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La videosorveglianza arriva in ospedale

«Più sicurezza per professionisti, pazienti e visitatori grazie all’attivazione del servizio di videosorveglianza al policlinico Santa Maria alle Scotte». Lo annuncia il direttore generale, Valtere Giovannini, considerando che da lunedì 6 maggio saranno attive 42 telecamere, posizionate in punti strategici dell’ospedale, sia all’interno che all’esterno. Altre 8 verranno installate nei prossimi mesi, per un investimento di circa 34mila euro. Entro la fine dell’anno inoltre ci sarà un ulteriore potenziamento del sistema.
«Si tratta di un progetto a cui abbiamo lavorato con grande attenzione e impegno – aggiunge Valtere Giovannini – nel rispetto del diritto alla salute e della sicurezza sul luogo di lavoro. Grazie a un team multidisciplinare, coordinato dal Dipartimento Tecnico e confrontandoci con le Organizzazioni Sindacali, abbiamo valutato tutti gli aspetti legati al rispetto della privacy e recepito le indicazioni fornite dalla Regione Toscana, relative alle misure urgenti da adottare per garantire la sicurezza dei professionisti sanitari».
Il sistema di videosorveglianza, che consentirà di ridurre, se non eliminare, le condizioni di rischio, risponde quindi all’esigenza di supportare tutti gli utenti, interni ed esterni dell’ospedale, per evitare situazioni di rischio, con particolare attenzione a furti e aggressioni e si affianca al sistema di vigilanza interna, già attivo. Le immagini saranno registrate e conservate per il tempo necessario e costantemente monitorate.
«Il nostro impegno – conclude Giovannini – continuerà ad essere massimo in quest’ambito e saremo sempre pronti a migliorare il servizio, perché l’ospedale deve essere la casa di tutti e una casa deve essere in primo luogo sicura e accogliente per i nostri professionisti, i nostri malati e i cittadini».

Chirurgia robotica, asportazione di due tumori contemporaneamente. Effettuato a Siena un intervento unico nel suo genere in Toscana e tra i pochi in Italia

Effettuato a Siena, al policlinico Santa Maria alle Scotte, un intervento unico nel suo genere in Toscana e tra i pochi in Italia, di asportazione di due tumori contemporaneamente in chirurgia robotica. Si tratta di un intervento combinato realizzato in collaborazione tra chirurghi toracici e urologi di rimozione di un tumore del mediastino e di un tumore del rene in una paziente affetta anche da altre patologie pregresse.
L’intervento si è svolto in due fasi, la prima, eseguita dall’urologo Filippo Gentile, che ha effettuato l’asportazione robot assistita del tumore del rene e, successivamente, nella stessa seduta operatoria, è intervenuto il chirurgo toracico Luca Luzzi per l’asportazione completa, sempre robot assistita, del timo con il timoma al suo interno, con il prezioso contributo dei professionisti di sala operatoria, altamente qualificati e dedicati all’attività di chirurgia robotica. L’intervento è durato complessivamente 3 ore e 10 minuti. La paziente è stata dimessa in ottime condizioni generali in 4^ giornata postoperatoria.
«La chirurgia robot assistita – spiega Luca Luzzi – ha permesso di asportare radicalmente due tumori potenzialmente mortali in una paziente “fragile”, con un minimo impatto chirurgico ed un recupero funzionale praticamente immediato. In entrambe le patologie la chirurgia robotica rappresenta, in casi selezionati, il golden standard del trattamento, la combinazione delle due tecniche ha massimalizzato in questa paziente il risultato clinico. La paziente – aggiunge Luzzi – è tornata al controllo dopo 30 giorni dall’intervento e presenta condizioni ottimali. La procedura eseguita ha un alto valore non solo tecnico ma di ricaduta clinica con beneficio per la paziente».
Un risultato raggiunto grazie anche alla casistica robotica che vede l’Urologia effettuare circa il 60% degli interventi in modalità robotica, con circa 900 interventi dall’inizio dell’attività e la Chirurgia Toracica con oltre 200 interventi.
«L’eccezionalità dell’intervento – conclude l’urologo Filippo Gentile – sta nel fatto di aver operato contemporaneamente, in sole 3 ore, due tumori presenti in due distretti anatomici indipendenti, il torace e l’addome, cosa che fino a pochi anni fa avrebbe richiesto più tempo ed un maggiore impatto biologico per il paziente, tanto da sconsigliarlo a favore di due procedure differite con maggiore ospedalizzazione e due anestesie generali».
Il buon esito della procedura è sicuramente il frutto di una collaborazione multidisciplinare di alte professionalità, considerando che la paziente era seguita, per patologie pregresse, dall’UOC Ematologia, diretta dalla professoressa Monica Bocchia. Dopo discussione collegiale del caso, è stata quindi presa in carico dalla UOC Urologia, diretta dal dottor Gabriele Barbanti e dalla UOC Chirurgia Toracica, diretta dal professor Piero Paladini, valutata dalla UOC Anestesia, diretta dal dottor Pasquale D’Onofrio e seguita, dal punto di vista anestesiologico, dal dottor Armando Fucci, insieme all’équipe del dottor Marcello Pasculli, direttore UOC terapia Intensiva Post-Operatoria.

