Stefania Saccardi

Liste d’attesa, quasi 4 milioni di euro per ridurle

Progetto e investimento della Asl Toscana sud est per la riduzione delle liste d’attesa, sia per l’ambulatoriale che per la chirurgia

«Lavorare sulle criticità» ha prodotto i suoi risultati. Sono state le parole chiave del mandato di Enrico Desideri: «I dati ci danno tra i migliori d’Italia ma non mancano le criticità, su quelle stiamo lavorando e lavoreremo». Tra le criticità figurano i tempi d’attesa ma, per dimostrare che una Asl funzioni più o meno bene, devono essere tenuti in considerazione anche gli indicatori di salute. Proprio su questi due aspetti si è concentrata la conferenza stampa che si è tenuta questa mattina a Siena, facendo il punto sui risultati raggiunti su entrambi i fronti e i prossimi impegni per migliorare. I dettagli sono stati presentati dal direttore generale della Asl Toscana sud est Enrico Desideri, dall’assessore regionale Stefania Saccardi e dal presidente della Conferenza Aziendale dei Sindaci Giacomo Termine, alla presenza del direttore sanitario Simona Dei, del direttore amministrativo Francesco Ghelardi, del direttore della Rete Ospedaliera Daniela Matarrese e del direttore di staff della Direzione sanitaria Roberto Turillazzi.

L’obiettivo della Asl Toscana sud est è aumentare i volumi dell’attività specialistica e diagnostica strumentale. L’investimento riguarderà in particolar modo la radiologia diagnostica pesante, gli ecocolordoppler cardiaci e vascolari, l’ecografia internistica, l’endoscopia digestiva, le visite oltre all’incremento delle sedute di chirurgia in tutto il territorio aziendale.

«La tempestività delle visite e degli esami strumentali necessari è un obiettivo che qualunque manager della sanità si deve porre, anche per garantire equità di accesso in relazione ai bisogni – ha spiegato Enrico Desideri, direttore generale – Per fare questo, la nostra Asl ha scelto di raccordare in modo forte il sistema delle Cure Primarie, cioè della medicina generale, con gli specialisti di riferimento. Inoltre abbiamo da tempo prodotto dei percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali per arginare progressivamente anche l’inappropriatezza, che è ovunque un problema rilevante. Questo approccio ha già ridotto i tempi di attesa, ma non è ancora sufficiente a risolvere il problema. Ed è per questo che la Asl Toscana sud est, per il 2019 e come previsto dalla Regione Toscana, investirà 2,3 milioni di euro per aumentare il numero di visite. E concludo dicendo che ad oggi, le attese non sono mai state segnalate in ambito oncologico».

Ecco alcuni numeri: le prestazioni ambulatoriali erogate nel 2018 tra Arezzo, Siena e Grosseto sono state 3.800.000. Durante lo scorso anno, la diagnostica strumentale (Rm, ecografie, ecc) è aumentata del 3%, così come il numero di visite effettuate (cardiologica, ginecologica, oculistica, neurologica, dermatologica, ortopedica e otorino). I tempi di attesa per prima disponibilità sono stati rispettati nel 70% dei casi. E’ importante il ruolo dell’Help Desk, cioè la struttura che risolve i casi segnalati dai Cup per prenotazioni non adeguate ai tempi. Solo nel 2018, l’Help Desk aziendale ha risolto 100 mila casi nell’intera Sud Est. Nel 2019 l’attività dell’Help Desk verrà incrementata, così come sarà implementato il progetto del “Dove si prescrive si prenota”, cioè la possibilità di prenotare la visita direttamente dal proprio medico di famiglia o dallo specialista. Visti i risultati, è doveroso un focus sul Percorso Oncologico e l’Aiuto Point, in quanto è salita al 90% la percentuale di visite ed esami prenotata direttamente nell’ambulatorio del prescrittore, evitando disagi e lungaggini ai pazienti.

Per quanto riguarda invece l’abbattimento delle liste di attesa in ambito chirurgico, il progetto prevede un investimento di 1,5 milioni di euro. Sono state prese in considerazione le tipologie di interventi che hanno un maggior numero di utenti in lista di attesa. Le linee di intervento riguardano Chirurgia Generale, Urologia, Oculistica e Ortopedia, per le quali è stato calcolato il fabbisogno di sedute operatorie aggiuntive, utili a ad abbattere i tempi di attesa fino ad un massimo di tre mesi. Per gli interventi saranno utilizzati tutti gli ospedali della rete, in modo da decongestionare le strutture più grandi.

