In Piazza Amendola nascerà una nuova piscina. Progetto da 3,5 milioni. Lorè: “Puntiamo a inaugurarla entro la fine del mandato”

Il Comune di Siena restituisce alla città la piscina di piazza Amendola. La Giunta comunale, su proposta dell’assessore all’edilizia sportiva del Comune di Siena, Lorenzo Loré, ha infatti approvato il documento di indirizzo alla progettazione per gli interventi di messa in sicurezza, riqualificazione ed efficientamento della piscina di piazza Amendola, con l’intento di inaugurarla entro la fine del mandato (2028).
Tramite questo atto, dunque, l’amministrazione comunale mette in programmazione un intervento da almeno tre milioni e mezzo di euro (fermo restando la possibilità di ampliare le risorse da investire) e avvia l’iter che, secondo il cronoprogramma stilato, porterà all’approvazione dell’intervento entro il mese di dicembre prossimo e all’aggiudicazione dell’appalto entro marzo 2026, per una durata dei lavori stimata poi in diciotto mesi. L’approvazione del Dup permette anche di accedere agli stanziamenti relativi al Credito sportivo, a bandi europei o ministeriali e anche a eventuali cofinanziamenti privati.
L’intervento, inserito nella programmazione triennale dei lavori pubblici approvato dal Consiglio comunale lo scorso 19 dicembre, prevede il completo rifacimento dell’impianto sportivo, in modo da far riprendere le attività natatorie. La piscina Amendola è stata progettata, realizzata e donata al Comune dal Monte dei Paschi di Siena negli anni Settanta. In gestione al Comitato Uisp di Siena come da project financing sottoscritto nel 2017, è chiusa dalla pandemia Covid del 2020. Successivamente sono state verificate, prima dal gestore e poi dall’amministrazione comunale, alcune criticità alla struttura, tali da rendere necessaria la messa in sicurezza e la completa riqualificazione.
Le dichiarazioni. “Restituiamo alla comunità senese – ha detto il Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio – una struttura di fondamentale importanza non solo dal punto di vista dell’impiantistica sportiva, ma anche da quello sociale: riqualificare uno spazio del genere significa permettere la fruizione della struttura, migliorare il decoro urbano e l’utilizzo del parco. In sostanza, parliamo di luoghi che ritorneranno a disposizione della cittadinanza. Senza dimenticare ovviamente il fatto che il Comune darà vita a un impianto nuovo, moderno, efficiente che potrà una valida alternativa alla struttura dell’Acquacalda non solo a società e sportivi della città, ma anche del territorio”.
“Come annunciato nei mesi scorsi – ha spiegato l’assessore all’edilizia sportiva e allo sport, Lorenzo Loré – abbiamo lavorato creando le giuste condizioni amministrative per dar vita al progetto di completa riqualificazione. Siena ha bisogno di un altro impianto natatorio. La sola struttura dell’Acquacalda, sulla quale peraltro abbiamo effettuato ed effettueremo alcuni interventi, non è sufficiente per far fronte alle necessità di sportivi e società. La completa riqualificazione della piscina Amendola avverrà dando vita a un impianto moderno, efficiente e fruibile. Il progetto porterà a una riqualificazione di tutta la zona del parco. L’interesse del Comune è che venga riaperta la piscina di piazza Amendola, così da diversificare l’offerta e distribuire meglio gli spazi interni tra utenti privati e associazioni sportive che svolgono attività anche di tipo agonistico. Nel frattempo, siamo in continuo contatto con il gestore, sia per gli interventi alla piscina dell’Acquacalda, sia per quanto riguarda il progetto di Amendola”.
La struttura. Attualmente la piscina, che come detto fu realizzata e donata al Comune dal Monte dei Paschi di Siena negli anni Settanta ed è gestita da Uisp, non è utilizzata dal 2020. Dopo una prima relazione da parte di un tecnico di fiducia del gestore, contenente alcune considerazioni sulla staticità dell’impianto, l’amministrazione comunale ha proceduto con immediate verifiche da parte dei propri tecnici, propedeutiche peraltro al progetto di riqualificazione, anche per reperire le informazioni riguardanti la struttura e la sua genesi costruttiva, compresi eventuali elaborati progettuali disponibili. Tali verifiche hanno confermato l’inagibilità dell’impianto.