Nuovo ambulatorio specialistico di chirurgia generale ed epatobiliopancreatica attivo al policlinico Santa Maria alle Scotte

Il servizio, operativo nella UOC Chirurgia Generale, diretta dal dottor Marco Farsi, si occuperà in particolare di chirurgia dell’apparato digerente, fegato, vie biliari e pancreas.
«L’ambulatorio – spiega il dottor Farsi – è dedicato alla diagnosi e terapia di tutte le patologie del tratto digerente, con particolare attenzione alle neoplasie del distretto epato-bilio-pancreatico e si avvale della stretta collaborazione dei colleghi di altre discipline, in particolare di radiologi, radiologi interventisti, gastroenterologi, endoscopisti operativi, eco-endoscopisti, radioterapisti e oncologi». Inoltre, in tale sede e in occasione della visita, il paziente potrà essere inserito, se necessario, in un programma preoperatorio che preveda anche il supporto di fisioterapisti dedicati e dei nutrizionisti.
L’obiettivo è quindi avere un punto di riferimento anche per i medici di base e per tutti gli specialisti del territorio dell’area vasta Toscana sud-est. «Si tratta di patologie – aggiunge il dottor Farsi – con sintomi a volte non immediatamente riconoscibili e, in alcuni casi, asintomatiche. Per questo è importante rivolgersi allo specialista in caso di dubbio o per un approfondimento diagnostico». All’ambulatorio si accede mediante appuntamento prenotabile al CUP, con prescrizione medica di visita chirurgica, attivo il giovedì dalle ore 11.45. Gli appuntamenti successivi al primo vengono prenotati direttamente dalla struttura al momento della prescrizione di una visita di controllo. L’ambulatorio è situato al primo lotto, numero 10/B, piano 1s.

Potenziamento tecnologico di ultima generazione per l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese

Grazie ad un investimento di circa 700mila euro è stata acquistata una nuova TAC a doppia energia in pronto soccorso e ne sono state redistribuite altre due, rendendo disponibili una seconda TAC nel Dipartimento di Emergenza e Urgenza per l’attività del pronto soccorso ed un’altra di elevato livello prestazionale nel Dipartimento di Scienze neurologiche e neurosensoriali per l’attività della neuroradiologia.
«Stiamo rinnovando tutto il parco tecnologico dell’ospedale – spiega Valtere Giovannini, direttore generale –. La nuova TC e la redistribuzione delle altre due, vanno ad aggiungersi al precedente investimento di circa 2 milioni di euro per l’acquisto delle due nuove risonanze magnetiche, in arrivo nei prossimi mesi. Il rinnovamento tecnologico – aggiunge Giovannini – è fondamentale per la diagnostica e per garantire l’eccellenza delle attività assistenziali e specialistiche».
La TAC a doppia energia è una tecnica di acquisizione che, utilizzando un’emissione di raggi X su due diversi livelli di energia, consente di aggiungere, alle informazioni anatomiche, anche valutazioni funzionali. «Con questa tecnica di acquisizione pulsata è possibile ottenere una maggiore caratterizzazione delle lesioni e la correzione di artefatti sull’immagine – aggiunge il dottor Gianni Guazzi, responsabile UOSA Diagnostica in Emergenza Urgenza – fornendo al professionista radiologo un ulteriore valido strumento diagnostico per le migliori scelte terapeutiche. Grazie a sistemi avanzati di acquisizione e ricostruzione dell’immagine, queste nuove TAC permettono di ottenere immagini diagnostiche di elevata qualità con tempi brevi di esame, consentendo l’ottimizzazione della quantità del mezzo di contrasto eventualmente utilizzato ed una importante riduzione della dose di radiazioni erogate al paziente».
L’installazione della nuova TAC e lo spostamento interno degli strumenti, che hanno quindi portato il totale delle TAC di ultima generazione a tre (di cui due a doppia energia) su quattro presenti in ospedale, è stato effettuato grazie al coordinamento tra Dipartimento tecnico e Direzione Sanitaria, senza interrompere le attività assistenziali, grazie anche alla grande collaborazione da parte di tutti i professionisti di diagnostica per immagini, medicina nucleare e radioterapia.
In particolare, le due TAC dedicate al Pronto Soccorso (di cui una a doppia energia) «consentiranno – conclude Roberto Gusinu, direttore sanitario – un’ulteriore ottimizzazione dei percorsi diagnostico-assistenziali in regime di emergenza ed urgenza, consentendo al pronto soccorso di rispondere alle esigenze dei cittadini senesi, della provincia e dell’area vasta sud-est della Toscana di cui il policlinico rappresenta centro di riferimento per le patologie tempo-dipendenti».

