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Santa Maria della Scala, il piano Leone: “Nel 2024 la revisione dello statuto. A New York un’associazione degli ‘amici’ del museo”

Santa Maria della Scala, il piano Leone: “Nel 2024 la revisione dello statuto. A New York un’associazione degli ‘amici’ del museo”
  • PubblicatoFebbraio 23, 2024

“Diamo vita al Santa Maria della Scala” : così Cristiano Leone stuzzica le corde giuste ai consiglieri comunali stamani in commissione Cultura.

A Palazzo Berlinghieri Leone ha fatto il debutto in audizione da presidente della fondazione che gestisce il complesso museale. Numerosi sono i progetti in cantiere: le modifiche all’articolo uno dello statuto dell’Ente ed del regolamento, entrambe da fare nell’ambito degli ingressi dei nuovi soci.

Poi c’è il masterplan, che si intende portare avanti con gli esperti del settore italiani ed internazionali, e che è propedeutico ad una revisione architettonica della struttura. Obiettivi questi da raggiungere entro il 2024. Sul masterplan, ha aggiunto, “faremo dei workshop che si apriranno alla città, in una sorta di stati generali”.

Un altro passaggio è quello sul budget: “Il complesso ha bisogno di fondi cospicui – sottolinea – . C’è  la necessità primordiale di conservare e restaurare i capolavori”. Intanto il cda ha deliberato due assunzioni ed è in procinto di assumere altrettante figure. Tra le idee espresse anche quella di creare un’associazione Amici del Santa Maria a New York. “L’appeal di questo museo – ha puntualizzato Leone- non deve essere tralasciato”.

Focale nel suo ragionamento è la ricerca di un’identità simbolica: “Il Santa Maria della Scala deve tornare ad essere un’agorà dove si catalizzano le attenzioni della cittadinanza. La nostra linea d’azione è chiara: celebreremo lo spirito dell’accoglienza in un fil rouge tra passato, presente e futuro”.

Da qui parte il ragionamento sulle mostre. In sintesi il presidente della Fondazione vuole programmare esposizioni sul patrimonio artistico del museo, con interventi di arte contemporanea che siano coerenti con l’identità del Santa Maria. Poi saranno programmate mostre contemporanee capaci di essere coerenti con il luogo dove sono ospitate. “Intendiamo però portare anche il performativo – chiosa Leone -. E vorremmo creare un festival per attrarre il pubblico più giovane”.

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Redazione