Soundreef Mens Sana

Mens Sana, le verità di Massimo Macchi

Finalmente ha parlato il patron della Mens Sana, Massimo Macchi. Di fronte alla stampa senese, ha offerto la sua versione dei fatti circa le recenti polemiche sollevate in città sulla “fuga” di figure chiave in ruoli dirigenziali, sul mancato pagamento nei tempi della tassa d’iscrizione e la conseguente penalizzazione

Questa mattina, all’interno della Sala Trofei del PalaEstra, il presidente Massimo Macchi e il consigliere di amministrazione Emanuele Nucera, di fatto commercialista della Società, hanno tenuto una conferenza stampa per annunciare un nuovo aumento del capitale societario della Mens Sana Basket 1871 SSD a R.L.

Se all’intervento di Nucera, peraltro ex-arbitro di basket a livello nazionale, era riservato il compito di aggiornare i presenti sui dati contabili aggregati riguardo alla variazione delle quote societarie nell’ultimo anno, sono state le parole di Macchi a ribadire e, se possibile, rilanciare l’impegno della sua famiglia, in rappresentanza di Siena Sport Network, alla guida della squadra, rompendo il preoccupante silenzio degli ultimi tempi ed entrando a gamba tesa sulla ridda di voci, miste a polemiche, sorte fra gli appassionati.

Il Presidente ne ha approfittato per ripercorrere le tappe del progressivo impegno di Siena Sport Network nel glorioso club cittadino, dall’arrivo in sordina, caldeggiato da Pietro Mele un anno fa, con un ruolo prettamente di supporto, come trait d’union con lo sponsor Soundreef e socio al 34%, fino all’attuale posizione di netta maggioranza. Ha attribuito proprio alla confusione dettata da questa condizione “paritaria” con altri soggetti una delle cause dei molteplici errori, ammessi già in altre circostanze, commessi nella gestione della squadra. Ha quindi indicato nell’assemblea dei soci svoltasi nello scorso febbraio il momento di svolta del proprio coinvolgimento nella Società. Dopo il ripianamento delle perdite infatti, Siena Sport Network si è ritrovata, complice il netto passo indietro compiuto dagli altri soci, a detenere il 61.7% delle quote societarie.

Il Numero Uno della Mens Sana ha spiegato inoltre come non si sia nascosto neppure di fronte alla richiesta di un primo aumento di capitale, proponendo di passare da 10.000 (cifra minima) a 150.000 euro, con l’immissione quindi di altri 140.000 euro, in gran parte versati dalla famiglia Macchi (già adesso le quote di Siena Sport Network si attesterebbero intorno al 74% ca.) e di come siamo arrivati all’attuale ricapitalizzazione, annunciata nella conferenza, con cui intende portare il capitale addirittura a 300.000 euro. È a questo punto che nella sua voce si è insinuata una nota di rammarico, sfociata in taluni frangenti in vera e propria delusione.

Macchi ha tenuto a sottolineare come, tra i vari partner, l’associazione “Io Tifo Mens Sana” abbia cercato di contribuire all’ennesimo rifinanziamento per quanto possibile, con la sottoscrizione dei propri membri, la Polisportiva sia andata incontro alle necessità societarie rinunciando ad alcuni compensi di cui era creditrice, ma ha mostrato preoccupazione per il fatto che dal fronte degli altri soci (Consorzio?) non abbia ancora ricevuto notizie circa il loro eventuale impegno nella nuova ricapitalizzazione.

L’occasione è stata propizia per rivolgere un appello agli organi di informazione per esortare gli attuali soci a sostenere il progetto, se non con versamenti di capitale, almeno con sponsorizzazioni. Nella prospettiva del Presidente l’aumento di capitale, con la previsione di portare le proprie quote alla non irrisoria percentuale del 90%, rappresenterebbe l’ennesima dimostrazione di affetto, oltre che di vicinanza alle sorti del club mensanino. La volontà della sua famiglia di rimanere è forte – si parla di ulteriore progetto triennale, come minimo – mentre i partner che non volessero partecipare, neppure come semplici sponsor, parole di Massimo Macchi, possono pure restarsene a casa.

La parte forse più interessante dell’intera conferenza è stata quella in cui il Presidente della Mens Sana ha risposto a tutti i quesiti che animavano da giorni le fantasie, per la verità piuttosto negative, dei tifosi senesi. Dopo aver espresso il grande disappunto per essere incappati nella penalizzazione di 3 punti da scontare nel prossimo campionato (peraltro oggetto di ricorso), ha spiegato come la Società si sia trovata in difficoltà nel provvedere a questi impegni di natura economica a causa di presunte inadempienze da parte di altri soggetti. Informato dalla FIP con una mail, si è occupato personalmente del pagamento, anche se ormai erano passate almeno 12 ore dal momento della scadenza del termine, l’ultimo utile per non incorrere in sanzioni.

Per quanto concerne i ripetuti abbandoni da parte di figure che nell’ultimo anno hanno ricoperto incarichi rilevanti nell’organizzazione, Macchi ha iniziato confermando l’amicizia che lo lega all’ex-amministratore delegato Francesco Bertoletti ormai da molto tempo, adducendo le cause del “divorzio” a motivi personali, di natura familiare. Sulle parole rilasciate dall’ex-presidente Guido Bagatta ha invece glissato, esprimendo totale disinteresse per le sue rivelazioni, mentre l’apparizione fugace del direttore marketing Stefano Corona è stata liquidata come una scelta sbagliata dello stesso Corona, “colpevole” di non aver calcolato i problemi logistici derivanti dall’occupazione della moglie come imprenditrice a Milano. Presto sarà annunciato un suo sostituto.

Infine, dopo aver affermato con orgoglio di aver già depositato la fideiussione necessaria per l’iscrizione al prossimo campionato, Massimo Macchi ha indicato nel figlio Filippo la figura del nuovo direttore generale della Mens Sana, aggiungendo che la definizione del budget per costruire la squadra per la nuova stagione sarà giocoforza più prudente rispetto a quello di 12 mesi fa.

Tommaso Mandriani

X&O: Givova Scafati

Il nostro Tommaso Mandriani presenta il prossimo avversario di campionato della Soundreef Mens Sana Basket: la Givova Scafati

La compagine campana dell’industriale del pomodoro Nello Longobardi potrebbe essere considerata la squadra del momento: lo testimoniano a gran voce le 6 vittorie nelle ultime 7 uscite. L’unica sconfitta in questo filotto è maturata contro la capolista Casale. Proprio con la Novipiù condivide alcune caratteristiche, alle quali dobbiamo in parte l’ottima stagione disputata – fin qui – dai giallo-blu. Ma ne parleremo.

