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Olio extravergine d’oliva: aumenta la quantità ma c’è il rischio impennata sui prezzi

Olio extravergine d’oliva: aumenta la quantità ma c’è il rischio impennata sui prezzi
  • PubblicatoOttobre 10, 2023

Sarà un 2023 di alta produttività per quel che riguarda l’olio extravergine d’oliva, ma il valore di mercato rischia di impennarsi notevolmente. Dopo un 2022 critico, in cui la siccità ha severamente complicato la vita ai produttori, il 2023 sembra aver portato condizioni climatiche, paradossalmente, migliori e nel Senese si stima una quantità maggiore di produzione di olio.

“Anche quest’anno abbiamo risentito della siccità – commenta Bianca Mascagni, imprenditrice agraria della Mascagni Organic Farm -, però rispetto al 2022, questo inverno le piogge sono state molto più frequenti ed hanno permesso al terreno di mantenere la giusta umidità. Ovviamente non dobbiamo generalizzare, perché non per tutto il territorio ci sono state le stesse condizioni.”

Niente da dire, invece, sulla qualità, che nuovamente si conferma di altissimo livello.

“Per fortuna la mosca dell’olivo non ci ha dato problemi – prosegue Bianca Mascagni – e la qualità del nostro olio non sarà per nulla inferiore rispetto a quella degli anni passati ed è per noi grande motivo di orgoglio”.

Ancora molti dubbi, invece, sul valore di mercato già al rialzo dopo lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, e che dopo il recente scontro tra Palestina ed Israele, potrebbe subire ulteriori variazioni.

“Le guerre sono sempre un male per noi – spiega Bianca Mascagni – e sono sicura che i prezzi aumenteranno ancora. La prima vera botta arrivò dopo la pandemia, successivamente la situazione in Ucraina ha portato ad un’altra impennata e adesso speriamo che la guerra in Israele possa cessare al più presto, perché sennò si rischia un aumento del valore di mercato del 10% o addirittura del 15%”.

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Redazione