In occasione della conferenza stampa, sono stati presentati anche i dati sugli indicatori di salute nell’Area Vasta a partire dal 2015. Il territorio della Asl Toscana sud est dal 2015 al 2017 ha registrato dei miglioramenti (fonte, Prose ARS) in relazione a: riduzione rischio di morte per infarto miocardico a 30 giorni (-15%); riduzione riammissione a 30 giorni di un ricovero per infarto miocardico (-7%); rischio di morte a 30 giorni per ICTUS (-27%); riduzione rischio di morte per scompenso cardiaco a 30 giorni (-11%); riduzione riammissione a 30 giorni per scompenso cardiaco (-6%); riduzione tasso di ospedalizzazione per BPCO (-6%, questo significa che si cura di più nel Territorio, a tutto vantaggio del paziente). Sono tutti parametri che hanno valore inferiore rispetto alla media regionale (l’ospedalizzazione per BPCO è inferiore del 25%, i decessi a 30 giorni per IMA ICTUS e scompenso sono inferiori rispettivamente del 7%,18% e 3%). Ottimo, in particolare, il dato sulle amputazioni del piede diabetico: rispetto al dato regionale, nella Asl Toscana sud est è inferiore del 54%. Tra le criticità su cui è necessario lavorare ancora più intensamente, ci sono i numeri dei parti cesarei e il rischio di complicanze a 30 giorni per intervento laparoscopico di colecistectomia.

«Sono veramente soddisfatto di quello che è stato messo in piedi dalla Regione e dalla nostra Asl per abbattere le liste di attesa – ha commentato Giacomo Termine – Sono cifre importanti per far fronte alle esigenze dei territori. Esigenza, questa, che avevamo fatto presente ormai da tempo. Come rappresentanti dei cittadini, continueremo a monitorare».

L’assessore Saccardi ha concluso sottolineando: «Si tratta di un incremento dell’offerta programmato in seguito ad una delibera regionale. Abbiamo fino ad oggi aumentato il volume delle prestazioni solo con i professionisti interni. Da gennaio a giugno 2019 saranno erogate quasi 20.000 prestazioni in più. Noi monitoriamo l’andamento settimana per settimana e, se ce ne fosse la necessità, andremo a cercare l’offerta dove c’è».

Quasi 3 milioni di euro per il progetto Pronto Badante

Pronto Badante, quasi 3 milioni di euro per proseguire e stabilizzare il progetto regionale nel 2019-2020

Quasi 3 millioni per proseguire il progetto Pronto Badante nel 2019 e 2020. E da quest’anno non si parla più di progetto sperimentale, ma di stabilizzazione degli interventi. A stabilire il proseguimento del progetto Pronto Badante, una delibera presentata dall’assessore al dirittto alla salute e al welfare Stefania Saccardi e approvata dalla giunta nel corso dell’ultima seduta. Delibera che destina al progetto 2.900.000 euro per il biennio 2019-2020.

«Il progressivo invecchiamento della nostra popolazione – dice l’assessore Stefania Saccardi – pone con sempre maggiore urgenza il problema dei bisogni degli anziani e delle loro famiglie. Noi vogliamo dare risposte che rendano meno gravoso il peso della quotidianità, prevenendo l’isolamento e l’esclusione sociale degli anziani e dei familiari che li assistono. Tra queste risposte, c’è il Pronto Badante. Alla luce degli esisti positivi ottenuti dalla sperimentazione del progetto regionale, abbiamo deciso quest’anno di stabilizzare gli interventi previsti dal progetto, per consolidare ulteriormente la qualità del nostro welfare, con politiche sociali innovative e di inclusione».

Il progetto Pronto Badante

Il progetto regionale “Pronto Badante – Interventi di sostegno e integrazione nell’area dell’assistenza familiare in Toscana” è partito in via sperimentale a marzo 2015 sul territorio di Firenze e provincia e, a seguito degli ottimi risultati raggiunti, è stato poi esteso dall’anno successivo a tutta la Toscana. Il progetto ha come obiettivo il sostegno alla famiglia con anziano convivente o all’anziano che vive da solo, nel momento in cui si presenta la prima fase di difficoltà dell’anziano, garantendo la copertura di questo delicato momento, in genere quasi totalmente scoperto, durante il quale la famiglia si trova a vivere una situazione di grave difficoltà, che spesso impedisce di provvedere alle prime azioni necessarie. Questo intervento si propone anche di contrastare la solitudine e il disagio delle persone anziane fragili e delle loro famiglie, promuovendo la socializzazione e l’integrazione sociale.

Il progetto, con il coinvolgimento del Terzo settore, del volontariato e dei soggetti istituzionali presenti sul territorio, prevede l’intervento diretto di un operatore, che si recherà all’abitazione della famiglia dell’anziano, in modo da garantirle un adeguato punto di riferimento per avere informazioni riguardanti i percorsi socio-assistenziali e un sostegno economico, una tantum, per l’attivazione di un rapporto di assistenza familiare con una/un badante.

Il progetto ha previsto anche il coinvolgimento dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (Inps), per l’azione “Sostegno economico“, attraverso la stipula di un’apposita convenzione che ha permesso, fin dal primo anno di sperimentazione del progetto regionale, l’attivazione di una nuova procedura telematica, all’interno del sito istituzionale di Inps, al fine di poter erogare alle persone anziane in difficoltà i libretti famiglia, un utile strumento di facile e rapida usufruibilità: la loro attivazione è funzionale all’effettuazione di un regolare rapporto di lavoro occasionale tra l’anziano e l’assistente familiare, in quanto già comprensivo di oneri previdenziali Inps e assicurativi Inail, ed è propedeutico alla successiva stabilizzazione lavorativa dell’assistente familiare, attraverso la stipula di un contratto di lavoro regolare.