Scafati è seconda, insieme a Biella, a soli 4 punti dalla vetta. Coach Perdichizzi, detto “Lo Sceriffo” per il carisma e il carattere da leader già mostrati negli anni da giocatore, ha dovuto fare a meno dalla partita di Trapani del 26 novembre di quello che era il miglior marcatore della squadra, Anthony Miles, trovato positivo al doping dopo la gara interna contro Agrigento. La guardia USA è stata però brillantemente sostituita dal nazionale britannico Andrew Lawrence, proveniente dal club kosovaro del Pristina, con cui fino a dicembre era impegnato nella Fiba Europe Cup. Lawrence, rispetto al predecessore è un passatore migliore ma non ha lo stesso impatto a rimbalzo. Come per Miles, il tiro da fuori va e viene ma si tratta di un atleta robusto in grado di aggiungere fisicità ad una squadra già piuttosto corazzata. La Givova è prima infatti per rimbalzi catturati con 38,1 a sera. Di questi, ben 11,6 sono offensivi: un dato inferiore solo ai 12,4 di Biella.

Spizzichini, il titolare del ruolo di playmaker, già visto a Siena – sponda Virtus, dove ad allenarlo era proprio Mecacci, prende 4,5 rimbalzi di media, di cui 1,3 offensivi (il migliore dopo Sherrod.) Per altezza (196 cm) e struttura fisica rappresenta un rebus per i pari ruolo.

Prima taglia fuori, sotto canestro, un distratto Deloach per toccare il rimbalzo per ben tre volte ma senza successo. Poi, dopo aver servito Santiangeli, taglia verso il canestro alle spalle del difensore per un comodo tap-in.

Le caratteristiche di profondità e versatilità del roster di Scafati consentono a Giovanni Perdichizzi una doppia possibilità di gioco, che il coach è particolarmente abile a sfruttare. In genere si inizia la contesa con il doppio lungo di ruolo, con Sherrod e Ammannato. Il primo è bravissimo a ricevere in posizione profonda, spalle a canestro e, dopo un palleggio, ama concludere col semi-gancio, destro o sinistro non fa particolare differenza. È un bigman dinamico, formidabile a “rollare” verso il canestro e a giocare come rimorchio per le penetrazioni degli esterni. Il secondo porta in dote una buona solidità nel pitturato ma è a suo agio anche quando staziona fuori dalla linea da tre (da dove colpisce col 35% su quasi 2 tentativi a gara), alternandosi dentro l’area con lo stesso Sherrod, perché lo spazio sia libero per le incursioni. L’altra possibilità a cui avevamo accennato riguarda invece l’utilizzo di un 4 tattico come Ranuzzi o Crow. Quando è in campo questo tipo di quintetto atipico, nessuno dei due lunghi supera i 2 metri di altezza (se in coppia con Sherrod) ma forse proprio la maggiore mobilità messa sul parquet consente di attaccare con ancora più aggressività il ferro per il rimbalzo offensivo. Alle due ali, Marco Santiangeli (pericolosissimo in uscita dai blocchi) e Nicholas Crow (41% da oltre l’arco), spetta la quota di pericolosità dalla lunga distanza di Scafati.

Quella del patron Longobardi è però la squadra del girone che subisce più falli: 21,9. Questa caratteristica permette ai giallo-blu anche di ottenere più tiri liberi: i 23,6 tentati per sera superano nettamente i 21,0 della seconda in graduatoria, Reggio Calabria.

Sempre più spesso i campani trovano delle zone ad aspettarli, preparate dai coaching staff avversari per tenerli lontano dall’area. Cagliari (priva di Stephens) ha predisposto la difesa a zona fin dal minuto 0, nell’anticipo del 20 gennaio ed ha proseguito praticamente per tutta la partita sullo stesso tema. Ma la squadra di Perdichizzi non si fa scoraggiare ed attacca il ferro con cattiveria, non accontentandosi dei tiri da fuori concessi scrupolosamente dalla difesa. Cerca di portare al ferro più uomini possibile.

Penetrazione di Lawrence, Sherrod segue a rimbalzo, anche Ranuzzi taglia a canestro come rimorchio ed è il bersaglio dell’assist della guardia. Seconda azione: cerca una soluzione Spizzichini ma trova la chiusura avversaria, ci pensa Sherrod, chiuso anche lui. È la volta di Santiangeli, ancora nulla, quindi di nuovo Sherrod. Continuano ad attaccare il ferro nonostante il cronometro dei 24 stia scadendo e sul tiro finale di Sherrod in 3 si lanciano a rimbalzo dal lato debole: Spizzichini, Crow e Lawrence. Quest’ultimo raccoglie e segna.

L’attacco vende i biglietti, la difesa vince le partite

Avevamo parlato delle similitudini con Casale, la squadra che sta dominando il campionato. La Givova, come la Novipiù fa dell’intensità e dell’organizzazione difensive i propri punti di forza, sui quali costruire tutto il resto. È prima per palle recuperate con 6,6 pur commettendo pochi falli: 18,5. Segno di una difesa aggressiva ma pulita. È prima nel girone pure per rimbalzi difensivi: 26,5.

Per quanto concerne le segnature, dopo Casale (inarrivabile a 69,5), Scafati è quella che subisce meno punti in media a partita, fra tutte le squadre del girone ovest: 73,4. Tale solidità difensiva è frutto soprattutto della fisicità dei vari Lawrence, Spizzichini, Santiangeli e Ammannato, contro i quali è difficile prendersi un vantaggio, della verticalità di Sherrod e Pipitone, dell’intelligenza di Ranuzzi, ma anche di meccanismi e rotazioni di squadra armonici e organizzati.

Romeo e Pipitone chiudono il palleggiatore Parente che è costretto a ribaltare nell’angolo, dove Ranuzzi ha mantenuto una posizione difensiva corretta e può contenere l’avversario. Pipitone recupera velocemente il centro area e chiude. Pronta rotazione di Crow su Roberts, recupero di Scafati.

Volendo addentrarsi maggiormente nei numeri, cercando di capirne gli effetti sul campo, Scafati ha statistiche invidiabili, oltretutto conseguite su un maggior numero di possessi difensivi in media rispetto alla prima della classe Casale (72,53 contro 69,69). Uniformando il dato dei punti concessi per partita sui 72,2 possessi permessi in media dalle squadre del girone, la distanza fra la difesa della Novipiù, di gran lunga la migliore, e quella della Givova si riduce a 1,1 punti soltanto. A ulteriore riprova della bontà dell’organizzazione nella propria metà campo, la squadra di Perdichizzi concede una percentuale del 49% da due agli avversari (meglio fa solo Legnano con 48%.) Anche dall’arco dei tre punti il discorso non cambia: solo il 32% delle conclusioni degli avversari vanno a segno.

Si potrebbe pensare che Scafati si trovi a volte sbilanciata andando così tanto e così bene a rimbalzo d’attacco. Non è così. Se a difesa schierata è particolarmente coriacea, difficilmente si fa prendere di sorpresa in transizione.

La transizione per Eurobasket non si concretizza. Difesa aggressiva di Spizzichini e Pipitone contro il pick&roll avversario, Lawrence attento sulla linea di passaggio, costringe Eurobasket all’infrazione di piede.