Le uova di Pasqua degli studenti Erasmus per i bambini delle Scotte

Una grande dimostrazione di generosità e sensibilità. È quella che arriva dagli studenti Erasmus di Siena che, attraverso l’organizzazione studentesca di volontariato Erasmus Student Network (ESN Siena GES), hanno consegnato uova di cioccolato ai piccoli pazienti ricoverati all’interno della UOC Pediatria dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese diretta dal professor Salvatore Grosso. Un evento che si rinnova, di anno in anno, e che rappresenta un omaggio molto piacevole e gradito dai pazienti del policlinico Santa Maria alle Scotte e dalle loro famiglie.

Prosegue l’attività di ricerca, diagnosi e terapia dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese sull’alcaptonuria

Malattia rara ereditaria caratterizzata da un difetto genetico del catabolismo, ossia della trasformazione dell’acido omogentisico. A Siena viene fornito un triplice contributo per l’alcaptonuria, come spiega il professor Bruno Frediani, direttore UOC Reumatologia dell’Aou Senese: «L’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, in stretta collaborazione con il Dipartimento di biotecnologie, chimica e farmaceutica dell’Università di Siena, diretto dalla professoressa Annalisa Santucci, sta conducendo da anni un’attività di ricerca che ha già dimostrato, oltre all’accumulo del pigmento ocronotico, la produzione e l’accumulo di amiloide, la cui riduzione può diminuire le conseguenze infiammatorie della malattia stessa. Svolge un ruolo molto importante – aggiunge Frediani – l’AIMAKU, associazione di malati di alcaptonuria, presieduta dalla professoressa Sylvia Sestini, che permette una diffusione capillare delle informazioni con una rappresentanza di livello europeo. Infine – conclude il direttore della Reumatologia delle Scotte – abbiamo messo a punto un percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale, il PDTA, che permette al malato di incontrarsi con biologi, reumatologi ed altri specialisti, in modo da essere sottoposto ad una serie di esami e consulenze specialistiche che consentono al paziente di completare gli accertamenti in poche ore, e di fornire ulteriori contributi alla ricerca condotta nei laboratori della professoressa Santucci». La prevalenza dell’alcaptonuria è di 1-9 abitanti su 1.000.000: l’acido omogentisico in eccesso, la cui trasformazione è alla base della malattia, viene eliminato nelle urine come pigmento ossidato scuro, ma si accumula anche in vari tessuti, e soprattutto nelle cartilagini. Intorno ai 30-40 anni questo accumulo dà alterazioni importanti delle articolazioni a spalle, ginocchia, anche, colonna, costo-sternali e a livello oculare, cardiaco e urinario

“Aggiornamento in endocrinologia pediatrica”: sabato 6 aprile, congresso al Centro didattico dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese

Le patologie rare dell’osso, rachitismi compresi, le tireopatie, le emergenze in ambito diabetologico in pediatria e la gestione del diabete giovanile alla luce dello sviluppo delle nuove tecnologie. Questi i temi al centro del congresso “Aggiornamento in endocrinologia pediatrica”, in programma sabato 6 aprile al centro didattico del policlinico Santa Maria alle Scotte, dalle ore 8.30 alle ore 17.30. L’evento è organizzato dalla UOC Pediatria dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, diretta dal professor Salvatore Grosso, e realizzato grazie al sostegno della onlus “Associazione Insieme per i Bambini” di Siena. «Il congresso rientra nel progetto di promozione della formazione permanente del personale medico ed infermieristico in ambito endocrinologico e diabetologico pediatrico – spiega il professor Salvatore Grosso -. Si tratta pertanto di un momento molto importante di confronto con esperti di più settori, volto soprattutto a migliorare l’approccio multidisciplinare per questi particolari tipi di patologie»

L’Associazione Coccinelle – Amici del neonato Onlus dona strumento innovativo per valutare lo sviluppo cognitivo dei neonati prematuri e post-critici