Il numero verde

Il numero verde istituito dalla Regione, 800 59 33 88 è attivo dal lunedi al venerdi dalle 8 alle 19.30 e il sabato dalle 8 alle 15. Dopo la chiamata, un operatore autorizzato interverrà direttamente all’abitazione della famiglia della persona anziana, garantendole un unico punto di riferimento.

I numeri del Pronto Badante da marzo 2016 ad oggi

Ottimi i risultati conseguiti alla fine delle precedenti sperimentazioni attivate su tutto il territorio regionale (1/03/2016 – 28/2/2018): sono infatti arrivate al numero verde oltre 42.000 telefonate, sono state effettuate 12.458 visite, attraverso l’intervento di un operatore autorizzato che si è recato, entro le 48 ore, all’abitazione dell’anziano, e sono stati erogati 8.360 libretti famiglia/buoni lavoro per attivare un primo rapporto di lavoro regolare con una/un assistente familiare. La terza fase di sperimentazione ha preso avvio il 1° marzo 2018 ed è tuttora in corso; e a 10 mesi dall’inizio delle attività sono arrivate oltre 10.000 telefonate al numero verde, sono state effettuate più di 5.000 visite domiciliari e sono stati erogati oltre 3.300 sostegni economici.

Il sistema di rete messo in campo dal progetto regionale Pronto Badante ha coinvolto ben 120 associazioni di volontariato, 80 cooperative sociali, 24 patronati, 19 associazioni di promozione sociale e 12 altri soggetti onlus.

Gli anziani in Italia e in Toscana

Il Rapporto annuale 2018 dell’Istat fotografa l’Italia come uno dei paesi più vecchi al mondo dopo il Giappone, con una stima di 168,7 anziani ogni cento giovani al 1° gennaio 2018. Divario destinato a salire tra 20 anni, con una stima di 265 anziani ogni cento giovani. Si vive più a lungo, ma con una prospettiva di solitudine negli ultimi anni. Il Rapporto analizza infatti, oltre alla popolazione, anche le reti e le relazioni sociali; e la carenza di relazioni diventa isolamento per gli anziani che vivono soli, i quali trascorrono il 70% del tempo in cui sono svegli senza alcuna compagnia (circa 10 ore) e interagiscono con altre persone solo per quattro ore al giorno, soprattutto con familiari non coabitanti (65%), con amici (31%) e con vicini (4%).

Anche in Toscana l’allungamento della vita media è ormai un dato di fatto da diversi anni, la Toscana risulta infatti essere tra le regioni europee più longeve, la 3° in Italia dopo Liguria e Friuli Venezia Giulia. Gli anziani over64enni nel 2017 crescono di circa 3.000 unità rispetto all’anno precedente, per un totale complessivo di oltre 943.000 persone, rappresentando il 25% della popolazione, contro una media italiana del 22% e con una progressiva crescita nel tempo delle classi 75-84 e over85 (grandi anziani), che rappresentano il 53% degli anziani.

Secondo il Rapporto Welfare e salute in Toscana presentato a luglio 2018, la presenza anziana cresce all’interno delle famiglie, i nuclei toscani con almeno un anziano presente sono circa 629.000 e quelli composti soltanto da anziani circa 396.000. Gli anziani che vivono da soli (in solitudine abitativa), al censimento 2011 risultano essere circa 233.000, nel 75% donne e per il i l 67% over74enni.

Sulle pagine dedicate al Pronto Badante sul sito della Regione, tutte le informazioni sul servizio e gli orari del numero verde.

In arrivo fondi per disabilità, non autosufficienza e vita indipendente

Disabilità, non autosufficienza e vita indipendente, dalla Regione oltre 270 milioni per il 2019

Dalla Regione Toscana oltre 270 milioni di euro per la disabilità, la non autosufficienza, la vita indipendente. E un progetto sperimentale per interventi di adattamento domestico per il sostegno alla domiciliarità, che ora va a regime. Ancora, dal 1° gennaio 2019 viene adeguata la quota sanitaria per la non autosufficienza all’interno delle Rsa (Residenze sanitarie assistenziali). E ci sarà un adeguamento anche per le tariffe per i Centri di riabilitazione extraospedaliera. Tutto questo è previsto da quattro delibere presentate dall’assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi e approvate dalla giunta nelle ultime sedute del 2018.

«Prosegue e si intensifica il nostro impegno sul fronte della disabilità e della non autosufficienza, che è per noi una priorità – dice l’assessore Saccardi – In questi ultimi anni abbiamo aumentato iniziative e progetti, sono cresciute le cifre investite in questo settore, ed è salito anche sensibilmente il numero di persone prese in carico nelle Rsa e nei Centri diurni. Non vogliamo lasciare sole le famiglie, che devono sentirsi sostenute e affiancate nell’assistenza ai loro congiunti disabili, anziani, non autosufficienti».