X&O: Lighthouse Trapani

Il nostro Tommaso Mandriani presenta il prossimo avversario della Soundreef Mens Sana Basket 1871: la Lighthouse Trapani

La Pallacanestro Trapani è una delle squadre più insidiose da affrontare di questo campionato. Lo è per struttura, essendo stata costruita con un equilibrio invidiabile, ma anche per il difficile momento che sta vivendo e quindi per la grande voglia di riscatto che porterà a Siena domenica. Non bastasse la posizione che occupa in classifica, per smascherare le ambizioni della Lighthouse si potrebbe scomodare il marchio DOC, a testimonianza dell’origine controllata (di particolare pregio), dei suoi due principali acquisti estivi: Brandon Jefferson dall’Olimpia Lubiana, dove ha vinto campionato e coppa, e Jesse Perry da Treviso, squadra con la quale ha raggiunto il primo posto nel girone est ed ha battuto proprio Trapani al primo turno degli ultimi playoff. Come detto, sta attraversando adesso il peggior periodo dall’inizio della stagione, avendo perso 3 partite consecutive contro Cagliari, Treviglio e Biella. Nelle ultime due uscite, ha ceduto il passo agli avversari soltanto dopo i tempi supplementari.

Trapani presenta un roster che all’apparenza potrebbe sembrare imperniato sui propri lunghi e sul gioco sotto canestro, data la presenza dell’esperto capitano Andrea Renzi e del suddetto Perry, ma anche dei loro cambi: l’ex-Virtus Siena Spizzichini e quella che potrebbe essere considerata a tutti gli effetti la nemesi del nostro Simonovic – giovane, alto e di grandi prospettive – se non fosse che, proprio come per Marko, la fiamma della stagione del serbo Nenad Simic si sta pian piano spegnendo. Robe da ragazzi, può capitare. Nelle guide della Lega Pallacanestro viene indicato come ala – ed esterno è di nome e di fatto, ma pure il numero 15, Gabriele Ganeto, si trova a proprio agio in post basso, nel gioco spalle a canestro. La realtà del campionato ci dice però che Trapani è la compagine con la miglior percentuale nel tiro da tre punti (40% di squadra) dell’intero girone, su un numero relativamente basso di tentativi (22,6.) Il dato non stupisce, se pensiamo al vantaggio generato dal poter disporre di lunghi in grado di polarizzare energicamente l’attenzione delle difese avversarie sulle loro evoluzioni nel pitturato. Certo, poi bisogna sempre avere le mani e la visione di gioco per poter rispedire la palla fuori dal post basso con il giusto timing: in questo sia Renzi che Perry sono piuttosto efficaci, come testimoniato dai quasi 2 assist a testa che sfornano ogni sera. Soprattutto Renzi è spesso utilizzato come esca in grado di catalizzare una serie di extra-pass sul perimetro, fino a trovare il terminale giusto, fra tutti i tiratori degni di attenzione difensiva: Perry (42% da 3 punti), Ganeto (34%) e Viglianisi (45%) nell’esempio riportato, ma anche Jefferson (43%), Bossi (41%), Mollura e Testa (36%.)

Nella prima delle due azioni la difesa esce morbida, la palla gira esternamente trovando il miglior tiro possibile, quello di Viglianisi dall’angolo, dove la rotazione di Chiarastella arriva in ritardo. Nella seconda circostanza sempre Viglianisi punisce l’uscita questa volta più energica di Marino penetrando nel cuore dell’area.

Non è infrequente, per permettere ai tiratori di aprire il fuoco, vedere blocchi sul perimetro, portati da un esterno per un altro esterno. È il caso di Viglianisi e Ganeto nella seconda azione vista sopra. Il numero 19 trapanese procede orizzontalmente per portare un blocco al compagno, allontanandosi dal canestro per ricevere al di fuori della linea dei 3 punti. Molto meno efficace è il gioco della Lighthouse all’interno dell’arco dei tre punti, dove tira col 49%, peggior dato del girone insieme a Rieti. Non cattura moltissimi rimbalzi offensivi, anche se i 10,2 di media sono superiori ai soli 8,4 di Siena, e perde pochi palloni (10,8.) Questo lascia pensare che la squadra di Ugo Ducarello abbia una gestione dei possessi quanto meno oculata. Sensazione però che non viene confermata dalla bassa posizione occupata in graduatoria sia nei punti segnati in media a partita che negli assist di squadra: è terzultima con soli 13,3 a serata. Persino la Mens Sana la precede in questa speciale classifica. Tutti gli indici statistici, per nulla eccezionali a prima vista, di Trapani salgono però se parametriamo i suoi possessi (per la verità solo Casale ne fa registrare di meno) ai 72,24 di media delle squadre del girone: i punti realizzati passano da un mediocre 79,2 a un più consistente 81,3. Decidere di passare alla difesa a zona può essere molto pericoloso, quando si affronta una squadra come quella granata. Figurarsi se l’intenzione sia quella di cominciare la contesa a zona, come ha fatto Cagliari nella gara del 7 gennaio! Una zona match-up, in grado di adattarsi allo schieramento di partenza degli avversari e seguire gli uomini secondo i principi mutuati dalla uomo, potrebbe essere concettualmente più accettabile ma…

Quella messa in piedi da Paolini è una match-up scricchiolante, che si basa sull’idea di raddoppiare Renzi in post basso con Bucarelli: mal gliene incoglie. Certo è che passare a uomo nella terza azione della sequenza non ha cambiato di una virgola l’equazione.

A giudicare da alcune delle ultime esibizioni, la difesa di Trapani appare piuttosto statica, conseguenza dell’avere in campo due giocatori come Renzi e Perry che, se da un lato danno molto in termini di esperienza e solidità, dall’altro sono costretti a portarsi in giro diversi kilogrammi. Anche Ganeto è un’ala robusta per il materiale in circolazione. Questo può costituire un limite da esplorare per Siena, che ha in Ebanks un bigman atipico, in grado di sorprendere in velocità la compagine siciliana. Il compiacimento con cui il numero 2 senese sembra delle volte condurre la transizione da palleggiatore, scatenando – crediamo – più di qualche mugugno sulla panchina di coach Mecacci, potrebbe questa volta diventare un’arma da cavalcare con insistenza.

Transizione difensiva pigra, specie sui lunghi avversari Chiarastella e Tessitori, che corrono bene il campo e sorprendono Perry e Renzi. Ancora la corsa di Chiarastella premiata dall’assist di Bowers.

La difesa di Trapani concede molti tiri da 3 punti agli avversari: con 27,4 di media, è seconda solo a Cagliari. Ma la percentuale di realizzazioni in queste conclusioni (31%) è la più bassa dopo quella permessa da Casale. Recupera pochissimi palloni (4,5), segno della relativa aggressività messa in campo soprattutto dai suoi esterni, però è molto abile ad intasare le linee di passaggio, permettendo ai contendenti di giornata solamente 12,3 assist a sera. Solo Tortona fa meglio.

Alcune squadre cercano di mettere Jefferson nel maggior numero di pick&roll, sfruttando le sue non spiccate doti di difensore e cercando di stancarlo il più possibile per limitarlo nell’altra metà campo. Si potrebbe trarre un vantaggio ancora maggiore forse portandolo a giocare in post basso, spalle a canestro, magari determinando un cambio difensivo favorevole a partire da un blocco portato sul suo uomo dal giocatore contro il quale lo si vorrebbe far accoppiare. Si potrebbe così creare un mismatch invitante soprattutto per Sandri ma anche per Kyzlink e Saccaggi, entrambi più alti.

