dalle 10.

A fine ottobre la grande mostra su Ambrogio Lorenzetti

La mostra sarà allestita negli spazi del Santa Maria della Scala dal 22 ottobre 2017 al 21 gennaio 2018

A Siena, negli spazi del Santa Maria della Scala, dal 22 ottobre 2017 al 21 gennaio 2018, sarà allestita la mostra dal titolo Ambrogio Lorenzetti. L’esposizione, promossa e finanziata dal Comune di Siena, gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica che sarà presente alla cerimonia d’inaugurazione il 20 ottobre, e del patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Regione Toscana, si preannuncia come l’evento più importante dell’anno tra le esposizioni organizzate non solo a Siena ma anche in Italia.

La mostra rappresenta in realtà il culmine di un progetto scandito “in più tappe”, avviato nel 2015 con l’iniziativa Dentro il restauro e mirato ad una profonda conoscenza dell’attività dell’artista, ad una migliore conservazione delle sue opere e a favorirne l’avvicinamento da parte del pubblico. Con Dentro il restauro, realizzato grazie al contributo del MiBACT per Siena Capitale Italiana della Cultura 2015, sono state trasferite al Santa Maria della Scala alcune importanti opere dell’artista che necessitavano di indagini conoscitive, di interventi conservativi e di veri e propri restauri:  il ciclo di affreschi staccati della chiesa di san Galgano a Montesiepi e il polittico della chiesa di San Pietro in Castelvecchio a Siena (nell’occasione più correttamente ricomposto e riunito con l’originaria cimasa raffigurante il Redentore benedicente) sono stati allestiti in un cantiere di restauro ‘aperto’, fruibile dalla cittadinanza e dai turisti. I restauri sono proseguiti con l’apertura di altri due cantieri, il primo nella chiesa di San Francesco, volto al recupero degli affreschi dell’antica sala capitolare dei frati francescani senesi e l’altro nella chiesa di Sant’Agostino, nel cui capitolo Ambrogio Lorenzetti dipinse un ciclo di storie di Santa Caterina e gli articoli del Credo.

In mostra e nel catalogo torneranno così a vivere idealmente i cicli di affreschi del capitolo e del chiostro della chiesa francescana senese, che tra l’altro contenevano la prima rappresentazione di una tempesta nella storia della pittura occidentale (nella quale spiccava la “grandine folta in su e’ palvesi”, scrisse Ghiberti); il ciclo di dipinti della chiesa agostiniana senese, modello esemplare ancora nel primo Quattrocento, quando si approntò l’armadio delle reliquie della cattedrale; quello della cappella di San Galgano a Montesiepi, a tal punto fuori dai canoni della consolidata iconografia sacra che i committenti pretesero delle sostanziali modifiche a pochi anni dalla loro conclusione. Così come sarà possibile – almeno in parte – presentare in mostra la serie di dipinti che formava un insieme davvero unico, privo di paralleli in tutta Europa: la serie delle pale d’altare dei Santi patroni allestite nella cattedrale di Siena tra il 1330 e il 1350 circa e commissionate a Simone Martini, a Bartolomeo Bulgarini, a Pietro e ad Ambrogio Lorenzetti.

Ambrogio Lorenzetti, nonostante sia considerato uno degli artisti più importanti dell’Europa trecentesca è ancora poco conosciuto al pubblico per quel che concerne la sua grande produzione artistica. Gli studi – spesso di livello altissimo – si sono concentrati,  infatti, quasi esclusivamente sui suoi affreschi del Palazzo Pubblico di Siena, le allegorie e gli effetti del buono e del cattivo governo sulla città e il suo contado, manifesti cruciali dell’etica politica delle città-stato italiane nella tarda età comunale e in specie del governo senese dei Nove. Ma la densità concettuale di questo insieme di affreschi hanno messo in ombra il resto delle sue opere pittoriche. Si pensi che su Ambrogio Lorenzetti non esiste nemmeno una moderna e affidabile monografia scientifica. La mostra, preceduta da un’intensa attività di ricerca e dalle importanti campagne di restauro, rappresenta dunque l’occasione per provare a ricostruire la sua imponente attività. Una tale iniziativa è possibile soltanto nella città di Siena, che conserva all’incirca il settanta per cento delle opere oggi conosciute del pittore. Ma la mostra – grazie a una serie di richieste di prestito molto mirate (saranno esposte tra le altre opere provenienti dal Louvre, dal National Gallery, dalla Galleria degli Uffizi, dai Musei Vaticani, dallo Städel Museum di Francoforte, dalla Yale University Art Gallery)  – ambisce a reintegrare pressoché interamente la vicenda artistica di Ambrogio Lorenzetti, facendo nuovamente convergere a Siena dei dipinti che in larghissima parte furono prodotti proprio per cittadini senesi e per chiese della città.

