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Daniel Zaccaro presenta “Ero un bullo”, il libro che racconta il suo riscatto: “Resistere ha senso”

Daniel Zaccaro presenta “Ero un bullo”, il libro che racconta il suo riscatto: “Resistere ha senso”
  • PubblicatoMarzo 19, 2024

“Resistere ha senso”. È questo il messaggio che Daniel Zaccaro ha scelto di mandare ai tanti lettori di “Ero un bullo”, il libro di cui è protagonista. Daniel era un ragazzo come tanti altri, un bullo con una storia di violenza familiare alle spalle e che era da tutti considerato come irrecuperabile. Poi l’incontro con don Claudio, il cappellano del carcere Beccaria dove era finito, e da lì la svolta verso un percorso di crescita e di istruzione fino a diventare l’educatore che è oggi.

“Il libro parla della storia vera di Daniel – racconta l’autore, Andrea Franzoso -, la storia di un ragazzo cresciuto a Quarto Oggiaro e che nella vita ne aveva fatte tante, aveva rubato e rapinato, era passato dalla comunità fino al carcere minorile ma che oggi si è laureato e fa l’educatore”.

Presente all’incontro anche il cardinale Lojudice che ha detto: “Questa è una storia a lieto fine, che è la bellezza di questa storia ma purtroppo non sempre è così. Spero che questa sia un’occasione di riflessione per tutti i ragazzi presenti”. “Alcuni cappellani di alcuni carceri – prosegue – sono conosciuti per il loro lavoro in tutta Italia. Ci sono tanti preti che si spendono e dedicano la loro vita a stare vicino e dare prospettive a ragazzi che altrimenti non ne avrebbero”.

“È un libro vero, senza fingimenti e retorica – è invece il commento di Tomaso Montanari, rettore dell’Università per Stranieri di Siena -, e che dimostra come la società della competizione e del successo non dia spazio a chi è fragile e chi avrebbe bisogno di empatia e ascolto. È una storia di abbandono e di empatia ma anche sul fatto che qualcuno, invece, fa la differenza”.

“È bello mettere la mia storia al servizio dei ragazzi – dice Daniel -, perché attraverso una storia ci si può riconoscere. Un po’ come me, che mi sono fatto salvare leggendo i libri quando ero in carcere. Questo, per me, è un po’ lo strumento per riscattare quello che ho fatto e usare il mio passato come una lezione”.

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Redazione