Contro Latina, Jefferson è stato ripetutamente inserito nel pick&roll fra Tavernelli e Hairston. La sua non eccezionale predisposizione difensiva è emersa nella confusione delle sue scelte: una volta non legge la posizione difensiva del compagno Simic in netto contenimento, passando sotto al blocco di Hairston; quella dopo vuole passare sopra al blocco di Hairston, dove però non c’è luce, e rimane indietro, costretto a inseguire Tavernelli.

X&O: Moncada Agrigento

Il nostro Tommaso Mandriani presenta il prossimo avversario della Soundreef Mens Sana Basket 1871: la Moncada Agrigento

La Moncada Agrigento è sicuramente una delle più credibili candidate ad un posto nei playoff 2018. Ha in Franco Ciani una guida competente e solida, vista la permanenza in terra siciliana ormai dal lontano 2011. In questa stagione ha ricevuto in gestione un gruppo per la maggior parte rinnovato ma ugualmente è stato capace finora di portarlo in alto. Pendarvis Williams è un gradito “cavallo di ritorno” – faceva parte dell’edizione biancazzurra del 2015 che affascinò l’Italia dei canestri con l’approdo alla finale promozione per l’A1 da neopromossa. Jalen Cannon è invece un’ala dotata di fisicità e attitudine al rimbalzo, nonostante renda alcuni centimetri a molti dei suoi avversari domenicali. Come le più virtuose democrazie, anche la Fortitudo distribuisce responsabilità e tiri fra i diversi membri del roster: in particolare Evangelisti, Pepe, Ambrosin e Zugno compongono un reparto esterni eclettico e in grado di trovare sempre nuove e inaspettate soluzioni. A voler trovare il classico pelo nell’uovo, sotto le plance forse non possiede la forza d’urto di altre compagini del girone ma ha in Guariglia e Lovisotto due affidabili torri. Dal turno scorso poi può contare sull’aiuto del giovane lungo italiano ma di formazione statunitense Giacomo Zilli.

Differentemente da quanto possa far pensare un roster del genere, Agrigento ha il baricentro dell’attacco spostato verso l’interno: dopo la Mens Sana è la squadra che prende più conclusioni da due punti, ovvero 42,9 a partita, che trasforma con il 52% dal campo. A conferma di questo trend, solo Siena, Biella e Napoli prendono meno tiri da tre per partita.

La stessa consistenza sotto le plance non si registra difensivamente: è penultima per rimbalzi difensivi con 23,3 e concede in assoluto la migliore percentuale di realizzazioni nelle conclusioni entro l’arco dei tre punti: un non invidiabile 55%. Tale tendenza si inasprisce quando coach Ciani è costretto a ricorrere a quintetti “bassi” con Cannon da 5 e Williams da 4, per recuperare svantaggi anche sostanziosi nel punteggio, aumentando ulteriormente il numero dei possessi (la Fortitudo è quinta in stagione con 73,4) e la potenza di fuoco dall’arco.

In generale la Moncada sembra non essere sempre in grado di mantenere l’attenzione sul possesso difensivo per tutti i 24 secondi dell’azione. Non è raro vedere soprattutto Williams addormentarsi, perdendo il contatto visivo con il diretto avversario e facendosi sorprendere alle spalle. È importante che i biancoverdi – penso a Sandri ma anche al neo-arrivato Kyzlink – facciano molto movimento, ricercando tagli backdoor anche in situazione di gioco rotto.

Contro la Leonis Roma la difesa di Agrigento riesce a chiudere tutti i varchi, forzando Piazza a raccogliere il palleggio e rinchiudersi in una zona del campo poco favorevole. Williams si alza sulle gambe, perde il contatto visivo su Cesana, il quale ha gioco facile nell’andare a canestro. Nella seconda azione, ancora buona difesa di squadra per gran parte dell’azione, quindi ancora Williams che dimentica Bonessio. Il romano taglia alle sue spalle per ricevere ed appoggiare a canestro.

Agrigento in attacco cerca di sfruttare al meglio la doppia dimensione garantita dal fatto di poter contare sulla fisicità di un giocatore granitico come Cannon in post basso e su una batteria di esterni in grado di battere l’uomo sul primo palleggio. Molto spesso, nelle fasi iniziali della partita coach Ciani vuole che la palla si diriga sotto il canestro avversario. Il suo numero 5 è formidabile nel prendere posizione profonda dentro al pitturato, il più delle volte tagliando fuori il proprio marcatore, che impropriamente cerca di anticiparlo per negargli la ricezione. I “soli” 198 centimetri di altezza, che lo rendono uno dei più bassi nel ruolo, vengono nascosti dalla sua abilità di usare il corpo per creare spazio fra sé e il canestro, aumentando così l’ampiezza dell’angolo di passaggio dei suoi compagni. Qualora il difensore riesca ad opporgli un’opportuna resistenza, sul perimetro sono pronti a ricevere per tirare o mettere palla per terra con rapidità i vari Williams, Ambrosin ed Evangelisti. Williams è più a suo agio quando può andare a sinistra, mano con la quale raccoglie la palla dal palleggio per tirare più velocemente. Il suo uno contro uno ha pochi eguali nella categoria, potendo contare su un primo passo fulminante. Ambrosin è attaccante completo e in crescita, abile anche nel gioco senza palla. Di Evangelisti parleremo separatamente. Pepe, del reparto esterni, è forse quello più “solista”, nel senso che ama mettersi in proprio correndo fra i blocchi o creando direttamente dal palleggio.

Partenza con il classico Set Floppy per liberare al tiro l’esterno che parte da sotto canestro e Gioco Fist con il lungo sul lato debole che sprinta per giocare il pick&roll con l’uomo con la palla. Ovviamente Williams anticipa il blocco e va a sinistra.

Ancora partenza Floppy con Zugno che esce dal blocco basso. La capacità di Cannon di prendere posizione spostando il proprio avversario e creando uno spazio fra sé e il canestro consente il gioco alto-basso con Zilli.

Come detto, gli esterni di Agrigento sono attaccanti poliedrici. Soprattutto Ambrosin e Williams, ma anche Evangelisti, sono molto bravi a condurre il pick&roll, portando l’avversario a infrangersi sui blocchi. Per questo il piano partita di Ciani prevede una serie di giochi chiamati per isolare le sue guardie su un quarto di campo, permettendo loro di sfruttare appieno anche quella zona che sta in mezzo fra la linea di tiro da tre e il canestro e che troppo spesso viene screditata dai moderni coaching staff. L’innesto di un buon difensore sull’uomo come Kyzlink può rappresentare un valido rinforzo per l’inossidabile Sandri nel portare a termine l’ingrato compito di contenere giocatori perimetrali così insidiosi.

Gioco Horns, con il classico doppio blocco alto, con Zugno che sceglie un lato e il lungo opposto che si apre per ribaltare la palla ed andare a portare un blocco ad Ambrosin. Saccaggi viene murato sul blocco, BJ Raymond resta in contenimento.