Fondo regionale per la non autosufficienza 2019

La Regione destina alle Zone distretto o alle Società della Salute la cifra complessiva di 63.878.675 euro per la non autosufficienza, di cui: 54.878.675 per l’estensione dei servizi domiciliari alla popolazione in condizioni di disabilità e di non autosufficienza di età superiore ai 65 anni, e il sostegno al sistema integrato a favore delle persone non autosufficienti di età inferiore ai 65 anni; e 9.000.000 per la continuità dei progetti di Vita indipendente.

La cifra complessiva di quasi 64 milioni verrà così ripartita tra le aziende sanitarie: 21.723.851 all’Azienda sanitaria Toscana nord ovest; 27.460.153 all’Azienda Toscana centro; 14.694.670 all’Azienda Toscana sud est.

Queste risorse sono comprese nell’ambito dell’assegnazione a ciascuna Azienda di Fondo Sanitario Regionale indistinto per il 2019. Ciascuna Zona distretto/SdS dovrà presentare all’assessorato, entro il 15 febbraio 2020, una dettagliata relazione sui risultati ottenuti e sui costi sostenuti.

Adeguamento della quota sanitaria per le Residenze Sanitarie Assistenziali

La Regione dal 2017 dà indicazione alle Aziende sanitarie di utilizzare la somma complessiva di 202 milioni per l’inserimento di persone anziane ultra65enni non autosufficienti in Residenze sanitarie assistenziali e Centri diurni. Dal 1° gennaio 2019, la quota sanitaria viene adeguata, attuando un incremento di 0,60 euro al giorno, e un ulteriore aumento (0,40 euro) al giorno è previsto dal 1° gennaio 2020. Di conseguenza, nel 2019 la somma complessiva per l’inserimento di persone anziane ultra65enni non autosufficienti in Residenze sanitarie assistenziali e Centri diurni passa a 204.316.600,00, prevedendo per le quote sanitarie i seguenti budget aziendali: Azienda Toscana centro: 102.158.300; Azienda Toscana nord ovest: 50.573.400; Azienda Toscana sud est: 51.584.900.

L’adeguamento, concordato con le rappresentanze dei gestori, tiene conto dei sopraggiunti adempimenti imposti da interventi normativi di settore che comportano conseguenti costi aggiuntivi. Sarà inoltre istituito un tavolo tecnico per avviare un processo di riorganizzazione delle Rsa, finalizzato a garantire una migliore appropriatezza delle risposte assistenziali, considerati i nuovi bisogni imposti dall’evoluzione demografica ed epidemiologica. In particolare, il tavolo si impegna a rivedere le indicazioni e i parametri per l’articolazione modulare dei servizi che garantisce l’attività assistenziale differenziata all’interno delle Rsa.

Le azioni intraprese dal 2017 per garantire su tutto il territorio regionale livelli uniformi di prestazioni offerte dalle Rsa, la libera scelta dei cittadini e, al contempo, fornire una cornice di regole e condizioni certe all’interno delle quali i gestori delle strutture possano svolgere la loro attività e il sistema pubblico programmare e controllare le azioni di governance, ha permesso l’incremento costante delle persone prese in carico in Rsa e Centri diurni. Dalle 13.627 persone assistite in Rsa nel 2016, siamo passati alle 14.075 nel 2017 e alle 15.388 nel 2018. Per quanto riguarda i Centri diurni, gli assistiti nel 2017 erano 1.886, mentre nel 2018 sono stati 2.144.

I posti a libera scelta nelle Rsa toscane al momento sono 12.069 (5.949 nella Toscana centro, 3.167 nella Toscana nord ovest e 2.953 nella Toscana sud est), 586 quelli in regime di libero mercato.

Con un’altra delibera, sono state anche aggiornate, e differenziate in base alle diverse prestazioni e alle tipologie di utenti, le tariffe per i Centri di riabilitazione extraospedaliera. L’incremento complessivo derivante da questo aggiornamento sarà fra i 3 e i 4 milioni di euro.

Autonomia delle persone con disabilità: interventi di adattamento domestico per il sostegno alla domiciliarità

All’interno delle prestazioni erogate con il Fondo per la non autosufficienza, le UVM (Unità di Valutazione Multidisciplinare), in sede di valutazione e definizione del Progetto di vita, possono prevedere il sopralluogo dell’abitazione per una consulenza per migliorare l’autonomia all’interno della propria casa ed, eventualmente, un contributo finalizzato al sostegno delle spese per gli adattamenti consigliati. Per questo viene assegnata la somma di 100.000 euro all’Azienda sanitaria Toscana centro, in cui risiede il CRA (Centro Regionale per l’Accessibilità), che si occupa di accessibilità e barriere architettoniche, e che metterà a disposizione personale esperto di accessibilità, attraverso specifici accordi con l’Università di Firenze o altri eventuali soggetti competenti in materia.

E’, questa, la messa a regime del progetto ADA (Adattamento Domestico per l’Autonomia), condotto finora in via sperimentale e finalizzato al miglioramento delle condizioni di vita delle persone con disabilità nella propria abitazione. Il progetto ADA, gestito in collaborazione con l’Università di Firenze, ha permesso di offrire alle persone con disabilità , e a chi presta loro assistenza e cura nell’ambiente domestico, un’attività di consulenza (e, in alcuni casi, un contributo economico) per elevare l’autonomia dell’abitare mediante specifici interventi progettuali, riguardanti gli spazi della casa, i suoi arredi, le attrezzature, gli impianti tecnologici e di automazione degli ambienti. Nel settembre scorso, il progetto ADA, fortemente innovativo, ha ottenuto un importante riconoscimento a livello internazionale nel corso di una cerimonia a Città di Lussemburgo.