Il percorso espositivo della mostra sarà arricchito inoltre  dalla presenza di un’audioguida in 5 lingue distribuita al pubblico e da alcuni interventi videofilmati, sia di taglio informativo che di taglio suggestivo/narrativo.

La mostra è curata da Alessandro Bagnoli, Roberto Bartalini e Max Seidel, autori anche del corposo volume che accompagna l’esposizione, mentre gli allestimenti saranno realizzati dallo Studio Guicciardini&Magni.

Manca poco alla grande mostra su Ambrogio Lorenzetti

L’esposizione sarà allestita al Santa Maria della Scala dal 22 ottobre 2017 al 21 gennaio 2018

A Siena, nel Santa Maria della Scala, dal 22 ottobre 2017 al 21 gennaio 2018, sarà allestita la mostra dal titolo Ambrogio Lorenzetti. L’esposizione, promossa e finanziata dal Comune di Siena, gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica che sarà presente alla cerimonia d’inaugurazione il 20 ottobre, e del patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Regione Toscana, si preannuncia come l’evento più importante dell’anno tra le esposizioni organizzate non solo a Siena ma anche in Italia.

La mostra rappresenta in realtà il culmine di un progetto scandito “in più tappe”, avviato nel 2015 con l’iniziativa Dentro il restauro e mirato ad una profonda conoscenza dell’attività dell’artista, ad una migliore conservazione delle sue opere e a favorirne l’avvicinamento da parte del pubblico. Con Dentro il restauro, realizzato grazie al contributo del MiBACT per Siena Capitale Italiana della Cultura 2015, sono state trasferite al Santa Maria della Scala alcune importanti opere dell’artista che necessitavano di indagini conoscitive, di interventi conservativi e di veri e propri restauri:  il ciclo di affreschi staccati della chiesa di san Galgano a Montesiepi e il polittico della chiesa di San Pietro in Castelvecchio a Siena (nell’occasione più correttamente ricomposto e riunito con l’originaria cimasa raffigurante il Redentore benedicente) sono stati allestiti in un cantiere di restauro ‘aperto’, fruibile dalla cittadinanza e dai turisti. I restauri sono proseguiti con l’apertura di altri due cantieri, il primo nella chiesa di San Francesco, volto al recupero degli affreschi dell’antica sala capitolare dei frati francescani senesi e l’altro nella chiesa di Sant’Agostino, nel cui capitolo Ambrogio Lorenzetti dipinse un ciclo di storie di Santa Caterina e gli articoli del Credo.

In mostra e nel catalogo torneranno così a vivere idealmente i cicli di affreschi del capitolo e del chiostro della chiesa francescana senese, che tra l’altro contenevano la prima rappresentazione di una tempesta nella storia della pittura occidentale (nella quale spiccava la “grandine folta in su e’ palvesi”, scrisse Ghiberti); il ciclo di dipinti della chiesa agostiniana senese, modello esemplare ancora nel primo Quattrocento, quando si approntò l’armadio delle reliquie della cattedrale; quello della cappella di San Galgano a Montesiepi, a tal punto fuori dai canoni della consolidata iconografia sacra che i committenti pretesero delle sostanziali modifiche a pochi anni dalla loro conclusione. Così come sarà possibile – almeno in parte – presentare in mostra la serie di dipinti che formava un insieme davvero unico, privo di paralleli in tutta Europa: la serie delle pale d’altare dei Santi patroni allestite nella cattedrale di Siena tra il 1330 e il 1350 circa e commissionate a Simone Martini, a Bartolomeo Bulgarini, a Pietro e ad Ambrogio Lorenzetti.

Ambrogio Lorenzetti, nonostante sia considerato uno degli artisti più importanti dell’Europa trecentesca è ancora poco conosciuto al pubblico per quel che concerne la sua grande produzione artistica. Gli studi – spesso di livello altissimo – si sono concentrati,  infatti, quasi esclusivamente sui suoi affreschi del Palazzo Pubblico di Siena, le allegorie e gli effetti del buono e del cattivo governo sulla città e il suo contado, manifesti cruciali dell’etica politica delle città-stato italiane nella tarda età comunale e in specie del governo senese dei Nove. Ma la densità concettuale di questo insieme di affreschi hanno messo in ombra il resto delle sue opere pittoriche. Si pensi che su Ambrogio Lorenzetti non esiste nemmeno una moderna e affidabile monografia scientifica. La mostra, preceduta da un’intensa attività di ricerca e dalle importanti campagne di restauro, rappresenta dunque l’occasione per provare a ricostruire la sua imponente attività. Una tale iniziativa è possibile soltanto nella città di Siena, che conserva all’incirca il settanta per cento delle opere oggi conosciute del pittore. Ma la mostra – grazie a una serie di richieste di prestito molto mirate (saranno esposte tra le altre opere provenienti dal Louvre, dal National Gallery, dalla Galleria degli Uffizi, dai Musei Vaticani, dallo Städel Museum di Francoforte, dalla Yale University Art Gallery)  – ambisce a reintegrare pressoché interamente la vicenda artistica di Ambrogio Lorenzetti, facendo nuovamente convergere a Siena dei dipinti che in larghissima parte furono prodotti proprio per cittadini senesi e per chiese della città.