Ancora Horns, giocato per liberare il lato per il pick&roll fra Williams e Guariglia. Cesana è consapevole del fatto che l’avversario andrà a sinistra e lo accompagna correttamente nelle braccia dei compagni. Williams è più bravo e segna lo stesso.

Il recente momento negativo della Moncada (3 sconfitte in fila e posizione nella griglia playoff rimessa in discussione) è coinciso con i fastidi “cervicali” di Marco Evangelisti. Nelle due gare in cui è stato assente per infortunio, Agrigento è stata seppellita prima dalla Viola Reggio Calabria e dopo dall’Eurobasket Roma in casa rispettivamente sotto ben 32 e 38 punti di disavanzo. Nel secondo tempo di Reggio è venuto meno anche Cannon, alle prese con una distorsione alla caviglia.

Nelle ultime tre sconfitte la Fortitudo ha viaggiato a 115,6 punti subiti ogni 100 possessi, a fronte di soli 79,9 segnati, prendendo ad esame lo stesso numero di azioni. Evangelisti oltre ad essere il capitano di questa squadra è anche giocatore da 38% al tiro dalla lunga distanza. Insieme a Pepe e a Zugno (anche se quest’ultimo su un minor numero di tentativi per gara), conferisce alla Moncada una pericolosità da fuori altrimenti irreperibile. L’ex-Virtus Siena possiede anche l’esperienza necessaria per utilizzare a proprio vantaggio la riverenza delle difese avversarie nei confronti della sua abilità al tiro per mettere palla per terra e punire con l’arresto e tiro. In diverse circostanze il suo talento individuale gli ha permesso di togliere le castagne dal fuoco per i suoi.

Due azioni contro Napoli in cui Evangelisti paga la cauzione per far uscire Agrigento da situazioni di gioco in cui non era stato costruito nulla. Lo fa grazie all’abile sfruttamento del midrange.

Mens Sana, il sostituto di Turner è Kyzlink

L’ex Umana Reyer Venezia Tomáš Kyzlink, nazionale ceco, sostituirà Elston Turner nel roster biancoverde

Con il prossimo taglio di Elston Turner, la Soundreef Mens Sana ha individuato il nuovo giocatore da inserire nel roster biancoverde: il ceco Tomáš Kyzlink, esterno di 196 cm, ex Umana Reyer Venezia (dove però non ha ancora giocato a causa di un infortunio che lo ha tenuto fermo da settembre.)
Giocatore in crescita prima dello stop, buon realizzatore, dotato di buona fisicità ma soprattutto tiro da fuori. Stabilmente nel giro della nazionale fin dalle rappresentative Under, faceva parte della spedizione della Repubblica Ceca ad Eurobasket 2017 della scorsa estate.
È nato a Vyskov (Repubblica Ceca) il 18 giugno 1993.
Tomaš Kyzlink è cresciuto nel vivaio dell’USK Praga, con cui ha vinto tre titoli nazionali a livello giovanile. Da professionista, ha finora vestito le maglie di USK Praga (CZ), Caceres Basket (SPA), Basket Treviglio (dimostrando di poter stare agilmente nella seconda categoria del campionato italiano), Helios Suns Domzale (SLO) e JL Bourg Basket (FRA).
Nella stagione 2016/2017 ha indossato la maglia degli sloveni dell’Helios Suns per poi passare a marzo al Bourg Basket. Con la squadra di Domzale ha disputato la Basketball Champions League totalizzando 14.4 punti, 3.1 rimbalzi e 2.1 assist a partita (51% da 2 e 33% da 3) mentre, tra campionato sloveno e francese, ha fatto registrare 10,7 punti di media (55,2% da 2 e 36% da 3) con 3,2 rimbalzi e 2,4 assist.

X&O: Novipiù Casale Monferrato

Il nostro Tommaso Mandriani presenta il prossimo avversario della Soundreef Mens Sana: la Novipiù Casale Monferrato

Da quando il campionato ha aperto i battenti, la compagine casalese ha occupato senza soluzione di continuità la testa della classifica. Domenica arriva a Siena, in un momento in cui almeno apparentemente pare aver finalmente accennato il suo lato umano e perfettibile. Fra le pretendenti del girone è forse quella che rispetto all’anno passato ha cambiato di meno. Pur avendo sostituito gli stranieri – e sappiamo quanto questo possa incidere in A2 – ha mantenuto quasi per intero l’ossatura italiana di 12 mesi fa. Questo ha prodotto discreti dividendi, soprattutto nel porre i presupposti per lo slancio iniziale, sul quale la banda di Ramondino ha saputo costruire un solido primato.

La reciproca conoscenza dei membri del roster balza subito agli occhi, soprattutto osservando certi meccanismi di squadra che appaiono decisamente più fluidi rispetto a quanto siamo soliti notare in organici che generalmente vengono rivoltati da capo a piedi fra una stagione e l’altra: le rotazioni difensive sono puntuali e il campo viene occupato in una maniera che potremmo definire armonica. Il punto di forza è sicuramente nella metà campo dietro: quella di Casale è la miglior difesa della A2 per punti concessi in media a partita con 70,3. Nel girone ovest comanda la graduatoria davanti a Legnano, che ne concede 73,8, e Scafati, i cui avversari si fermano in media a 74,1 a sera. A parziale spiegazione di questo dato, giova ammettere che i piemontesi giocano in media il minor numero di possessi difensivi per gara (69,5) dell’intero girone e quindi diventa anche numericamente meno probabile che subiscano più canestri di chi invece viaggia a un ritmo più alto, concedendo agli altri maggiori occasioni di segnare. Volendo annullare questo vantaggio “fisiologico”, valutando le squadre equamente su uno stesso numero di possessi (che abitualmente nel basket viene fissato a 100), il discorso sostanzialmente non cambia: ogni 100 possessi giocati Casale subisce 101,15 punti di media dagli avversari, Scafati 101,37 e Legnano 103,50. Ne consegue che non si tratta soltanto di una questione di stile di gioco differente, bensì di vera e propria perizia nell’esecuzione del piano difensivo.

Casale ha in Denegri, Tomassini, Severini, Cattapan e Marcius dei difensori sopra la media nell’uno contro uno. L’altro lungo, Martinoni, possiede ormai l’esperienza oltre che l’intelligenza cestistica per occupare al meglio lo scacchiere difensivo di coach Ramondino.

Nel derby con Biella del 23 dicembre scorso, che vedeva opposte la prima e la seconda della classe, i rossoblu sono stati capaci di imbrigliare un realizzatore puro come Jazzmarr Ferguson.

Una delle armi a cui sovente l’ex-discepolo di Capobianco fa ricorso è il pressing a tutto campo, meglio se a uomo.

Pressing a uomo a tutto campo con il difensore del giocatore che fa la rimessa (Severini) che rimane a raddoppiare, oscurando la visuale al palleggiatore avversario. Due azioni consecutive contro Scafati.