Gli interventi di adattamento domestico, da prevedere all’interno del Progetto di vita della persona con disabilità, sono finalizzati a sostenere la permanenza al domicilio ed evitare l’istituzionalizzazione, nell’ottica del miglioramento della qualità della vita.

La Regione smentisce la riduzione dei medici sulle ambulanze

Enrico Rossi e Stefania Saccardi intervengono sulle voci sulla riorganizzazione dell’emergenza urgenza. I vertici regionali smentiscono la riduzione del numero dei medici sulle ambulanze

La Regione Toscana fa chiarezza rispetto alle voci che si rincorrono e rimbalzano sui media a proposito delle ipotesi di riorganizzazione dell’emergenza urgenza. E lo fa attraverso un comunicato congiunto del presidente Enrico Rossi e dell’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi: «Un paio di anni fa al tavolo del volontariato (che riunisce la Regione, le associazioni di volontariato e i direttori di programmazione delle aziende), presente anche una rappresentanza dell’emergenza urgenza – ricordano presidente e assessore -, fu deciso, in seguito alla difficoltà di reperire medici specializzati nell’emergenza urgenza, non solo per le ambulanze ma anche per il pronto soccorso, di dare mandato a un gruppo tecnico misto di fare una valutazione sul rafforzamento del sistema dell’emergenza urgenza, valutando anche un maggior utilizzo e una miglior integrazione tra ambulanze infermieristiche e auto mediche, senza nessuna riduzione del numero di medici».

Questa ipotesi tecnica è stata poi congelata, anche per la necessità di una condivisione con i professionisti e con i territori. «Da allora – chiariscono Rossi e Saccardi – niente si è mosso, nessun impulso dal governo regionale è venuto nel senso di una riduzione della presenza dei medici a bordo delle ambulanze, ma anzi è sempre stata smentita ogni notizia in tal senso. L’assessorato sta lavorando per ricercare modalità per implementare la presenza di medici dell’emergenza urgenza nel sistema sanitario, sia attraverso l’aumento, pagato dalla Regione, delle borse di specializzazione in questo settore, sia da un percorso di confronto con le professioni e con il governo nazionale, sempre per aumentare i medici in questo settore. Non solo: l’anno scorso abbiamo stabilizzato circa 100 medici precari dell’emergenza urgenza; la delibera è del 29 novembre 2016, il percorso di stabilizzazione si è concluso a fine 2017».

«Ci auguriamo in questo modo – concludono Rossi e Saccardi – di avere messo la parola fine a tutta una serie di indiscrezioni su ipotesi di riorganizzazione del sistema del 118 che ciclicamente escono sui diversi territori per alimentare la preoccupazione delle persone più che per dare un contributo reale ai problemi».

L’assessore regionale Saccardi ha incontrato i medici in sciopero

Protesta e sciopero dei medici, oggi l’incontro in Regione Toscana con l’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi

Stamani l’assessore toscano al diritto alla salute Stefania Saccardi ha ricevuto una rappresentanza di tutti i sindacati medici che oggi hanno scioperato a livello nazionale per protestare contro il mancato finanziamento del contratto e la scarsezza di fondi per la sanità. L’assessore Saccardi, assieme al capo di gabinetto del presidente Rossi, Ledo Gori, hanno espresso ai medici la solidarietà della Regione, che condivide i motivi della loro protesta ed è al loro fianco.

Tra l’altro, proprio pochi giorni fa, il 19 novembre, il presidente Enrico Rossi e i rappresentanti di tutte le sigle sindacali mediche hanno sottoscritto una pre-intesa sulla base della quale la Regione si impegna a finanziare per circa 6 milioni di euro per finanziare progetti di attività aggiuntiva da parte delle aziende: per esempio, iniziative finalizzate al governo delle liste di attesa, al governo della spesa farmaceutica e all’appropriatezza nell’uso dei farmaci.

Regione Toscana: Approvato Logo “No Slot” contro la ludopatia

Approvato il nuovo marchio identificativo “NO SLOT” che potrà essere esibito da tutti quegli esercizi che non hanno installato macchinette “mangiasoldi”

Un logo che ricorda lo schermo di una slot machine su cui appaiono le lettere che formano la scritta “NO SLOT” . Ad appovarlo la Giunta regionale nel corso dell’ultima seduta, su proposta dell’assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi. I circoli e i bar che scelgono di non installare le macchinette “mangiasoldi” potranno esporre il logo nei propri locali. La Regione realizzerà anche, sul proprio sito web, uno specifico portale per gestire le richieste di questo marchio identificativo.