Il percorso espositivo della mostra sarà arricchito inoltre  dalla presenza di un’audioguida in 5 lingue distribuita al pubblico e da alcuni interventi videofilmati, sia di taglio informativo che di taglio suggestivo/narrativo.

La mostra è curata da Alessandro Bagnoli, Roberto Bartalini e Max Seidel, autori anche del corposo volume che accompagna l’esposizione, mentre gli allestimenti saranno realizzati dallo Studio Guicciardini&Magni.

Siena capofila del progetto “Medioevo in Toscana: la Via Francigena”

Deliberato dalla Giunta lo schema di accordo di programma con la regia regionale e la collaborazione di altri Comuni “francigeni”

Approvato un progetto di rete su alcuni dei luoghi maggiormente suggestivi e iconici del tracciato toscano della Via Francigena, finalizzato a consolidare la vocazione turistica del percorso storico e a valorizzarne le potenzialità in termini di sviluppo del territorio, grazie a un importante cofinanziamento del Programma Operativo Regionale 2014/2020 che si avvale dei finanziamenti comunitari FESR.

La giunta comunale ha approvato lo schema di accordo di programma sull’area tematica “Il Medioevo in Toscana: la via Francigena” che, sotto la regia dell’Assessorato regionale alla Cultura, annovera il Comune di Siena in qualità di capofila in collaborazione con i Comuni di Monteriggioni, Montalcino, San Gimignano e Lucca.

Il progetto prevede, in particolare, importanti interventi infrastrutturali al complesso museale Santa Maria della Scala, luogo simbolico in quanto ex sede ospedaliera e di accoglienza dei pellegrini, oltre che “grande attrattore” intorno al quale si è sviluppato lo studio di fattibilità che porterà al recupero e restauro della sua strada interna, tratto della Francigena, della cosiddetta “Corticella” e di nuovi spazi di deposito ed espositivi del patrimonio storico-artistico. L’azione di riorganizzazione e riallestimento dei locali sarà accompagnata dall’implementazione di apparati informativi e digitali, strumenti di didascalizzazione, audio-video guide e sistemi di segnaletica integrata, con l’obiettivo di creare connessioni tra i centri storici diffusi lungo la Francigena attraverso lo sviluppo di un sistema di comunicazione integrato e la costruzione di una rete che permetta di programmare attività e iniziative di valorizzazione e promozione.

«Essere capofila di questo progetto – afferma il sindaco Bruno Valentini – ci rende orgogliosi perché riafferma l’importanza e la centralità di Siena nel quadro delle azioni di valorizzazione e promozione della Via Francigena. Da una parte, ciò è legato all’ubicazione strategica della nostra città lungo la direttrice che da nord conduce a Roma, ma soprattutto ciò discende dagli importanti investimenti programmatici e progettuali che abbiamo realizzato in questi anni sul Santa Maria della Scala come grande polo culturale regionale e nazionale».

«Grazie a questi interventi – prosegue Valentini – il Santa Maria della Scala potrà beneficiare di importanti risorse esterne per proseguire e rafforzare il percorso di messa a norma e di riqualificazione dei suoi spazi, che stiamo potenziando, grazie anche all’intercettazione di fondi europei e alla concertazione con la Regione Toscana. Questo progetto ha un valore di 5 milioni e, fra i cinque Comuni coinvolti, saremo i primi a utilizzare tali risorse nei cantieri».

Oltre ai circa 5 milioni che interessano il Santa Maria della Scala, di cui 3 milioni e 340mila euro di contributo a valere sul triennio 2017/19, il progetto generale riguarda anche gli altri quattro Comuni con un contributo complessivamente equivalente, sia pure con tempistiche più lunghe.

Il tavolo tecnico, composto dai rappresentanti della Regione Toscana e dei cinque Comuni, costituirà il soggetto propulsore per lo sviluppo delle attività per la creazione della rete tematica della via Francigena e per la realizzazione e il monitoraggio degli interventi previsti.

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