Ma le combinazioni difensive si sprecano, potendo contare su una batteria di giocatori in grado di assumersi la responsabilità di cambiare marcatura sui blocchi avversari, mantenendo alta l’intensità e riuscendo a non demeritare in condizioni di evidente mismatch. I rossoblu si aiutano in campo con i giusti tempi e sanno occupare le zone lasciate momentaneamente sguarnite da recuperi difensivi affannosi con sospetta regolarità. I lunghi, per caratteristiche, sono capaci di tenere, seppure per brevi frangenti, l’uno contro uno anche quando accoppiati con giocatori di taglia più piccola e quindi presumibilmente più veloci.

Cattapan finisce su Saccaggi (con Sanders che si fa vedere in aiuto dal lato debole a centro area per scoraggiare la penetrazione) e Tomassini su Ebanks ma Siena non ne trae vantaggio. Sul proseguimento dell’azione Cattapan occupa l’area andando ad aiutare il compagno Blizzard, battuto da Turner.

Sui pick&roll avversari coach Ramondino predilige la soluzione che prevede di invitare gli attaccanti a giocarsela sul lato, utilizzando una strategia difensiva molto cara all’attuale coach dei Timberwolves Tom Thibodeau (ai Bulls si chiamava “ice” questo specifico atteggiamento difensivo.) In pratica, vedendo arrivare il blocco in punta, il difensore del palleggiatore si sposta automaticamente di fianco al diretto avversario, frapponendosi fra questo e la possibilità che si diriga verso il centro del campo – dove avrebbe un numero maggiore di opzioni a disposizione – e costringendolo invece a sfruttare il suddetto blocco nell’unica direzione possibile, ovvero la fascia laterale. L’intento è quello di accompagnarlo lentamente ma inesorabilmente fra le braccia dei compagni, sapientemente appostati in quella zona di parquet, in genere il difensore sull’uomo in angolo e quello del bloccante. Così facendo, il palleggiatore finisce per rimanere intrappolato, dato che i difensori, oltre ai consueti compagni, possono contare anche sulla linea laterale e su quella di fondo come insospettabili alleati nella loro opera di opposizione all’attaccante, costretto allora a pensare o a ritornare sui suoi passi. Il palleggiatore viene così “ghiacciato.”

Tomassini in singola marcatura su Andrew Lawrence di Scafati sul pick&roll laterale indica chiaramente con il braccio la direzione in cui deve essere incanalato l’attaccante. Lo “ghiaccia” sul lato sinistro, dove trova la chiusura di Marcius.

Nel complesso Casale vanta un reparto lunghi invidiabile, con Marcius a fare da ariete e Martinoni a rifinire. I loro cambi, panchinari solo nominalmente, Severini e Cattapan danno continuità a rimbalzo e incrementano la pericolosità al ferro. Dall’arco Blizzard e Sanders sono spesso delle autentiche sentenze. Tendenzialmente la Novipiù è a suo agio quando può lavorare a un ritmo basso. Gioca soltanto 69,35 possessi per partita (ultima nel girone ovest.)

Sembra numericamente una squadra “normale”: 4° per tiri tentati da due punti, 8° (con Scafati) nei tiri presi da tre, nettamente ultima nei liberi conquistati, con soli 11,7 a partita (penultima è Tortona che ne tenta 15,3 a gara.) Ma la normalità paga.

Denegri deve solo cominciare a sfogliare la margherita. Prima opzione: uscita dai blocchi di Tomassini (ma potrebbe essere indistintamente Blizzard o Sanders.) Seconda opzione: ricciolo di Sanders. Non succede nulla. Severini consegna la palla nelle mani di un esterno. Si ricomincia. Terza opzione: pick&roll Denegri-Martinoni. Non succede ancora nulla. La palla non si ferma ma viene correttamente ribaltata sull’altro lato dove Severini si è aperto, ampliando la propria visuale, e si è creata una superiorità numerica perché la difesa è stata fatta lavorare. Gioco alto-basso Severini-Martinoni.

Il fatto che Casale ambisca a controllare il ritmo, tenendolo generalmente basso, non significa che ami temporeggiare con la palla in mano, giocando “lungo” il più possibile e affidandosi semplicemente alla propria confortevole solidità difensiva. In realtà si adopera gran parte del cronometro per cercare una soluzione ancora migliore, esplorando diversi giochi, specie nella stessa azione. Se la soluzione più allettante però è il primo tiro disponibile, seppure in transizione, Tomassini e compagni non esitano a prenderlo, anche da oltre l’arco dei 3 punti.

Tiro da 3 in contropiede di Blizzard; difesa di Bellan sul pick&roll tesa a mandare ancora una volta sul lato, dove le velleità di successo di Spizzichini vanno ad esaurirsi nelle “termopili” casalesi, recupero, tripla in transizione di Sanders; Severini, Marcius e Bellan aggressivi a rimbalzo d’attacco.

Marco Ramondino è perfettamente consapevole di avere dei bigmen in grado di spaventare qualunque difesa avversaria e cerca di coinvolgerli in molti dei possessi offensivi della squadra. Nel piano partita casalese si ricercano frequentemente situazioni di gioco in post basso, cavalcate non esclusivamente con l’intenzione di finalizzare il possesso con il lungo. Molto spesso la palla dentro viene usata anche come esca, per sviluppare il gioco e creare vantaggi in altre zone del campo.

Sanders porta palla e chiama il gioco. Blocco in punta di Marcius con uscita dell’altro lungo Martinoni. Sanders sfrutta il blocco prima di Marcius e dopo di Tomassini per uscire e giocare ma il bersaglio del gioco è lo stesso Tomassini, che ha preso posizione in post basso contro un cattivo difensore come Ferguson. Chiarastella è preoccupato e va a aiutare il compagno lasciando però l’altro compagno Pollone da solo a marcarne due sul lato debole. Martinoni libera intelligentemente spazio con il taglio. Risultato: tiro con spazio, piedi per terra per Denegri.

Tomassini cerca insistentemente Marcius in post basso e quando la palla finalmente vi arriva, il focus dell’attacco è da tutt’altra parte: Marcius non guarda neppure il canestro, mentre sul perimetro Sanders sfrutta i blocchi in serie di Tomassini e Martinoni per creare separazione dal difensore e tirare con spazio.

A ulteriore testimonianza dell’ottima qualità del gioco espressa, Casale smazza 17,8 assist di squadra in media a incontro (terza assoluta, dietro a Latina e Treviglio.) Se prendiamo individualmente alcuni dei suoi giocatori, troviamo che Sanders è secondo nella graduatoria degli assist del girone con 4,8 a partita, Tomassini è terzo grazie ai 4,7 di media che fa registrare su singola serata e, poco più in basso, Blizzard occupa la nona piazza con 4,1 a sera. Per fare un raffronto, Turner, il primo dei senesi, è solo 13° con 3,8.

Ma gli esterni rossoblu possono accumulare tali impressionanti cifre anche grazie alla superiore capacità nei tagli dei lunghi del roster. “Sandi” Marcius, assente all’andata, è un ottimo “rollante.” Cattapan non è da meno.