Nuovo strumento per valutare lo sviluppo cognitivo dei neonati pretermine o post critici. Grazie all’Associazione Coccinelle – Amici del Neonato, il Dipartimento Materno-Infantile, diretto dal professor Mario Messina, si è dotato di un innovativo apparecchio per misurare la scala di Griffith, che sarà utilizzato nel nuovo servizio di follow up del neonato pretermine e ad alto rischio attivato grazie alla collaborazione tra la Pediatria neonatale, diretta dal professor Giuseppe Buonocore, con la dottoressa Serafina Perrone, e la Neuropsichiatria Infantile, diretta dal dottor Roberto Canitano, con la dottoressa Valeria Scandurra e la collaborazione del Dipartimento di Salute Mentale, diretto dal professor Andrea Fagiolini.
«Un sincero ringraziamento all’associazione Coccinelle per la sensibilità dimostrata – conclude il direttore generale Valtere Giovannini – e per essere sempre vicini alle esigenze dei piccoli pazienti e delle loro famiglie». «La valutazione della scala di Griffith – spiega il professor Buonocore – consente l’analisi standardizzata dello sviluppo globale del bambino tra 0 e 6 anni, in grado di fornire informazioni su specifici aspetti dello sviluppo quali le basi dell’apprendimento, il linguaggio e la comunicazione, la coordinazione oculo-manuale, lo sviluppo personale-sociale-emotivo, e la funzione grosso-motoria. Il follow-up del neonato pretermine e del neonato post-critico, ad alto rischio di sviluppare danno cerebrale – prosegue Buonocore – rappresenta un percorso cruciale ed indispensabile nella cura dei piccoli pazienti, perché consente di individuare precocemente eventuali problematiche che possono beneficiare di interventi riabilitativi precoci».
«Nel nostro servizio di follow up – aggiunge la dottoressa Perrone – abbiamo introdotto aspetti innovativi, multidisciplinari, finalizzati ad ottimizzare la gestione familiare dei neonati più “fragili”, il monitoraggio dello sviluppo neuroevolutivo e la diagnosi precoce delle eventuali problematiche cliniche correlate alla prematurità, in modo da garantire, in caso di necessità, interventi efficaci per il recupero delle funzioni motorie e il miglioramento delle competenze cognitivo-relazionali-comportamentali».«Nell’ottica della prevenzione – aggiunge la dottoressa Scandurra – questa collaborazione tra patologia neonatale e neuropsichiatria dell’età evolutiva costituisce un punto di forza per la precoce individuazione e, conseguentemente, la migliore prognosi dei disturbi neuroevolutivi». Il nuovo servizio offre la possibilità a tutti i piccoli pazienti di eseguire, in occasione della visita neuroevolutiva dei 18-24 mesi, una valutazione specialistica complementare finalizzata alla valutazione dello sviluppo globale del bambino e all’identificazione precoce di disturbi del neurosviluppo che viene effettuata utilizzando le scale di Griffith.

Presentati al Policlinico senese la Commissione Mista Conciliativa e il Difensore Civico regionale

Massima attenzione per la tutela e il rispetto dei diritti dei pazienti grazie all’attività della Commissione Mista Conciliativa dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese e del Difensore Civico regionale. L’attività delle due strutture, previste dalla normativa, è stata presentata al policlinico Santa Maria alle Scotte, durante una conferenza stampa a cui hanno partecipato Valtere Giovannini, direttore generale dell’Aou Senese, Sandro Vannini, difensore civico regionale, Francesca Appolloni, assessore alla Sanità del Comune di Siena, Stefano Scaramelli, presidente Terza Commissione Sanità della Regione Toscana, Dafne Rossi, vicepresidente Consiglio Regionale cittadini in sanità e presidente del Comitato di Partecipazione aziendale e i rappresentanti della Commissione Mista Conciliativa.
«È importante far conoscere alla cittadinanza gli strumenti utili per garantire la tutela della salute e il rispetto dei diritti, in coerenza con i principi di equità, umanizzazione e appropriatezza – ha spiegato Valtere Giovannini, direttore generale dell’Aou Senese –. Grazie alla Commissione Mista Conciliativa, al Comitato di Partecipazione Aziendale e al Difensore Civico abbiamo tutti gli strumenti per tutelare e promuovere i diritti dei cittadini, per garantire una migliore organizzazione dei nostri servizi sanitari. Un grosso supporto è inoltre quello offerto dalle associazioni di volontariato e tutela che rappresentano un aiuto fondamentale per l’ospedale e le Istituzioni, grazie alla loro costante attenzione e sensibilità».

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