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Due inediti di Giacomo Puccini, stasera prima esecuzione alla Chigiana, Sani: “È il nostro piccolo contributo per un grande compositore”

Due inediti di Giacomo Puccini, stasera prima esecuzione alla Chigiana, Sani: “È il nostro piccolo contributo per un grande compositore”
  • PubblicatoMarzo 19, 2024

“Tutto il mondo celebra i cento anni dalla scomparsa di Giacomo Puccini. Ed anche noi daremo il nostro piccolo contributo”, afferma il direttore della Chigiana Nicola Sani quando presenta lo straordinario evento che si terrà nel salone dei concerti dell’Accademia stasera a Palazzo Chigi Saracini.

L’appuntamento è alle 21 e, durante il concerto, saranno eseguiti, in prima assoluta, due inediti per voci del grande compositore lucchese.

L’iniziativa è  organizzata  in collaborazione con l’Opera della metropolitana e l’Arcidiocesi di Siena, Colle Val d’Elsa e Montalcino, l’Università di Siena e il Centro studi Giacomo Puccini di Lucca ed è inclusa nel convegno ‘Giacomo Puccini nella storia della lingua italiana: libretti, lettere, poesia”, organizzato dall’ateneo.

Le composizioni inedite sono state scoperte dal Centro studi Puccini (dallo storico Aldo Berti, ndr.) e, spiega Sani, “non appartengono alla grande produzione pucciniana ma servono a completare il quadro dell’epoca di formazione dello straordinario operista. Sono lavori fatti per le chiese in cui è forte il senso spirituale”.

‘Crolla ahimé’ e ‘Beata viscera’: questi i nomi dei due capolavori inediti. “Di Beata viscera si sapeva qualcosa perché Puccini ne parlava in una lettera scritta ad una sorella – continua Sani – . Del Crolla ahimé non si sapeva invece niente. Stasera dunque sarà un’autentica scoperta”.

Il concerto vedrà protagonista il coro della Cattedrale di Siena Guido Chigi Saracini, sotto la direzione di Lorenzo Donati, affiancato dall’organista Cesare Mancini e dalla violista Teresa Valenza.

Il programma prevede poi musiche devozionali di Verdi, brani organistici nuovamente di Puccini e il Requiem di Pizzetti.  Conclude il capolavoro per coro, organo e viola: il breve ma intenso Requiem in un unico brano che il maestro lucchese scrisse per il quarto anniversario della morte di Giuseppe Verdi.

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Redazione