“Per contrastare il gioco d’azzardo patologico, in Toscana abbiamo messo in atto tante iniziative – dice l’assessore Saccardi – a partire dalla legge regionale del 2013, che contiene una serie di misure per il gioco consapevole e per la prevenzione della ludopatia. Purtroppo il fenomeno del gioco d’azzardo coinvolge un numero sempre crescente di persone di tutte le età, che si lasciano tentare da questa passione fino a farla diventare una vera patologia. Abbiamo fatto azioni di informazione, prevenzione, formazione, ricerca, monitoraggio, molte rivolte ai giovani. A luglio di quest’anno abbiamo varato il Piano regionale di contrasto al gioco d’azzardo, finanziandolo con oltre 3 milioni. Ora mettiamo a disposizione di tutti gli esercizi che lo vorranno il logo No slot, e invitiamo gli esercenti a richiederlo ed esporlo ben in vista all’ingresso dei loro locali”.Un successivo atto regionale regolamenterà i modi di utlizzo del logo e gli impegni assunti dai titolari di circoli ed esercizi pubblici: sarà compito dei Comuni verificare che circoli ed esercizi utilizzatori rispettino gli impegni presi. Se in un locale No slot saranno trovati Slot Machine, il Comune dovrà rimuovere la vetrofanìa e comunicare il fatto alla Regione, che cancellerà il locale dall’elenco.

Le scienze della vita toscane si riuniscono a Siena

Generiamo il futuro, la ricerca nelle scienze della vita. Il convegno a Siena il 14 e 15 settembre

Si tiene il 14 e 15 settembre prossimi a Siena “Generiamo il futuro”, Conferenza sulla ricerca nelle scienze della vita in Toscana: due giorni di incontri, tavole rotonde, dibattiti, sul presente, ma soprattutto sul futuro delle life sciences in Toscana, organizzati dalla Regione in collaborazione con TLS (Fondazione Toscana Life Sciences) nell’ambito dell’evento annuale Por Creo Fesr 2014-2020.

Due le sedi nelle quali si terranno le sessioni della conferenza: il Polo didattico Mattioli (via Mattioli 10), e il Complesso museale Santa Maria della Scala (vedi il programma delle due giornate).

Attraverso sessioni plenarie e focus specifici saranno presentate le linee di azione e gli strumenti a supporto dell’innovazione e della ricerca in ambito medicale – sanitario, contestualizzandoli a livello europeo ed evidenziando i risultati ottenuti e le opportunità per il comparto. Il mondo della ricerca, quello delle istituzioni e delle imprese si confronteranno su alcuni dei temi più significativi dell’ecosistema regionale delle life sciences: dall’attrazione di investimenti, ai finanziamenti per ricerca e innovazione, dalla medicina di precisione fino alla formazione e alla sanità 4.0.

A fare i saluti di apertura, venerdì 14 alle 9.30, nella sede del Polo didattico Mattioli, sarà l’assessore al diritto alla salute della Regione Stefania Saccardi, assieme al rettore dell’Università di Siena Francesco Frati e all’assessore alla sanità del Comune di Siena Francesca Apolloni. La vicepresidente e assessore a cultura, università e ricerca della Regione Toscana Monica Barni parteciperà , alle 12, alla tavola rotonda “Ricerca e salute per generare il futuro: il sostegno alla ricerca e all’innovazione nelle scienze della vita”, moderata da Pino Di Blasio, QN-La Nazione.

Venerdì 14 alle 11.30, nella sala stampa del Polo didattico Mattioli, la vicepresidente Monica Barni, l’assessore Stefania Saccardi e il direttore di Toscana Life Sciences Andrea Paolini terranno una conferenza stampa per illustrare ai giornalisti i temi della Conferenza.

Per i giornalisti interessati a seguire i lavori del venerdì mattina e a partecipare alla conferenza stampa, è a disposizione un pulmino, che partirà da Firenze, dalla sede della giunta regionale, piazza Duomo 10, venerdì 14 settembre alle ore 8. Gli interessati possono comunicarlo per mail all’indirizzo: desk-toscananotizie@regione.toscana.it, o per telefono alla segreteria di Toscana Notizie, al numero 055-4384714, entro le ore 18 di giovedì 13.

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Guarda la pagina dedicata all’evento sul sito della Regione Toscana

Firmato un protocollo sulle linee giuridico-forensi del Codice Rosa

I procuratori generali della Toscana firmano un protocollo sulle linee di indirizzo giuridico-forensi nella rete del Codice Rosa

Un protocollo d’intesa per l’attuazione delle linee di indirizzo giuridico-forensi nella rete regionale Codice Rosa. E’ stato siglato oggi nella Sala riunioni della procura generale di Firenze, dall’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, dai procuratori generali della Repubblica di Firenze, Marcello Viola, e di Genova, Valeria Fazio; e dai Procuratori Roberto Rossi (Arezzo), Giuseppe Creazzo (Firenze), Raffaella Annamaria Capasso (Grosseto), Ettore Squillace Greco (Livorno), Aldo Giubilaro (Massa), Pietro Suchan (Lucca), Alessandro Crini (Pisa), Paolo Canessa (Pistoia), Giuseppe Nicolosi (Prato), Salvatore Vitello (Siena), Antonio Sangermano (Minorenni); presente anche la responsabile della rete regionale Codice Rosa della Toscana, dottoressa Vittoria Doretti.

