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L’Aou Senese aderisce alla Settimana Mondiale del Glaucoma con una giornata di screening gratuito per tutti i cittadini il 13 marzo

L’Aou Senese aderisce alla Settimana Mondiale del Glaucoma con una giornata di screening gratuito per tutti i cittadini il 13 marzo
  • PubblicatoMarzo 6, 2024

Viene chiamato “il ladro silenzioso della vista” ed è una malattia subdola che può portare alla cecità. Si tratta del glaucoma, una patologia cronica degenerativa della vista su cui è importante fare informazione e prevenzione. Per questo motivo l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese aderisce alla Settimana mondiale del Glaucoma, in collaborazione con l’UICI presieduta da Massimo Vita, con una giornata di screening gratuito per i cittadini: mercoledì 13 marzo, dalle ore 8 alle ore 13, saranno attivi due ambulatori nei quali il dottor Stefano Baiocchi ed il professor Paolo Frezzotti, referenti degli ambulatori glaucoma dell’Oculistica diretta dal professor Gian Marco Tosi, saranno a disposizione degli utenti per consulenze oculistiche, previa prenotazione.

Gli appuntamenti sono rivolti principalmente a pazienti sani o con familiarità per glaucoma: per prenotare è necessario chiamare il numero 0577 585663 (gli operatori rispondono dalle ore 12 alle ore 13). Gli utenti prenotati dovranno presentarsi il 13 marzo per l’accettazione alla stanza 22, situata al lotto 1, piano 7 e saranno indirizzati poi nei due ambulatori (24 e 27), dove effettueranno la visita oculistica e, in caso di necessità, anche un eventuale approfondimento diagnostico.


«Il glaucoma – spiega il professor Gian Marco Tosi – è una malattia che può colpire entrambi gli occhi, determinando danni irreversibili al nervo ottico che, con il tempo, possono portare a ipovisione e cecità. Tra i sintomi da monitorare c’è l’aumento della pressione oculare che è sempre bene misurare periodicamente per un’importante attività di prevenzione. Nella maggior parte dei casi, infatti, la malattia progredisce inosservata, senza provocare sintomi evidenti che compaiono solo in fase avanzata, quando il nervo ottico ha già subito un danno. Iniziative come questa – conclude il professor Tosi – sono importanti perché permettono di fare informazione e intercettare possibili casi da approfondire, soprattutto in caso di familiarità con la malattia».

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Redazione