Tomassini chiama lo schema, Martinoni finge di portare il blocco e si apre in posizione di ala, ma il vero obiettivo è il pick&roll centrale (in genere c’è Marcius a giocarlo). Cattapan è svelto a “rollare” sorprendendo la difesa biellese, troppo aggressiva sull’esterno. Cattapan nella circostanza sbaglia l’appoggio. Difficile che capiti altre volte.

Anche qui, l’utilizzo del pick&roll è tutt’altro che banale: capita frequentemente che un giocatore interno finga soltanto di portare il blocco per cogliere impreparata la difesa con un cambio di direzione repentino verso il canestro: fondamentale nel quale Marcius e Martinoni sono decisamente credibili.

Martinoni finge di portare il blocco, il classico doppio blocco alto con Marcius, al portatore di palla, invece taglia repentinamente verso il canestro, dietro al difensore.

Per profondità del roster e possibilità in faretra, Casale si presenta come un ostacolo per nulla agevole per la Mens Sana di questi tempi. Coach Ramondino è riuscito a sfruttare appieno la fiducia incamerata negli anni per imprimere il proprio marchio sulla squadra, che appare oggi una delle più piacevoli, oltre che efficienti macchine da pallacanestro di questa A2. Se è vero che la Novipiù non ha raccolto punti nelle ultime due trasferte contro Cagliari e Legnano, è altrettanto acclarato il fatto che a partire dall’ultimo turno di campionato abbia finalmente recuperato tutti gli effettivi a disposizione: mai, prima del match casalingo di domenica contro Scafati, l’allenatore campano aveva avuto l’organico al completo. Siena è avvisata.

Tommaso Mandriani

Soundreef Mens Sana in perdita per circa 324 mila euro

Oltre al ripianamento della perdita, nella prossima assemblea straordinaria di ricapitalizzazione ci sarà la definizione del nuovo consiglio d’amministrazione

L’assemblea ordinaria dei soci della Mens Sana Basket 1871 SSD a R.L. ha approvato mercoledì 20 dicembre il bilancio di esercizio chiuso al 30 giugno 2017.

Assente il socio Danilo Bono, il bilancio è stato approvato con voto favorevole di Siena Sport Network, Consorzio Basket e Sport a Siena e Associazione Io Tifo Mens Sana pari al 88% del capitale sociale; si è espressa con astensione la Polisportiva Mens Sana 1871.

Il bilancio presenta una perdita di gestione di 324 mila 306 euro. Ora sarà compito dell’organo esecutivo della società di convocare una nuova assemblea, straordinaria, per procedere in sede notarile al ripianamento della perdita di esercizio.

Successivamente, su richiesta del Consorzio Basket e Sport a Siena verrà convocata ad anno nuovo una seconda assemblea straordinaria con lo scopo di aumentare di 150 mila euro il capitale sociale che varierà quindi da 10 mila a 160 mila euro.

All’assemblea tutti i consiglieri si sono presentati dimissionari; all’ordine del giorno il secondo punto prevedeva questa ipotesi e ne disciplinava la sostituzione. Siena Sport Network ha proposto Francesco Bertoletti, Massimo Macchi ed Emanuele Nucera, il Consorzio Basket e Sport a Siena ha proposto Simone Ciotti, Marco Turillazzi e Luigi Cagnazzo, l’Associazione Io Tifo Mens Sana ha infine indicato tutto il proprio consiglio direttivo più i consiglieri uscenti, Guido Guidarini e Laura Bucci.

Il tempo intercorrente di qui all’assemblea straordinaria di ricapitalizzazione che, a questo punto, dovrà anche rieleggere il CdA, servirà a ottenere le disponibilità dei candidati al ruolo di consigliere di amministrazione e a definire i nominativi che in base al reciproco impegno dei soci sul ripianamento perdite andranno a comporre l’organo esecutivo.

L’Associazione Io Tifo Mens Sana ha annunciato nell’assemblea di mercoledì la propria intenzione di formalizzare la candidatura a presidente della Mens Sana Basket 1871 SSD a R.L. del dottor Massimo Macchi.

Mens Sana, Francesco Bertoletti presidente ad interim

Guido Bagatta lascia la carica di presidente a Francesco Bertoletti, che la assumerà ad interim. Il giornalista sportivo sarà presidente onorario

Soundreef Mens Sana Basket 1871 SSD a R.L. si è riunito ieri presso la sede del PalaEstra. Al termine di una lunga riunione cui hanno partecipato tutti e nove i consiglieri di amministrazione – signori Guido Bagatta, Francesco Bertoletti, Laura Bucci, Luigi Cagnazzo, Guido Guidarini, Massimo Scialò, Gianluca Taglioni, Marco Turillazzi e Franco Vittori, segretario il dottore commercialista Emanuele Nucera, revisore il dottor Roberto De Marco -, il cda è pervenuto alle seguenti conclusioni:

-Approvazione del bilancio di esercizio chiuso al 30 giugno 2017 che evidenzia una perdita di euro 320 mila. Proposta all’assemblea dei soci che si terrà entro il mese di dicembre di ripianamento della perdita evidenziata e di ricostituzione del capitale sociale. La delibera è stata presa con otto voti a favore e un’astensione.

-Accettazione all’unanimità delle dimissioni da presidente e da consigliere di amministrazione del dottor Guido Bagatta.

-Incarico all’unanimità all’amministratore delegato dottor Francesco Bertoletti di ricoprire ad interim le funzioni di presidente del consiglio di amministrazione della Soundreef Mens Sana Basket 1871 SSD a R.L.

-Nomina all’unanimità del dottor Guido Bagatta a presidente onorario della Soundreef Mens Sana Basket 1871 SSD a R.L. con conferma delle deleghe a sovrintendere la gestione sportiva della prima squadra, incluse le pertinenti funzioni di marketing e comunicazione.

Al termine del consiglio di amministrazione Guido Bagatta ha voluto rilasciare la seguente dichiarazione: «Un cambiamento riguardo la mia funzione che è solo formale e che non farà ridurre il mio apporto personale per riportare in alto le sorti sportive della Mens Sana Basket. Sopravvenuti impedimenti a rivestire ruoli amministrativi in società terze rispetto la mia attività imprenditoriale, mi hanno costretto a dimettermi tanto da presidente che da consigliere. Ringrazio il cda per la fiducia e stima mostratemi nel volermi confermare un incarico prestigioso a fianco della squadra biancoverde. Forza Mens Sana».

Due partite per lo “Sport day”

Emma Villas Siena e Soundreef Mens Sana unite per lo “Sport day”. Biglietto unico a 10 euro, per gli abbonati di una delle due l’altra partita è omaggio

E’ stato presentato stamattina, nella sala stampa del Comune di Siena, un evento unico per lo sport senese e per tutta la città. Il prossimo 17 dicembre al PalaEstra di Viale Sclavo sarà infatti “Sport day”, una giornata di basket e pallavolo, ma non solo, che vedrà il coinvolgimento di tutte le società giovanili del territorio legate a Mens Sana Basket e Emma Villas Volley, oltre alle varie squadre della Polisportiva Mens Sana. Il tutto si svolgerà al PalaEstra, nelle palestre limitrofe e negli spazi adiacenti. Il Comune di Siena sostiene attivamente questa iniziativa, che vede il patrocinio anche del Coni provinciale.