Il protocollo è il frutto di un tavolo di lavoro permanente istituito il 5 aprile 2017, coordinato dal procuratore generale Marcello Viola, con la collaborazione del Sostituto procuratore generale Luciana Singlitico, e composto dai procuratori referenti di Codice Rosa delle singole Procure della Regione, e per l’ambito sanitario coordinato dalla responsabile della rete regionale Codice Rosa Vittoria Doretti, da rappresentanti dell’assessorato e da esperti della Rete.

«Un grazie alla Procura generale e a tutti i Procuratori che hanno dato la disponibilità a mettersi intorno a un tavolo e lavorare per identificare una procedura omogenea che possiamo adottare in ogni punto della Toscana – ha detto l’assessore Stefania Saccardi – Lavoriamo da anni al progetto Codice Rosa. Prima era una procedura esclusivamente sanitaria, ora socio-sanitaria, e il percorso sanitario è collegato a un percorso sociale. In varie zone della Toscana si sono sviluppate esperienze interessanti tra Procure e strutture sanitarie. Vogliamo omogeneizzare queste esperienze e mettere insieme un metodo. Il tavolo non chiuderà con la firma del protocollo, ma continuerà per migliorare costantemente i percorsi che abbiamo individuato per garantire la massima tutela alle vittime di violenza. Quello di oggi è un importante passo avanti nel percorso che abbiamo messo insieme del Codice Rosa, e che lo completa».

«I lavori per arrivare a questo protocollo hanno visto coinvolte tutte le Procure – ha dichiarato il Procuratore generale Marcello Viola – Un ringraziamento per la grande sensibilità dimostrata dalla Toscana, che è stata la prima Regione che si è dotata di una legge sulla violenza di genere. Questo protocollo arriva a conclusione di una lunga ed elaborata procedura, ed è la prima iniziativa nazionale in questi termini. Il secondo ringraziamento va dunque a tutti i colleghi che hanno partecipato con attenzione e sensibilità a questo lavoro. E’, questa, una linea di tendenza che vede i nostri uffici molto impegnati nella tutela delle vittime di violenza».

«Un grazie al Procuratore generale per la grandissima sensibilità dimostrata – gli fa eco Luciana Singlitico – Io personalmente sono impegnata sui reati contro le persone più deboili e vulnerabili».

«Questo protocollo recepisce le linee guida uscite dalla Commissione Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio – sottolinea Vittoria Doretti – Un grazie alle persone che hanno partecipato, questo è un tavolo di lavoro dinamico. L’assessore ha impresso al nostro lavoro uno scatto importante: ogni ospedale, anche il più piccolo e remoto, deve poter contare sul lavoro che si fa a questo tavolo».

Il tavolo di lavoro avviato nell’aprile scorso aveva evidenziato l’esigenza di strategie condivise giuridico-forensi di supporto alla Rete regionale Codice Rosa, avvalendosi delle competenze, del contributo di conoscenza, di esperienza e della collaborazione di tutti i soggetti firmatari del protocollo siglato oggi.

Obiettivo del protocollo, garantire in modo uniforme sul territorio il miglior supporto alla vittime di violenza che accedono al Pronto soccorso, concordando le migliori procedure giuridico-forensi in termini di efficacia, efficienza, rispetto e tutela della vittima.

Queste le linee su cui si svilupperà la collaborazione tra tutti i firmatari: revisione costante delle procedure giuridico-forensi; analisi delle criticità/eventi sentinella e miglioramento delle singole procedure; supporto giuridico-forense alla Rete regionale Codice Rosa.

E questi gli ambiti di lavoro del Protocollo d’intesa: dopo un’introduzione sulla Rete Codice Rosa, il Protocollo si concentra sui seguenti temi: Il referto e la denuncia di reato; Privacy e consenso informato; Il segreto professionale nel corso di un procedimento penale; Rapporti tra personale sanitario, Forze dell’ordine e Procure; Minori (Il consenso informato al trattamento sanitario e Il soggetto legittimato a sporgere querela).

Il Codice Rosa è una rete clinica tempo-dipendente, che definisce le modalità di accesso e il percorso socio-sanitario, le modalità di allerta e attivazione dei successivi percorsi territoriali, nell’ottica di un continuum assistenziale e di presa in carico globale.

Il percorso opera in sinergia con Enti, Istituzioni, e in primis, nel cosiddetto Percorso Donna, con la rete territoriale dei Centri Antiviolenza, in linea con le direttive nazionali e internazionali.

Breve storia del Codice Rosa

Il Progetto Codice Rosa nasce nel 2010 nell’Azienda Usl 9 di Grosseto come progetto pilota, con la finalità di assicurare un più efficace coordinamento tra le diverse istituzioni e competenze per dare una risposta efficace già dall’arrivo della vittima di violenza in Pronto soccorso.

Nel 2011, con la sottoscrizione del protocollo d’intesa tra la Regione Toscana e la Procura Generale della Repubblica di Firenze, diventa progetto regionale. Il Progetto regionale Codice Rosa prevede percorsi gender sensitive di accoglienza, cura e tutela delle persone vittime di violenze e abusi.

Nel gennaio 2014 si completa la diffusione a livello regionale con l’estensione della sperimentazione a tutte le Aziende sanitarie toscane.

Nel mese di dicembre 2016 con la delibera di giunta regionale n.1260 è stata approvata la costituzione della Rete Regionale Codice Rosa per gli interventi a favore di persone adulte e minori vittime di violenze e/o abusi.

La Rete si connota come una rete ‘tempo dipendente’, in grado di attivare connessioni tempestive ed efficaci per fornire risposte immediate alle esigenze di cura delle persone, per il riconoscimento e la collocazione in tempi rapidi del bisogno espresso all’interno di percorsi sanitari specifici.

L’elaborazione a livello regionale, dei dati degli accessi per Codice Rosa avvenuti nelle strutture di Pronto Soccorso delle Aziende Sanitarie, ha evidenziato dal 1° gennaio 2012 fino al 31 dicembre 2017 in totale di 17.363 accessi. Nel primo trimestre del 2018 (ulteriori dati non sono disponibili) gli accessi sono stati 646. Il dato, che viene aggiornato a cadenza trimestrale, consente di conoscere nella nostra regione le peculiarità e le caratteristiche del fenomeno della violenza, che coinvolge in modo particolare donne e bambini.

Per migliorare la conoscenza del Codice Rosa anche da parte dei cittadini, è disponibile la pagina web del sito della Regione Toscana: www.regione.toscana.it/-/codice-rosa

Ed è stato attivato anche un indirizzo e-mail dedicato: retecodicerosa@regione.toscana.it

Nuova sede per la farmacia di continuità di Nottola

A Nottola è stata inaugurata la nuova sede della farmacia di continuità. Si trova al piano 0. Presente l’assessore regionale Saccardi

La farmacia di continuità dell’ospedale di Nottola ha una nuova sede. Il servizio, trasferito al piano 0 (locali ex edicola) dello stesso ospedale, in una collocazione più accessibile per il cittadino, è stato inaugurato questa mattina alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità Stefania Saccardi.

«Al pari delle Farmacie territoriali che troviamo nelle nostre città – ha dichiarato Gina Gasperini, direttore UOC Farmacia Ospedaliera della Sede Operativa di Siena – il servizio di Farmacia di Continuità offerto presso l’ospedale di Nottola riveste una grande importanza per i pazienti.  I cittadini possono avvalersi di un servizio di consegna diretta dei farmaci quando vengono dimessi a seguito di ricovero, visita specialistica o in uscita dal pronto soccorso e ritirare farmaci per le terapie che già stanno seguendo. In piena sinergia con le Farmacie convenzionate, i pazienti possono reperire presso la farmacia di continuità i farmaci e i dispositivi medici non erogabili tramite i canali tradizionali. I farmacisti sono sempre a disposizione dell’utente anche per informazioni su medicinali, terapie e in generale sull’assistenza farmaceutica dell’Asl Toscana sud est».

«Questa novità – spiega Simona Dei, direttore sanitario Asl toscana sud est – consentirà anche una migliore garanzia di trattamento assistenziale appropriato, che a sua volta porterà risultati migliori in termini di appropriatezza clinica e sostenibilità economica. L’obiettivo è di mantenere una vera continuità ospedale-territorio, lavorando a stretto contatto con l’assistenza domiciliare per le dimissioni difficili e con quanto l’ospedale ritenga necessario per il paziente al suo domicilio».

In occasione dell’inaugurazione, l’assessore Saccardi ha visitato l’ospedale e si è confrontata con i professionisti. «Trovo una bella struttura, anche se con gli anni ha bisogno di qualche ristrutturazione, ma vedo che sono già in programma – ha dichiarato la Saccardi – A fine anno inizieranno i lavori al Pronto Soccorso ed oggi i numeri, con 15.000 accessi nel primo semestre del 2018, ci dicono che Nottola è diventato punto di riferimento non solo per i cittadini di questa e di altre Zone, come la Valdichiana aretina, ma addirittura extraregione. La sinergia porta risultati e i risultati si vedono. Sappiamo che il personale è in sofferenza, qui come altrove. La Regione sta lavorando per trovare soluzioni che possano andare incontro ai professionisti».

Un consiglio comunale per indagare sui problemi del carcere

Il consiglio comunale di San Gimignano di domani avrà luogo nel carcere di Ranza. Interverrà anche l’assessore della Regione Toscana Stefania Saccardi

Un consiglio comunale aperto dentro al carcere per discutere e confrontarsi sulle problematiche dei detenuti e del personale di sorveglianza. E’ quello che l’amministrazione comunale di San Gimignano ha organizzato per martedì 5 giugno dalle 10 nella casa di reclusione di Ranza.

Al consiglio comunale prenderà parte anche l’assessore regionale alla Salute Stefania Saccardi e il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Antonio Fullone.

Sovraffollamento dei detenuti e mancanza di personale di sorveglianza saranno i temi centrali della seduta consiliare che si pone l’obiettivo di scandagliare a 360 gradi le problematiche e le necessità della casa di reclusione di Ranza e di tutto il sistema penitenziario italiano.

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