Il sindaco di Siena Bruno Valentini, il presidente della Emma Villa Siena Giammarco Bisogno, il presidente della Soundreef Mens Sana Guido Bagatta, il direttore sportivo della Polisportiva Mens Sana Gianluca Marzucchi e il delegato provinciale del Coni di Siena Paolo Ridolfi hanno illustrato l’evento e spiegato il senso dell’iniziativa.

Con un unico biglietto a 10 euro si potrà assistere ad entrambe le partite, Emma Villas Siena contro Videx Grottazolina alle 15.30 e, a seguire, Soundreef Mens Sana contro NPC Pallacanestro Rieti alle ore 20.30. Coloro che sono abbonati alle partite dell’Emma Villas o della Mens Sana avranno il biglietto omaggio per l’altra partita. L’ingresso è invece omaggio per le squadre di basket e volley della provincia e per gli atleti del polisportiva. Per le scuole medie del comune di Siena biglietto ad 1 euro per entrambe le partite. All’Università 100 biglietti omaggio.

«L’amministrazione comunale – spiega il sindaco Bruno Valentini – ha appoggiato fin da subito questa bella idea, che unisce realtà sportive senesi, coinvolge importanti realtà imprenditoriali del territorio e parla a tutta la città. Con convinzione abbiamo scelto di sostenere questa grande festa dello sport, con la possibilità unica di seguire entrambe le partite al PalaEstra e di scoprire la ricchezza dello sport senese. Un modo anche per sostenere la candidatura di Siena a Città Europea dello Sport 2020, per la quale siamo impegnati con le altre istituzioni cittadine. Appuntamento quindi per tutti domenica 17 dicembre al PalaEstra per far sentire il nostro supporto alle squadre senesi e passare una bella giornata insieme all’insegna della salute, del divertimento e del fair play».

«Sarà una giornata importante, a mio avviso quasi storica – dichiara Giammarco Bisogno – perché avremo due partite di discipline sportive come la pallacanestro e la pallavolo, che dopo il calcio sono gli sport di squadra più seguiti e più importanti in Italia, che si ritrovano nello stesso giorno per le proprie gare di campionato con un ingresso unico per potervi assistere. Questo è un grande messaggio che diamo alla città di Siena, agli sponsor, agli imprenditori, è una forma di collaborazione e di sviluppo dei movimenti all’interno del PalaEstra. La città percepisca questa iniziativa come una opportunità di crescita per tutte le realtà coinvolte».

«Credo che la valenza principale – evidenzia Guido Bagatta – sia rappresentata dal fatto che siamo riusciti a trasformare un problema in un valore positivo. Soundreef ed Emma Villas avevano quel giorno un incontro di campionato alla stessa ora. Con la collaborazione delle squadre ospiti e quella del Comune di Siena e della Polisportiva Mens Sana il tutto si è trasformato in un evento. Per i nostri tifosi e per tutta la cittadinanza sarà un’occasione di passare un intera giornata al PalaEstra, vedere due incontri di campionato al prezzo di uno, seguire esibizioni e partite di giovani, ristorarsi e divertirsi allo stesso momento. Sono soddisfatto di aver promosso l’evento il cui programma è in continua elaborazione e sono curioso di vedere quale sarà l’attrattiva che eserciterà sugli esercenti invitati a partecipare a questo Christmas Day».

«Siamo di fronte a presidenti illuminati – fa notare Paolo Ridolfi – che, insieme ad altri, si propongono come locomotiva di traino, perché tante sono le eccellenze sportive di questa città. Siamo uno dei territori dove si fa più sport in Italia. Il nostro compito è supportare l’iniziativa e contribuire a farla conoscere ed arricchirla di contenuti, per renderla una giornata importante per tutte le realtà sportive presenti sul territorio senese».

»La Polisportiva Mens Sana è seconda in Italia per numeri solo alla polisportiva Lazio – sottolinea Gianluca Marzucchi – e supporterà con tutti gli spazi esistenti e con alcune esibizioni delle nostre sezioni questo importante evento. Lo sport può essere un volano importante per l’economia del territorio, oltre a rappresentare un aspetto fondamentale per la crescita delle nuove generazioni».

Successo del “black friday” all’outlet di Foiano

Il Valdichiana Outlet Village di Foiano ha registrato un +20% di presenze rispetto all’anno scorso. Domani alle 16 ci sarà il contest con i giocatori della Mens Sana Basket 1871

«Il “black friday” ha fatto registrare al Valdichiana Outlet Village un +20% di presenze rispetto allo scorso anno, a dimostrazione del crescente apprezzamento, anche in Italia, verso questa occasione di risparmio che, per quanto ci riguarda, interesserà tutto il weekend». Riccardo Lucchetti, center manager della Land of Fashion di Foiano della Chiana (Ar), commenta così i dati delle presenze registrati nel “venerdì nero” dello shopping a prezzi scontati e ricorda che  «per tutto questo fine settimana i visitatori potranno apprezzare, oltre alle offerte del black week end con sconti del 30% su tutte le collezioni autunno – inverno, anche il forte rinnovamento e rafforzamento dell’offerta commerciale, che passa attraverso l’introduzione di nuovi, prestigiosi brand, molti già operativi, altri lo saranno a breve».

Tra le aperture imminenti, a dicembre, il nuovo  punto vendita Under Armour, che dagli States sbarca al Valdichiana Outlet Village con proposte di alto livello per quanto riguarda l’abbigliamento sportivo, scarpe e accessori innovativi.

«In previsione della nuova apertura di dicembre, in collaborazione con Mens Sana Basket 1871, siamo onorati di ospitare – annuncia Lucchetti – i giocatori di basket della Soundreef  di Siena, che con la loro destrezza sapranno coinvolgere e appassionare anche il pubblico presente».

Tutti coloro che hanno coltivato a lungo l’ambizione di “misurarsi” con alcuni campioni di basket, potranno dunque coronare il proprio sogno sabato 25 novembre dalle 16 al Valdichiana Outlet Village. L’occasione è data proprio dalla presenza della  qualificata rappresentativa di cestisti della Mens Sana Basket 1871 di Siena, protagonista, in Piazza Maggiore, con la complicità del pubblico presente, di uno spettacolare contest 3 vs. 3. Ovviamente i campioni della Mens Sana indosseranno scarpe Under Armour, che, con l’apertura di dicembre anche nella Land Of Fashion Valdichiana Outlet Village, prosegue il proprio  piano di nuove aperture negozi monomarca in Italia.

Per il brand americano di activewear, quello di Valdichiana Outlet Village è il quarto store in Italia, il primo in Toscana dopo le aperture in Lombardia, ma ne sono previsti  20 nei prossimi 5 anni nelle principali città e centri commerciali del Belpaese. Il punto vendita del Valdichiana Outlet Village,  con uno spazio espositivo di circa 450 mq, offrirà ai clienti una brand experience multisport, studiata dal team di architetti dell’headquarter di Baltimora, dove l’azienda fu fondata nel 1996 da Robert Plank, con  un ampio assortimento delle linee training, running, basket e la linea kids.

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